Andrea Marinelli

Voci categorizzate come ‘America24.it’

Offerta ostile di Kraft per acquistare Cadbury, subito rifiutata

9 Nov, 2009 · Lascia un Commento

Il gigante alimentare ha presentato un’offerta da 16 miliardi di dollari agli azionisti


Kraft Foods ha lanciato un’offerta ostile, presentata cioè direttamente agli azionisti, da 9,8 miliardi di sterline (16,4 miliardi di dollari) per acquistare il produttore di dolciumi britannico Cadbury, ma la proposta è stata immediatamente rifiutata, perché il colosso americano non ha migliorato l’offerta d’acquisto fatta in precedenza.

 

Per ogni titolo di Cadbury, Kraft sarebbe infatti disposta a pagare agli azionisti 300 pence in contanti più 0,2589 di azioni di nuova emissione, per un valore totale di 9,8 miliardi di sterline, appunto 16,4 miliardi di dollari.

Secondo l’amministratore delegato di Cadbury Roger Carr, l’offerta “non riflette neppure lontanamente il valore della nostra società”. A causa delle fluttuazioni del titolo, la proposta di Kraft valuta la controparte britannica 717 pence ad azione, meno dei 745 pence dell’offerta precedente a causa delle fluttuazioni del titolo.

Categorie: America24.it

Alec Baldwin e Steve Martin presenteranno gli Oscar

4 Nov, 2009 · Lascia un Commento

L’Academy ha annunciato i due attori per la notte del 7 marzo

baldwin440

Alec Baldwin

L’Academy ha scelto i propri presentatori per la ottantaduesima notte degli Oscar che si terrà il 7 marzo 2010. A intrattenere il pubblico in platea e i telespettatori saranno infatti il veterano Steve Martin, alla sua terza apparizione dopo quelle del 2001 e 2003, e Alec Baldwin, al suo esordio assoluto.

I produttori della cerimonia sperano che i due attori riusciranno a risollevare gli ascolti e hanno definito Baldwin e Martin “una coppia perfetta e ben assortita per la serata degli Oscar”. Le nomination per gli Academy Awards saranno annunciate il 2 febbraio 2010.

Baldwin, 51 anni, si è subito dimostrato entusiasta, definendo la cerimonia “l’occasione di una vita”. Martin ha invece risposto alla nomina con il suo solito senso dell’umorismo, dichiarandosi “felice di presentare la serata con il mio nemico Alec Baldwin”.

Martin e Baldwin faranno però coppia non solo il 7 marzo alla notte degli Oscar, ma anche sul grande schermo: è infatti in uscita il film “It’s complicated”, pellicola che li vede entrambi protagonisti.

Categorie: America24.it

Online la guida ai ristoranti italiani a Ny per iPhone e iTouch

3 Nov, 2009 · Lascia un Commento

Alla scoperta del cibo italiano a New York

iphonetext300

Guida ai ristoranti italiani per iPhone

D’ora in avanti chi è alla ricerca di ristoranti italiani a New York non si dovrà più affidare alla memoria, ai biglietti da visita o ai consigli degli amici. E’ arrivata infatti la prima guida per iPhone e iTouch ai ristoranti e al cibo italiano della Grande Mela.

L’applicazione guiderà gli utenti alla scoperta di oltre 800 ristoranti, pizzerie, caffè, panifici, pasticcerie, gastronomie ed enoteche rigorosamente italiani e selezionati da esperti di cucina del bel paese.

La guida è scaricabile qua.

Categorie: America24.it

Philadelphia è ancora viva, vince 8-6 e si torna a New York

3 Nov, 2009 · Lascia un Commento

I Phillies resistono al ritorno degli Yankees nel finale

gara5-640

Utley a segno

Poteva essere già il giorno della festa, ma i Phillies risorgono, vincono 8-6 e obbligano gli Yankees a tornare a New York con le bottiglie di champagne ancora sigillate. Una prestazione determinata della squadra di Philadelphia, sempre saldamente avanti nonostante il tentativo finale di rimonta dei newyorkesi. Serie ora sul 3 a 2.

Due fuoricampo di Chase Utley e la buona prestazione sul monte di Cliff Lee hanno permesso dunque ai Phillies di rimanere attaccati alle World Series e di andarsela a giocare in gara 6 mercoledì. In casa Yankees ottima la prova di Alex Rodriguez, ma si paga la pessima partita dei cinque lanciatori che si sono alternati durante la gara.

Appuntamento a domani notte, con gli Yankees che si giocheranno il secondo match point e i Phillies alla ricerca del pareggio.

Categorie: America24.it

Yankees corsari a Philadelphia, World Series sul 3 a 1

2 Nov, 2009 · Lascia un Commento

Stanotte gara decisiva, newyorkesi a un passo dal titolo

gara4300

Yankees vittoriosi in gara 4

La serie era iniziata male per gli Yankees, con una sorprendente sconfitta casalinga, ma la vittoria per 7 a 4 riportata stanotte a Philadelphia ha rimesso definitavamente le cose a posto. Ancora una gara e potrebbero diventare campioni per la ventisettesima volta, confermandosi di gran lunga la squadra più titolata della Major League.

Decisivo in questa gara Alex Rodriguez, con un double nel nono inning che ha dato la vittoria ai Bombers del Bronx. La gara di stanotte sarà la più importante di tutte: se i Phillies vinceranno staccheranno un biglietto per tornare nella Grande Mela riaprendo la serie, altrimenti gli Yankees saranno i nuovi campioni.

Categorie: America24.it

Paterson accoglie il Montecitorio Running Club

31 Ott, 2009 · Lascia un Commento

A Ny per la maratona, i parlamentari ricevono 50.000 dollari in beneficenza

Il Montecitorio Running Club sbarca a New York per partecipare alla maratona in programma domenica 1 novembre 2009. Promotore dell’iniziativa l’onorevole Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, deputato del Popolo della Libertà.

Ad attendere i quindici maratoneti azzurri, che al ristorante Armani della Fifth Avenue sfoggiavano la tuta grigia del neonato club, era presente anche il goveratore democratico dello Stato di New York David Paterson.

Lupi, insieme a Paterson, ha ricevuto in dono dalla comunità italo americana un assegno da 50.000 dollari per sostenete la Fondazione “Il Cireneo” dell’Aquila, associazione che aiuta i bambini autistici del capoluogo abruzzese, la cui sede è stata distrutta dal terremoto del 6 aprile scorso.

Durante la presentazione dei parlamentari maratoneti italiani il goveratore di New York ha anche ricevuto in omaggio dalla delegazione di Montecitorio la maglietta della nazionale italiana di calcio.

http://america24.it/content/paterson-accoglie-il-montecitorio-running-club

Categorie: America24.it

Riscossa Yankees in gara 2, World Series impattate

30 Ott, 2009 · Lascia un Commento

I Bronx Bombers sconfiggono i Phillies grazie a un home run di Matsui

matsui440

Hideki Matsui batte l'home run decisivo

Gli Yankees impattano le World Series dopo la dura sconfitta casalinga di gara 1 contro i Philadelphia Phillies per 6-1, portando la serie sull’1-1.

Dopo un inizio difficile, con il team della Pennsylvania andato subito in vantaggio durante il secondo inning, i “Bronx Bombers” sono riusciti ad agguantare il pareggio all’inizio del quarto periodo con Mark Teixeira, completando poi la rimonta con un home run fondamentale del giapponese Hideki Matsui nel sesto inning e il punto di Jorge Posada nel settimo.

Ottimi i due lanciatori dei New York Yankees, A.J. Burnett, al debutto da titolare nelle World Series, e Mariano Rivera, che hanno concesso pochissimo all’attacco di Philadelphia.

Yankees vincitori per 3-1, World Series impattate e viaggio a Philadelphia per gara 3, in programma sabato al Citizens Bank Park, dove si disputeranno le prossime tre gare.

http://america24.it/content/riscossa-yankees-gara-2-world-series-impattate

Categorie: America24.it

Gallo show, ma i Knicks partono con una sconfitta a Miami

29 Ott, 2009 · Lascia un Commento

A Toronto gli italiani sfoderano una grande prova e battono i Cavs


gallo440

Danilo Gallinari

Inizia la stagione Nba con un super Danilo Gallinari, che nella sconfitta dei suoi New York Knicks a Miami contro gli Heat sfodera una delle sue migliori prestazioni da quando ha attraversato l’Atlantico. Nonostante la netta vittoria di Miami, 115-93, Gallo segna infatti 22 punti in 28 minuti, massimo in carriera nella Nba, crescendo di minuto in minuto dopo un inizio difficile condizionato dai primi quattro tiri sbagliati.Entrato dalla panchina a metà primo quarto, il nazionale italiano chiude con 0/1 da due, 7/13 da tre e 1/2 ai liberi, mostrando buona condizione e forte carattere, continuando a crederci anche a gara ormai compromessa, con i Knicks di Mike D’Antoni sotto di trenta punti. Gallinari firma quindi con una ottima prestazione il ritorno in campo a distanza di 8 mesi dall’infortunio alla schiena che aveva interrotto la sua stagione d’esordio nella Nba il 15 marzo scorso.

Ottima anche la prova dei due italiani di Toronto. I Raptors cominciano infatti con una vittoria, 101 a 91 contro i Cleveland Cavaliers di Shaquille O’Neal e Lebron James. A guidare i canadesi la prova di Andrea Bargnani e il contributo di Marco Belinelli.

Il “mago” inizia con una schiacchiata dopo una manciata di secondi e non si ferma più, chiudendo con 28 punti a referto in 29 minuti, 11/15 dal campo e 2/3 da oltre la linea dei tre punti, 4/4 ai liberi e 5 rimbalzi a condire, prestazione determinante per la squadra più italiana della lega. Belinelli, dal canto suo, mette dentro 10 punti in 20 minuti, con 4/8 al tiro, 1/2 da tre punti e 1/2 dalla lunetta.

Ora i tifosi italiani aspettano la conferma di questi ragazzi, ma l’esordio stagionale è stato più che incoraggiante per tutti e tre: fondamentali i canadesi per la vittoria della propria squadra, migliore in campo Gallinari nella sconfitta dei Knicks. Ora però “the show must go on”!

Categorie: America24.it

La paura della piccola Paige

9 Ott, 2009 · Lascia un Commento

bambina

La foto, dello scorso luglio, commuove l’America

Paige Bennethum, 4 anni, stringe la mano del papà Brett in partenza per l’Iraq, non vuole lasciarlo andare. Nessuno ha il coraggio di allontanarla mentre Brett è pronto a partire. Il suo papà tornerà solo il prossimo luglio.

La foto, che risale a tre mesi fa, è stata scattata dalla madre Abby. Osservando la foto Paige ricorda benissimo come si sentiva quel giorno. “Non volevo che partisse”.

Categorie: America24.it

Obama vince il premio Nobel per la pace 2009

9 Ott, 2009 · 1 Commento

Premio inaspettato, per aver creato un “nuovo clima internazionale”

Barack Obama, premio Nobel per la pace 2009

Barack Obama, premio Nobel per la pace 2009

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha vinto il premio Nobel per la pace per il 2009, un successo inaspettato raggiunto appena nove mesi dopo essere entrato in carica, grazie al suo “straordinario impegno per il potenziamento della diplomazia internazionale e per la cooperazione fra i popoli”.

Il comitato che decide l’assegnazione del premio ha evidenziato in particolar modo lo sforzo del presidente americano per la riduzione degli armamenti nucleari nel mondo. “Ha creato un nuovo clima internazionale”, spiegano da Oslo.

Il presidente del comitato, Thorbjorn Jagland ha spiegato che Obama ha già contribuito ai tentativi di pace nel mondo abbastanza da meritarsi il Nobel. “Non consegnamo il premio per quello che potrebbe succedere in futuro, ma per ciò che è avvenuto durante l’anno passato.

A dare l’inaspettata notizia a Barack Obama e alla first lady è stato il portavoce Robert Gibbs, che ha chiamato la Casa Bianca poco prima delle sei del mattino per svegliare il presidente.

L’impegno di Obama per riparare la frattura esistente fra gli Stati Uniti e il resto del mondo in questi primi mesi di mandato è stato evidente, oltre che al centro della sua campagna elettorale.

All’inizio dell’anno, a Praga, Obama si è espresso infatti a favore di un mondo senza armamenti nucleari, mentre in giugno si è recato a Il Cairo rivolgendosi al mondo musulmano con un discorso storico. Fra le missioni principali del presidente americano anche il tentativo di restaurare i negoziati di pace fra Israele e Palestina.

Obama è il terzo presidente degli Stati Uniti in carica a vincere il premio Nobel, dopo Woodrow Wilson nel 1919 e Theodore Roosevelt nel 1906. A loro si aggiungono anche Jimmy Carter, presidente dal 1977 al 1981, che ha ricevuto il premio nel 2002, e Al Gore, vincitore nel 2007 e vice presidente dal 1993 al 2001, durante la presidenza Bill Clinton.

Lo scorso anno il Nobel era stato invece assegnato all’ex presidente finlandese Martti Ahtisaari, premiato per il suo impegno per la pace nei Balcani e in Africa.

http://america24.it/content/obama-vince-il-premio-nobel-la-pace-2009

Categorie: America24.it

Rookie degli Houston Texans ricoverato per l’influenza A

2 Ott, 2009 · Lascia un Commento

E’ il primo giocatore della Nfl a contrarre il virus H1N1

Anthony Hill, in maglia bianca con il numero 87

Anthony Hill, in maglia bianca con il numero 87

Anthony Hill, rookie degli Houston Texans, è il primo giocatore della Nfl a essere ricoverato a causa dell’influenza A.

Il tight end di Houston è l’unico giocatore della squadra ad aver contratto il virus H1N1, ma la dirigenza ha deciso di tenere sotto controllo alcuni giocatori che potrebbero essere stati contagiati.

L’unico precedente risaliva ad agosto, quando Sean Smith e Jason Allen dei Miami Dolphins avevano saltato una partita di precampionato per i sintomi dell’influenza, sintomi che poi non erano stati confermati da nessuno degli interessati.

http://america24.it/content/rookie-degli-houstan-texans-ricoverato-linfluenza

Categorie: America24.it

Letterman rivela in tv un tentativo di estorsione a sfondo sessuale

2 Ott, 2009 · Lascia un Commento

Il conduttore sarebbe stato minacciato da un dipendente della Cbs

David Letterman

David Letterman

David Letterman ha denunciato un tentativo di estorsione ai suoi danni in diretta tv, durante la puntata di ieri del suo programma “Late Show with David Letterman”. Il popolare comico era stato infatti minacciato da un dipendente della Cbs, che gli aveva chiesto 2 milioni di dollari per non rivelare alcune relazioni che Letterman aveva avuto con donne del suo staff.

Letterman aveva quindi firmato un falso assegno da due milioni di dollari, permettendo così alla polizia di arrestare l’uomo. Dopo aver testimoniato e aver ammesso le relazioni, Letterman ha in seguito deciso di raccontare l’episodio durante lo show, nel tentativo di “proteggere queste persone”.

Il conduttore è sposato da sei mesi con Regina Lasko, sua compagna dal 1986, dalla quale ha avuto un figlio nel 2003.

Categorie: America24.it

L’antenato più vecchio dell’uomo, viveva in Etiopia 4,4 milioni di anni fa

2 Ott, 2009 · Lascia un Commento

L’Ardipithecus ramidus batte Lucy di oltre un milione di anni

Lo scheletro di Ardi

Lo scheletro di Ardi

“Questa è una delle più importanti scoperte per lo studio dell’evoluzione umana”. Parola di David Pilbeam, direttore della sezione di Paleontologia del Peabody Museum of Archaeology and Ethnology di Harvard, che dopo aver visto il fossile recentemente rinvenuto in Africa mette addirittura in discussione la teoria darwiniana ipotizzando che l’uomo non discenda necessariamente dalla scimmia.

A sconvolgere il mondo scientifico è stata la rivista Science che ha annunciato che non è Lucy l’essere umano più antico mai rinvenuto ma Ardi, un “Ardipithecus ramidus” femmina, vissuto circa 4,4 milioni di anni fa in quella che ora è l’Etiopia. Alta circa un metro e venti e pesante 50 chili, Ardi abitava la terra milioni di anni prima di Lucy, che finora era ritenuto il più antico antenato dell’uomo mai rinvenuto.

Lo studio dei resti di Ardi, le cui prime ossa vennero scoperte nel 1994, indica una specie che viveva nelle foreste e si arrampicava sugli alberi, ma lo sviluppo delle gambe e delle braccia dimostrerebbe che l’ominide passava poco tempo sulle piante e camminava invece in posizione eretta quando si trovava a terra.

Secondo l’antropologo C. Owen Lovejoy della Kent State University, questa scoperta stravolgerebbe addirittura la comune visione sull’evoluzione umana, sull’uomo che cioè discenderebbe dalla scimmia. Sembra ora infatti che l’uomo e lo scimpanzè abbiano avuto solamente un comune antenato, risalente a circa 6 o 7 milioni di anni fa, evolvendosi poi separatamente.

“Non è questo l’antenato comune”, spiega Tim White, direttore del Centro di ricerca sull’evoluzione umana della University of California di Berkeley, “ma è quello che ci va più vicino fra i resti trovati ritrovati fino a oggi”.

http://america24.it/content/ardi-%C3%A8-lantenato-pi%C3%B9-vecchio-delluomo-viveva-etiopia-44-milioni-di-anni-fa

Categorie: America24.it

Xerox annuncia l’acquisto di Acs per 6,4 miliardi di dollari

28 Set, 2009 · Lascia un Commento

Il gruppo raggiungerà un giro d’affari di 22 miliardi di dollari

Xerox annuncia l'acquisto di Acs

Xerox annuncia l'acquisto di Acs

Xerox, azienda americana produttrice di sistemi di stampa, ha annunciato di aver trovato un accordo per rilevare Affiliated Computer Services, gruppo di information technology, nell’ambito di una transazione valutata 6,4 miliardi di dollari.

L’accordo dovrebbe portare Xerox, che ha sede a Norwalk, Connecticut, a raggiungere un giro d’affari di 22 miliardi di dollari all’anno. L’acquisizione rappresenta la prima grande mossa del nuovo amministratore delegato di Xerox Ursula Burns, che ha assunto l’incarico l’1 luglio scorso.

Xerox ha valutato le azioni di Acs 63,11 dollari ognuna, il 34 per cento in più rispetto alla chiusura di venerdì e 55 centesimi al di sotto del record fissato nel febbraio 2006. Gli azionisti di Acs riceveranno 18,60 dollari in contanti e 4,935 azioni di Xerox per ogni titolo in loro possesso. Xerox si accollerà debito per 2 miliardi di dollari ed emetterà 300 milioni di dollari di azioni privilegiate convertibili.

Categorie: America24.it

Abbott acquisisce la divisione farmaceutica di Solvay

28 Set, 2009 · Lascia un Commento

Accordo per 4,8 miliardi di euro, Abbott punta i mercati emergenti

Il quartier generale di Abbott

Il quartier generale di Abbott

Con un’operazione che rappresenta un ulteriore segnale del consolidamento del settore farmaceutico, Abbott Laboratories rileverà della divisione farmaceutica del gruppo belga Solvay per 4,8 miliardi di euro, circa 7 miliardi di dollari, in contanti.

Il gruppo americano, con sede in Illinois pagherà 4,5 miliardi di euro subito, mentre i restanti 300 milioni di euro saranno versati fra il 2011 e il 2013 se verranno centrati alcuni obiettivi di mercato. L’accordo dà ad Abbott il pieno controllo su due farmaci per il trattamento del colesterolo e dei trigliceridi, il Tricor e il Trilipix, per la vendita dei quali esiste già una collaborazione tra le due società.

L’acquisizione, la maggiore messa a segno dalla società americana dal 2002, rappresenta per Abbott una possibilità di espansione nei mercati emergenti dell’Europa dell’Est e dell’Asia, dove la presenza dell’azienda americana è per il momento limitata.

Allo stesso tempo l’accordo permetterà a Solvay di rivedere i propri obiettivi focalizzandosi sulle due divisioni con giro d’affari più ampio, ovvero quella chimica e quella plastica. “I ricavati dell’operazione saranno reinvestiti per una crescita organica ed esterna con l’obiettivo di creare valore nel lungo periodo”, ha detto l’amministratore delegato Christian Jourquin.

Categorie: America24.it

Nuovi cantieri in aumento, ma sotto previsioni analisti

17 Set, 2009 · Lascia un Commento

Cominciati 55.100 nuovi cantieri nel mese di agosto

Nuovi cantieri in aumento dell'1,5 per cento

Nuovi cantieri in aumento dell'1,5 per cento

Negli Stati Uniti ad agosto il numero di nuovi cantieri è cresciuto dell’1,5 per cento rispetto al mese precedente, restando però al di sotto delle previsioni degli analisti, che attendevano un aumento del 3,3 per cento. Il mercato immobiliare appare dunque in ripresa, ma a un passo più lento rispetto a quanto preventivato, complice il calo delle costruzioni di case monofamigliari.

Secondo i dati del dipartimento del Commercio, i nuovi cantieri sono aumentati a 598.000 unità, dopo il calo dello 0,2 per cento di luglio. Rispetto ad agosto 2008 il dato è in calo del 29,6 per cento. I permessi per le costruzioni, segnale dell’andamento futuro del settore edilizio, sono aumentati del 2,7 per cento a 579.000 deludendo le aspettative degli analisti che attendevano un rialzo del 4,6 per cento a 590.000. A luglio i permessi erano calati dell’1,1 per cento a 564.000.

La costruzione di case monofamiliari ha avuto una prima battuta d’arresto dopo cinque mesi di aumenti consecutivi, calando del 3,3 per cento a 479.000. Le abitazioni bifamiliari e trifamiliari hanno invece trainato il settore, crescendo del 25,3 per cento a 119.000, insieme alle case con cinque o più unità abitative, che hanno avuto un balzo del 35,3 per cento ma sono in calo del 48,2 per cento rispetto dodici mesi fa.

Regionalmente i nuovi cantieri sono cresciuti del 23,8 per cento nel Nordest e dello 0,9 per cento nel Midwest. Le vendite sono invece calate del 2,4 per cento nel Sud e sono rimaste invariate a Ovest. In tutta la nazione sono cominciati 55.100 nuovi cantieri nel mese di agosto e sono stati rilasciati 52.300 permessi per le costruzioni.

Categorie: America24.it

Crescono prezzi al consumo, ma inflazione sotto controllo

16 Set, 2009 · Lascia un Commento

I costi energetici spingono il dato, “core” in tiepido rialzo

Crescono i prezzi al consumo

Crescono i prezzi al consumo

I prezzi al consumo sono aumentati nel mese di agosto spinti dal rialzo dei costi dell’energia. Nonostante ciò è improbabile che cambino le previsioni sulla strategia della Federal Reserve, che dovrebbe mantenere il tasso sui fed funds ai livelli attuali fino al prossimo anno, considerando che il dato “core” è cresciuto solo modestamente.

Come riportato dal dipartimento del Lavoro, i prezzi al consumo sono saliti dello 0,4 per cento in agosto, in linea con le previsioni degli analisti. Il dato “core”, esclusi i prezzi energetici e i generi alimentari, si è attestato in rialzo dello 0,1 per cento, in linea con le attese.

Tuttavia i prezzi al consumo sono calati dell’1,5 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa. La Banca Centrale americana, come dichiarato dal Governatore della Fed di San Francisco Janet Yellen a inizio settimana, dovrebbe tornare ad alzare il costo del denaro prima che l’inflazione raggiunga il 2 per cento, la soglia giudicata ottimale dall’istituto di Washington.

Nello specifico, i prezzi dell’energia sono cresciuti in agosto del 4,6 per cento rispetto a luglio, ma restano in ribasso del 23 per cento in confronto a un anno fa. Il prezzo della benzina è aumentato del 9,1 per cento, segnando però un ribasso del 30 per cento rispetto a dodici mesi fa.

I prezzi dei generi alimentari sono aumentati ad agosto dello 0,1 per cento, per la prima volta da gennaio, mentre quelli dei trasporti sono cresciuti del 2,3 per cento e le tariffe aeree sono incrementate dell’1,7 per cento. I prezzi del settore immobiliare, che rappresentano circa il 40 per cento dell’indice, sono aumentati dello 0,1 per cento.

Discorso a parte per i prezzi di veicoli nuovi, calati dell’1,3 per cento anche a causa del “cash for clunkers”, programma di incentivi alla rottamazione varato dell’amministrazione Obama a sostegno del comparto automobilistico e terminato il 25 agosto che permetteva ai consumatori di acquistare auto efficienti con contributi federali restituendo i vecchi veicoli.

In un rapporto separato, il dipartimento del Lavoro ha comunicato che lo stipendio medio settimanale dei lavoratori americani, adattato all’inflazione, è calato dello 0,2 per cento ad agosto rispetto al mese di luglio.

Categorie: America24.it

Vendite al dettaglio in rialzo grazie al “cash for clunkers”

15 Set, 2009 · Lascia un Commento

Vendite al dettaglio agosto + 2,7%, secondo rialzo in sei mesi

Vendite al dettaglio in rialzo

Vendite al dettaglio in rialzo

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono cresciute nel mese di agosto, spinte dal successo del piano di incentivi alla rottamazione “cash for clunkers” varato dal Governo a sostegno di Detroit e del mercato dell’auto.

Nello specifico, ad agosto le vendite al dettaglio sono cresciute del 2,7 per cento, dopo il calo dello 0,2 per cento di luglio (dato rivisto rispetto in ribasso rispetto allo 0,1 per cento della prima stima), come ha reso noto il dipartimento del Commercio. Gli analisti attendevano un aumento del 2 per cento. Escludendo le vendite di automobili, il dato resta comunque in rialzo dell’1,1 per cento, il secondo incremento in sei mesi, mentre le previsioni parlavano di un rialzo dello 0,4 per cento.

L’impatto del “cash for clunkers” sulle vendite al dettaglio è notevole. Il rapporto mostra infatti un incremento delle vendite di auto e di componenti per auto del 10,6 per cento, il più sostenuto dall’ottobre 2001, quando segnò un aumento del 25,6 per cento.

Nonostante l’aumento di agosto, la propensione alla spesa degli americani continua a restare bassa. Le spese per i consumi rappresentano circa il 70 per cento del prodotto interno lordo degli Stati Uniti, che a sua volta è un termometro dell’andamento economico del Paese. L’alta disoccupazione e l’aumento del debito delle famiglie hanno moderato la spesa, suscitando scetticismo sulla forza della ripresa economica.

Guardando alle singole componenti del dato, le vendite nelle stazioni di servizio sono aumentate del 5,1 per cento, anche a causa dell’incremento del prezzo della benzina. Escludendo gli acquisti di carburante il dato è cresciuto del 2,4 per cento, mentre escludendo anche le auto il rialzo è stato dello 0,6 per cento.

Ad agosto le vendite dei negozi di arredamento si sono attestate in ribasso dell’1,6 per cento, mentre quelle di materiali per costruzioni e forniture da giardino sono calate dell’1,2 per cento. Quelle di generi alimentari sono invece in aumento dello 0,5 per cento, mentre il settore elettronico è cresciuto dell’1,1 per cento. In rialzo anche i negozi di merchandising (+1,6 per cento) e quelli di sport, hobby, musica e le librerie (+2,3 per cento). Le vendite di prodotti per la cura del corpo sono in aumento dello 0,4 per cento, i bar e i ristoranti dello 0,3 per cento e gli acquisti online sono cresciuti dello 0,1 per cento.

Categorie: America24.it

Per i democratici opzione pubblica “non è morta”

14 Set, 2009 · Lascia un Commento

Ma poi mettono le mani avanti: è solo una delle ipotesi possibili

Continua e si fa sempre più acceso il dibattito sulla riforma sanitaria, in particolare attorno alla cosiddetta “opzione pubblica”, ovvero un’assicurazione sanitaria alternativa sponsorizzata dal Governo stesso. Per i democratici un’ipotesi di questo genere “non è morta”, come ha detto il leader di maggioranza al Senato Richard Durbin, e si farà di tutto per inserla nel piano di riforma sanitaria, tuttavia il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha cercato di smussare gli angoli, spiegando che l’opzione pubblica è solo uno degli scenari possibili.

Oltre all’opposizione repubblicana e alle perplessità mostrate in seno al suo stesso partito, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ora un problema in più: per diventare legge ha bisogno di 60 voti e i democratici potevano fino al mese scorso contare sulla maggioranza blindata, mentre ora, in seguito alla morte di Ted Kennedy avvenuta il 25 agosto, possono contare solamente su 59 seggi.

Se i repubblicani non hanno lesinato critiche e dichiarato apertamente la loro opposizione a un piano d’assicurazione pubblico, va crescendo il malcontento anche tra i democratici, come spiega il senatore repubblicano del Texas John Cornyn: “Obama ha almeno tredici senatori democratici che sono in disaccordo con lui sull’opzione pubblica”, contestata anche dalle compagnie d’assicurazione che temono una “competizione sleale da parte del Governo”.

In tutto questo, Gibbs ha cercato di smorzare i toni della polemica. Il portavoce della Casa Bianca ha commentato che, nonostante Obama sostenga l’opzione pubblica, sarebbe comunque pronto a firmare una riforma senza di essa, purché sia centrato l’obiettivo fondamentale della riforma, ovvero garantire una copertura sanitaria per coloro che non ne hanno una (secondo le stime, circa 45 milioni di americani). Ad ogni modo, ha puntualizzato Gibbs, “ciò che è più importante è la possibilità di scegliere e la competizione”.

Anche Kent Conrad, senatore democratico del North Dakota e fra i principali fautori dei negoziati sulla riforma, ha dato la sua opinione. “Non credo che Obama si arrenderà”, ha spiegato durante il talk show domenicale “Fox News Sunday”. Dal canto suo Howard Dean, ex segretario del partito Democratico, ha fatto presente che ci sarebbe un’altra possibilità, ovvero la cosiddetta “riconciliazione”, ovvero un iter legislativo controversa che consentirebbe al Senato di approvare il piano di riforma solamente con 51 voti. “Al massimo potremmo ottenere il voto di tre repubblicani al Senato, ma di nessuno alla Camera”, ha specificato Dean.

Categorie: America24.it

Michael Jackson potrebbe essere ancora vivo

13 Set, 2009 · Lascia un Commento

Un video mostra il cadavere di Jackson che si muove durante il trasporto in elicottero

Michael Jackson potrebbe essere ancora vivo. Su YouTube un video incredibile mostra l’elicottero che trasporta il corpo del re del pop avvolto in un lenzuolo bianco. Michael è morto, il portellone dell’elicottero è aperto. Una telecamera riprende il velivolo in fase di atterraggio. All’improvviso però il corpo si muove, mettendosi seduto sulla barella. La voce inizia a correre sulla rete, e decine di video cominciano a sostenere la teoria secondo cui Jackson, in realtà, sarebbe ancora vivo.

Leggenda metropolitana o verità? Jackson non è il primo caso di morte sospetta. Celebre è la telefonata di Elvis Presley registrata anni dopo la sua morte, così come la teoria secondo cui Paul McCartney sarebbe invece morto in un incidente automobilistico nel 1966 e sostituito da un sosia. E la voce, passando di bocca in bocca, diventa “realtà”. Elvis è vivo, Kurt Cobain è ancora vivo, Hitler non è morto nel bunker ma sarebbe ancora nascosto in Argentina.

Ecco il video dell’elicottero.

http://america24.it/content/michael-jackson-potrebbe-essere-ancora-vivo

Categorie: America24.it

Michael Jordan entra nella Hall of Fame del basket

11 Set, 2009 · Lascia un Commento

Il più forte giocatore di tutti i tempi ottiene la massima onoreficenza sportiva

Michael Jordan

Michael Jordan

L’ex campione dei Chicago Bulls Michael Jordan era già l’icona e la storia della Nba, di cui è riconosciuto all’unanimità il miglior giocatore della storia. Da oggi però sarà anche qualcosa in più. A Springfield, Massachusetts, si è tenuto venerdì pomeriggio alle 18.30 (mezzanotte e mezzo in Italia), la cerimonia di incoronazione del re del basket, che entrerà ufficialmente nella Hall of Fame del basket, la massima onorificenza dello sport americano.

A sei anni dal ritiro definitivo dal parquet, dopo sei campionati vinti e cinque trofei come miglior giocatore della lega, è arrivato quindi il momento per Jordan di varcare i cancelli della gloria eterna di questo sport, di cui era diventato leggenda vivente e “giocante” prima ancora di compiere trent’anni.

Insieme a lui fanno il loro ingresso nella storia “l’ammiraglio” David Robinson, ex capitano dei San Antonio Spurs, John Stockton, il maestro, insieme al compagno di squadra Karl Malone, del pick’n'roll e il loro allenatore agli Utah Jazz, Jerry Sloan.

Nato il 17 febbraio del 1963 a Brooklyn, New York, e cresciuto in North Carolina, Jordan aveva cominciato a farsi apprezzare durante gli anni dell’università, quando condusse nel 1982 il suo ateneo, North Carolina, alla vittoria del campionato Ncaa segnando il canestro decisivo.

Scelto come numero tre dai Chicago Bulls nel draft del 1984, la sua carriera è stata un lungo elenco di trofei, a cominciare dalla prima stagione in cui segnò 28,2 punti di media. Nel 1987/88 divenne Mvp, miglior giocatore della lega, per la prima volta, mentre nel 1991 vinse il primo campionato, sconfiggendo in finale i Los Angeles Lakers per 4 a 1. I primi di una lunga serie di successi.

Fra le numerose vittorie di Jordan in carriera, inframezzata anche da un breve ritiro di un anno e mezzo fra il 1993 e il 1995 in seguito all’omicidio del padre, due medaglie d’oro olimpiche con la nazionale americana, 1984 e 1992, sei titoli Nba, nel 1991, 1992, 1993, 1996, 1997 e 1998, sei trofei come miglior giocatore delle finali, cinque Mvp del campionato, dieci titoli di capocannoniere e oltre 30.000 punti segnati.

Dopo un secondo ritiro per tre stagioni, Jordan chiuse con il basket nel 2003, dopo aver giocato per due anni con la maglia dei Washington Wizards, di cui era già stato presidente.

Categorie: America24.it

Gm ha deciso, Opel ceduta al consorzio guidato da Magna

10 Set, 2009 · Lascia un Commento

Magna diventerebbe così uno fra i maggiori costruttori al mondo

Opel a Magna

Opel a Magna

Dopo mesi di incertezza, General Motors ha infine deciso di vendere la quota di maggioranza di Opel a un consorzio guidato dall’azienda canadese Magna International e di cui fa parte anche la russa Sberbank. L’accordo, che rappresenta una vittoria per il cancelliere tedesco Angela Merkel in vista delle elezioni del prossimo 27 settembre, chiude lunghe trattative fra Germania, Washington e Detroit.

Nell’ambito dell’accordo General Motors cederà una quota del 55 per cento di Opel e del marchio britannico Vauxhall a Magna, mantenendo il 35 per cento delle azioni, mentre il 10 per cento andrà ai dipendenti. Magna e Sberbank investiranno per la partecipazione in Opel 500 milioni di euro, di cui 450 milioni in titoli e 50 milioni in prestiti convertibili. Per due anni inoltre Gm manterrà il diritto di nominare il direttore delle vendite di Opel. Il governo tedesco, che ha caldeggiato la cessione fin dall’inizio, continuerà a sostenere la vendita con garanzie di prestito per 4,5 miliardi di euro.

Opel Trust, il fondo creato dal Governo tedesco nel maggio 2009 per fare da supervisore e controllare il 65% di Opel/Vauxhall durante le operazioni di ricerca di un investitore, ha dato la propria approvazione alla vendita della quota della società tedesca. La decisione non è stata unanime, come ha spiegato Fred Irwin, presidente del fondo istituito per trovare una soluzione che rappresentasse gli interessi degli azioni, del Governo tedesco, di Gm e degli stati dove si trovano stabilimenti Opel.

Quando l’accordo sarà concluso – accordi vincolanti dovrebbero essere siglati nel corso delle prossime due o tre settimane, – Magna diventerà quindi uno di maggiori costruttori del mondo. John Smith, vicedirettore generale di General Motors, ha precisato che l’obiettivo è riportare Opel in attivo entro il 2011 e rimborsare i prestiti ricevuti dal Governo entro il 2014 e ha sottolineato che Gm non ha chiesto che nell’accordo fosse introdotta una clausola sul possibile riacquisto della quota di Opel. Smith ha inoltre chiarito che nell’ambito dell’accordo non saranno chiusi stabilimenti Opel in Germania, ma dovrebbe essere per il momento fermata la produzione nella fabbrica di Anversa.

A favore di Magna si era schierata anche l’amministrazione Obama, per paura che un rifiuto avrebbe complicato i rapporti fra Stati Uniti e Germania, in un momento in cui Washington ha bisogno del sostegno tedesco su numerosi fronti. Il cancelliere tedesco Angela Merkel si è dichiarata molto soddisfatta della decisione: “è quello che il Governo desiderava”, ha detto.

Categorie: America24.it

America 24 sul set di “Sex and the City 2″

9 Set, 2009 · Lascia un Commento

Le riprese del nuovo film paralizzano le strade di New York

Le riprese di Sex and the City 2

Le riprese di Sex and the City 2

Una ambientazione anni ottanta per il nuovo film “Sex and the City 2″ tratto dalla fortunata serie televisiva, o forse si tratterà solamente di un flashback? A giudicare dagli abiti sgargianti indossati dagli attori e dalle macchine decisamente retro è proprio il caso di crederlo.

Per il secondo giorno consecutivo dunque Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda, le quattro amiche più famose di Manhattan interpretate da Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis e Cynthia Nixom, bloccano la 5th avenue all’incrocio con la 59th strada per le riprese del film, attirando una grande folla di curiosi assiepati sulle scale davanti all’Apple Store.

Sullo sfondo dell’episodio anni ottanta l’Hotel Plaza, protagonista di numerose pellicole di culto di quegli anni, a cominciare dal celebre “Mamma ho perso l’aereo”.

Il set di Sex and the City 2

Il set di Sex and the City 2

Categorie: America24.it

Liberato il giornalista del Times rapito in Afghanistan

9 Set, 2009 · Lascia un Commento

Blitz dei militari britannici, uccisi un soldato e l’interprete

Il reporter Stephen Farrell

Il reporter Stephen Farrell

Le forze militari speciali britanniche hanno liberato Stephen Farrell, il reporter del New York Times rapito sabato 5 settembre nella provincia di Kunduz, nel nord dell’Afghanistan, dai guerriglieri talebani. Durante le operazioni di salvataggio hanno però perso la vita un militare inglese e l’interprete afgano del giornalista, Sultan Munadi, 34 anni, collaboratore del giornale e padre di due figli, che stava completando un master in Germania.

Il governatore della provincia di Kunduz, Mohammad Sami Yomur, ha specificato tramite un portavoce che durante la liberazione del giornalista sono stati uccisi anche un guerrigliero talebano, il proprietario della casa dove Farrell era tenuto prigioniero, e sua moglie.

Farrell, che ha doppia nazionalità inglese e irlandese, era stato rapito sabato nella provincia di Kunduz insieme al suo interprete mentre cercava di raggiungere il luogo di un bombordamento Nato che aveva provocato una strage di civili, oltre cento, il giorno precedente. Secondo le autorità locali Farrell non era stato autorizzato a recarsi nel luogo del bombardamento. Il rapimento era avvenuto per mano di un comandante talebano di nome Mullah Abdur Rehman.

In un lungo articolo del New York Times l’intervista a Farrell che racconta i concitati momenti della sua liberazione.

http://america24.it/content/liberato-il-giornalista-del-times-rapito-afghanistan

Categorie: America24.it

La giovane tennista Melanie Oudin è l’orgoglio d’America

8 Set, 2009 · Lascia un Commento

La tennista di casa raggiunge i quarti degli Us Open

Melanie Oudin

Melanie Oudin

Melanie Oudin entusiasma l’America. La vittoria in tre set della giovane tennista, diciassette anni e numero 70 al mondo, negli ottavi di finale degli Us Open contro la Russa Nadia Petrova, numero 13, ha dato nuova luce al mondo del tennis a stelle strisce, frustrato dai pessimi risultati in campo maschile.

L’impresa della sconosciuta ragazzina della Georgia, la più giovane atleta ad arrivare ai quarti dal 1999, quando toccò a Serena Williams, rende orgogliosi gli americani che possono ora leggere la sua storia sulle pagine di tutti i giornali, dopo le tre vittorie consecutive contro altrettante russe. Prima di Petrova era stato il turno di Elena Dementieva e Maria Sharapova.

Una vera sorpresa, questa ragazza tutta grinta e coraggio cresciuta a Marietta, nel profondo sud degli Stati Uniti, che tiene la racchetta in mano da quando era appena nata e prendeva lezioni di tennis dalla nonna insieme alla sorella gemella.

Ora, fra la ragazza orgoglio d’America e le semifinali, un altro avversario ostico, la diciannovenne danese Wozniacki, numero nove al mondo.

Categorie: America24.it

Il Canada vuole bombardare un villaggio afgano. A Washington

6 Set, 2009 · Lascia un Commento

L’ambasciata canadese costruirà un finto villaggio per effettuare una simulazione

Dall’inizio dell’invasione americana in Afghanistan sono morti oltre cento canadesi. Per dimostrare quindi cosa vuol dire essere un soldato inviato in Afghanistan, le autorità canadesi hanno in programma di costruire un finto villaggio afgano a Washington per poi bombardarlo con Ied (ordigni esplosivi realizzati in modo artigianale) e attacarlo con finti guerriglieri. Il 23 e 24 settembre infatti, durante la conferenza militare di due giorni che si terrà nella capitale americana, l’ambasciata canadese, situata fra la Casa Bianca e il Campidoglio, sede del Parlamento, metterà in scena il finto attacco nel proprio giardino. La dimostrazione, a cui dovrebbero assistere i generali americani e i membri del Congresso, prevede l’impiego di soldati armati ed esplosivo. Le autorità canadesi sperano che anche i marine americani partecipino alla dimostrazione, che dovrebbe vederli attaccati da esplosivi all’ingresso nel finto villaggio. Intervistato dal quotidiano canadese Globe and Mail, il tenente colonnello dell’esercito canadese Douglas Martin di stanza all’ambasciata di Washington, ha spiegato: “se questa dimostrazione dovesse funzionare come ho in mente, molti più americani sapranno quello che il Canada sta facendo in Afghanistan”. Secondo Martin le esplosioni saranno sicuramente udibili anche dalla Casa Bianca.

Categorie: America24.it

Ex ministro giustizia Ashcroft potrebbe finire sotto processo

6 Set, 2009 · Lascia un Commento

Per violazione dei diritti costituzionali di un cittadino americano detenuto senza giusta causa nel 2003

Torna attuale la polemica sulle misure straordinarie per la detenzione di persone sospettate di avere legami con i terroristi, varate dal Governo americano in seguito agli attentati terroristici dell’11 settembre 2001. La corte d’appello federale di Boise, nell’Idaho, ha stabilito che John Ashcroft, ministro della Giustizia tra il 2001 e il 2005 nell’amministrazione dell’allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush, potrebbe essere processato per violazione dei diritti costituzionali di un cittadino americano detenuto nel 2003.
Ashcroft potrebbe essere ritenuto direttamente responsabile della detenzione ingiustificata di Abdullah al-Kidd, che aveva intentato causa nel 2005 contro l’ex ministro e altri funzionari appunto per violazioni dei propri diritti costituzionali. Al-Kidd era stato tenuto in carcere di massima sicurezza per 16 giorni perché considerato un “testimone materiale” nelle indagini contro Sami Omar al-Hussayen, uno dei sospettati degli attentati dell’11 settembre (la legge americana definisce “material witness” le persone in possesso di elementi importanti nell’ambito di un processo e che potrebbero lasciare il Paese senza presentarsi a testimoniare).
Ashcroft era un acceso sostenitore del controverso Patrioct Act, legge federale del 2001 che rinforza il potere di polizia, Fbi e Cia, in parte riducendo la privacy dei cittadini. La legge autorizzava indagini sui cittadini americani e sui residenti negli Stati Uniti con lo scopo di proteggere il Paese dal terrorismo internazionale e dalle attività di intelligence clandestine. Le autorità avevano tenuto in custodia l’uomo dopo il suo arresto, avvenuto il 16 marzo 2003 all’aeroporto Dulles di Washington. L’accusa di essere un “testimone materiale” era in seguito stata ritirata e al-Kidd non ha mai testimoniato.
La decisione contro Ashcroft è stata presa in seguito a una sentenza del 2006 che dichiara la legge sui “testimoni materiali”, prevista dalla giurisprudenza americana, applicabile solo nel caso in cui la persona sia effettivamente un testimone e ci sia il rischio che lasci il Paese. Secondo la sentenza la detenzione non può quindi essere utilizzata come misura preventiva.
Il giudice Milan Smith ha spiegato nella sentenza che “gli autori della costituzione americana avrebbero disapprovato l’arresto, la detenzione e la dura prigionia di un cittadino americano in quanto testimone materiale”. Secondo il giudice “è triste che qualcuno affermi che il governo americano abbia il potere di arrestare e detenere un cittadino americano per mesi, spesso in condizioni primitive”. Nel commentare la sentenza, l’avvocato difensore Lee Gelernt ha specificato che “l’uso fatto da Ashcroft della legge sui testimoni è stata una chiara violazione della costituzione”.

Categorie: America24.it

Antonello Venditti a Washington

27 Ago, 2009 · Lascia un Commento

Il cantante ospite della National Italian American Foundation

Antonello Venditti in concerto a Washington. Il popolare cantautore romano canterà per la prima volta negli Stati venerdì 23 ottobre. La performance, organizzata dalla National Italian American Foundation, si terrà all’International Ballroom dell’Hilton Hotel della capitale statunitense.

http://america24.it/content/antonello-venditti-washington

Antonello Venditti

Antonello Venditti

Categorie: America24.it

Prima revisione Pil, a sorpresa invariato a -1%

27 Ago, 2009 · Lascia un Commento

Per il secondo trimestre gli analisti attendevano -1,5%

Con una decisione che ha sorpreso gli analisti di Wall Street, il governo ha lasciato invariate le stime sul prodotto interno lordo americano per il secondo trimestre, facendo riferimento a una riduzione delle scorte aziendali superiore alle attese e a spese per consumi non eccessivamente deboli. Secondo i dati del dipartimento del Lavoro, il Pil del periodo da aprile a giugno ha registrato una contrazione dell’1 per cento, invariato rispetto alla stima preliminare e inferiore al -1,5 per cento atteso dagli analisti. Il Pil aveva registrato una contrazione del 6,4 per cento nel primo trimestre e del 5,4 nel quarto trimestre.
Le scorte aziendali sono state ridotte di 159,2 miliardi di dollari nel secondo trimestre, superiore ai 141,1 miliardi della prima stima. Grazie alla decisa riduzione delle scorte nel secondo trimestre, nei prossimi tre mesi non dovrebbe essere necessario fare altrettanto e questo dovrebbe favorire un ritorno alla crescita, consentendo al Paese di uscire dalla recessione iniziata nel dicembre 2007.

Guardando alle singole componenti del dato, gli utili aziendali sono cresciuti del 7,5 per cento nel secondo trimestre, dopo il 16,6 per cento del primo. Le vendite finali reali (il Pil meno la variazione delle scorte private) sono aumentate a un tasso annuo dello 0,4 per cento nel secondo trimestre, cresciuto rispetto alla stima preliminare che prevedeva una flessione dello 0,2 per cento. Le spese aziendali sono calate del 10,9 per cento, più dell’8,9 per cento riportato in precedenza.

La maggior parte del Pil, circa il 70 per cento, è composta dalle spese per consumi, che sono calate dell’1 per cento da aprile a giugno, comunque meno dell’1,2 per cento della prima stima. Le esportazioni americane sono diminuite del 5 per cento, contro il 7 per cento precedente, mentre le importazioni hanno registrato un calo del 15,1 per cento, come nel dato preliminare. Gli investimenti residenziali fissi si sono ridotti del 22,8 per cento, rispetto al 29,3 per cento.

Le spese del governo federale sono aumentate dell’11 per cento, contro la precedente stima del 10,9 per cento. Le spese personali per i consumi sono cresciute dell’1,3 per cento, come evidenziato dal dato preliminare. Escludendo le spese per generi alimentari ed energia sarebbe incrementato del 2 per cento.

Gross domestic purchases, che calcola i prezzi pagati dai residenti negli Stati Uniti, è cresciuto dello 0,5 per cento, contro il calo dello 0,7 per cento atteso. L’indice dei prezzi per gli acquisti interni lordi (che misura i prezzi pagati dai cittadini americani) è cresciuto dello 0,5 per cento, mentre la prima stima del dipartimento del Lavoro parlava di un rialzo dello 0,7 per cento.

Categorie: America24.it

Addio a Ted Kennedy

26 Ago, 2009 · Lascia un Commento

Il senatore democratico si è spento stanotte


Ted Kennedy

Ted Kennedy

Il vecchio leone del Senato americano, il senatore Ted Kennedy, è scomparso oggi, a pochi giorni dalla morte della sorella Eunice, dopo una lunga e intensa carriera politica che lo ha visto protagonista a Washington fin dagli anni sessanta, ai vertici del partito democratico sulla scia dei fratelli maggiori John e Robert.

Nato a Boston il 22 febbraio 1932, ultimogenito di Joseph Kennedy e Rose Fitzgerald, cresciuto fra New York, la Florida e l’Inghilterra, Edward Moore Kennedy si laureò ad Harvard nel 1956, dopo essere stato espulso e poi riammesso per aver falsificato un esame di spagnolo. In seguito si specializzò in legge alla University of Virginia, curando nel frattempo la campagna elettorale del fratello John, eletto presidente nel 1960. Divenuto senatore del Massachussetts nel 1962 prendendo il posto del fratello grazie a una elezione suppletiva, Ted Kennedy non lascerà più l’impegno politico, venendo eletto per otto mandati consecutivi dal 1964 al 2006. Durante gli oltre quaranta anni nelle prime fila della politica di Washington, Kennedy ha avuto un ruolo fondamentale nella definizione delle strategie della sinistra americana, contribuendo attivamente alla realizzazione di leggi di impatto decisivo sulla vita dei cittadini.

La sua storia riassume in modo emblematico quella della famiglia Kennedy, il più grande clan della politica americana, segnata da grandi trionfi così come da scandali e tragedie. Dopo l’omicidio di Jfk, il 22 novembre del 1963, e dopo averne dovuto comunicare la morte al padre, Ted si salvò nel 1964 da un incidente aereo nel quale morirono il pilota e un suo assistente. Il senatore rimase per diversi mesi in ospedale con alcune costole rotte, un polmone perforato, emorragie interne e forti dolori alla schiena che non lo abbandonarono più. Fu sempre Ted nel 1968 a pronunciare l’elogio funebre di un altro fratello ucciso, Robert, al quale era profondamente legato. Dalla scomparsa del padre, nel 1969, il più giovane dei fratelli Kennedy divenne di fatto il patriarca della famiglia, oltre che il tutore dei 13 figli dei fratelli John e Robert.

Lo scandalo che però ne ha segnato indelebilmente, e forse stroncato, l’ascesa politica risale alla notte del 18 luglio 1969. Di ritorno da una festa a Chappaquiddick Island, a Martha’s Vineyard, ebbe un incidente e finì in mare con l’auto. Ted Kennedy riuscì a salvarsi, lasciando però nella vettura la ragazza che era con lui, Mary Jo Kopechne. Il senatore non chiamò la polizia fino al giorno dopo, quando il corpo della donna fu ritrovato. Il 25 luglio si dichiarò colpevole di omissione di soccorso, negando però di essere ubriaco al momento dell’incidente, e fu condannato a due mesi di prigione, condanna poi sospesa. L’anno seguente Kennedy vinse nuovamente le elezioni per il Senato con il 62 per cento dei voti.

Nella sua unica corsa per la presidenza, nel 1980, venne sbaragliato durante le primarie dall’allora inquilino della Casa Bianca, Jimmy Carter. In seguito, alla convention democratica di Boston nel 2004, venne celebrato definitivamente come il patriarca del partito. Nel 2005 divenne inoltre il più anziano senatore in carica dopo Robert Byrd. Nel 2006 la rivista Time lo selezionò tra i migliori dieci senatori d’America. Il più giovane dei Kennedy è divenuto negli anni uno degli ultimi baluardi della sinistra del partito democratico, sebbene al Senato fosse tra i principali promotori delle coalizioni bipartisan. Durante la presidenza Bush fu tra i più tenaci oppositori della guerra in Iraq.

Nel gennaio del 2008 Ted Kennedy annunciò il suo appoggio a Barack Obama nelle primarie per le elezioni presidenziali, dopo essere stato a lungo combattuto se sostenere Hillary Clinton o il suo amico Chris Dodd. Ma la maledizione dei Kennedy tornò a colpire qualche mese dopo, nel maggio dello stesso anno, quando al senatore venne diagnosticato un tumore maligno al cervello dopo essere stato ricoverato per quelli che sembravano i sintomi di un ictus.

Gli ultimi anni di lavoro di Kennedy resteranno associati a quella che tutti vedono come la sua eredità politica, la riforma sanitaria per estendere la previdenza anche alle decine di milioni di americani che oggi non possono permettersela. Sfidando la malattia il leone del Senato è tornato in aula l’estate scorsa proprio per fermare un testo sulla sanità voluto dai repubblicani e lo scorso gennaio era arrivato a Washington per preparare le basi di quella che è poi diventata la “riforma Obama”, che arriverà al voto del Congresso in autunno. Consapevole di essere determinante nei fragili equilibri del Senato Kennedy aveva chiesto proprio nelle ultime ore di modificare la procedura prevista nello Stato del Massachussetts, dove è eletto, per la sostituzione dei seggi rimasti vacanti. Il suo posto in aula rimarrà infatti vuoto in attesa che nel suo Stato vengano indette delle elezioni suppletive nei prossimi cinque mesi.

Kennedy risiedeva ad Hyannis Port, in Massachussets, e lascia cinque figli, Kara, Edward Jr e Patrick, nati dal primo matrimonio con Virginia Bennet, dalla quale aveva divorziato nel 1982, e Curran e Caroline, avuti dalla seconda moglie Victoria Reggie, sposata in seconde nozze nel 1992.

http://america24.it/content/addio-ted-kennedy

Categorie: America24.it