Il mondo dice no ai roghi del Corano

L’iniziativa del pastore Terry Jones ha scatenato forti polemiche. Obama: per al Qaida “sarebbe un colpo di fortuna”

Bruciare un corano in pubblico non e’ proprio l’idea migliore per commemorare le vittime dell’11 settembre. Tutto il mondo sta infatti implorando Terry Jones, il pastore evangelico del Dove World Outreach Center di Gainesville, in Florida, che persiste con la sua provocazione, di fermarsi. La sua iniziativa ha scatenato forti e vibranti proteste nel mondo musulmano e grandi polemiche negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Il gesto del reverendo Jones complicherebbe i gia’ difficili rapporti fra il mondo islamico e l’occidente, mettendo in pericolo i soldati americani impegnati in Iraq e tutti i cittadini statunitensi.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha parlato oggi per la prima volta dell’iniziativa, chiedendo al pastore Jones di abbandonare il progetto. Secondo il presidente, che e’ intervenuto al programma mattutino della Abc, “Good morning America”, per al Qaida questo gesto “sarebbe un colpo di fortuna”. Bruciare il Corano, ha aggiunto il presidente, e’ “completamente contrario ai valori americani”.

“Questo Paese”, ha spiegato Obama, “e’ stato costruito sulla liberta’ e sulla tolleranza religiosa”. L’idea di Jones, ha continuato il presidente, oltre a essere una “trovata pubblicitaria”, rischierebbe di avere un effetto “distruttivo”, alimentando il terrorismo e “mettendo in pericolo i nostri ragazzi che indossano l’uniforme”. L’amministrazione Obama sta anche prendendo in seria considerazione l’ipotesi di parlare direttamente con il pastore Terry Jones e chiedergli di fermare il suo piano.

Il presidente conferma quanto detto nei giorni passati dal segretario generale della Nato Fogh Rasmussen, dal capo delle forze americane David Petraeus, dal portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs e dal segretario di Stato Hillary Clinton. Tutti, piu’ che farne una questione etica, avevano parlato di sicurezza: bruciare pubblicamente il Corano esporrebbe a inutili rischi di ritorsioni le truppe americane impegnate in Afghanistan.

Le critiche all’iniziativa di Jones arrivano pero’ da tutti i lati. Anche Sarah Palin, eroina dei Tea Party ed ex governatore repubblicano dell’Alaska, ha condannato l’iniziativa. Nella sua pagina Facebook, l’ex candidata alla vice presidenza ha scritto: “Bruciare libri è contro gli ideali americani. Le persone avranno anche il diritto costituzionale di bruciare il Corano, ma resta un gesto insensibile e una provocazione inutile, non molto diversa da quella di costruire una moschea vicino a Ground Zero”.

Palin fa riferimento alle parole del sindaco di New York Michael Bloomberg, che ieri era intervenuto sulla vicenda. “Curiosamente, sono qui a difendere il suo diritto di farlo”, aveva detto il sindaco. “Mi capita di pensare che sia un gesto di cattivo gusto. Non penso che gli piacerebbe se qualcuno bruciasse un libro che è considerato sacro dalla sua religione. Ma il Primo Emendamento (che garantisce la libertà di espressione) tutela tutti e non possiamo applicarlo solo nei casi in cui siamo d’accordo”, aveva specificato Bloomberg durante una conferenza stampa indetta per parlare dei progressi della ricostruzione di Ground Zero. Per Bloomberg comunque bruciare il Corano potrebbe mettere i soldati al fronte “in rischio maggiore di quello in cui si trovano già”.

Il pericolo e’ infatti alto. L’intera comunita’ musulmana e’ insorta, a cominciare dal presidente del Pakistan Asif Ali Zardari, che ha affermato che il progetto del pastore statunitense “infiammerebbe i sentimenti dei musulmani nel mondo intero e rovinerebbe irrimediabilmente l’armonia tra le religioni e la pace nel mondo”, aggiungendo che “bisogna avere un problema mentale o un animo malato per non aver pensato altro che a fare qualcosa di così abominevole”. Tutti i paesi musulmani, dall’India, all’Iraq, all’Indonesia, hanno chiesto di fermare l’iniziativa. A condannare il gesto di Jones sono anche il Vaticano, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che si e’ detto “profondamente turbato”, e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha lanciato un appello “affinché non siano compiute tali azioni irresponsabili”, avvertendo che esse “minacciano la tolleranza religiosa e la pace”.

A conferma della pericolosita’ del gesto, e’ arrivata la risposta dei gruppi fondamentalisti islamici sparsi nel mondo, che hanno organizzato proteste e intendono bruciare bandiere degli Stati Uniti. “Anjem Choudary è l’ex leader di Islam4UK, che è stato dichiarato fuorilegge dal governo britannico a gennaio”, ha segnalato la tv satellitare britannica Sky News. “Sta invocando ora di bruciare bandiere statunitensi fuori dalle ambasciate americane, come risposta diretta a quello che il pastore Terry Jones sta organizzando in Florida. Afferma di aver parlato con i leader di altri gruppi islamici in Svizzera, Indonesia e altrove, che gli hanno garantito appoggio e proteste simili”.

Le reazioni del mondo islamico hanno portato all’intervento dell’Interpol, che ha lanciato oggi una “allerta globale ai suoi 188 Paesi membri, su domanda del ministro dell’Interno pachistano, a causa della forte possibilità di attacchi violenti contro degli innocenti, se il progetto di un pastore statunitense di bruciare alcune copie del Corano sarà portato a compimento” ha spiegato l’organizzazione che ha base a Lione, in Francia, attraverso un comunicato. Il dipartimento di Stato americano nel frattempo ha messo in guardia i cittadini che si trovano all’estero sul rischio di reazioni violente, emettendo un’allerta “per avvertire tutti i cittadini statunitensi all’estero su possibili manifestazioni violente anti americane”.

A Kabul, in Afghanistan, si sono infatti svolte oggi manifestazioni di protesta. Una folla inferocita di giovani afgani è scesa in strada nel quartiere di Tara Khail, nella parte est della capitale, bruciando immagini, intonando slogan come “morte all’America”, “il Corano è la nostra legge” e “Maometto è il nostro leader”. Un’altra protesta si è svolta nella provincia di Kapisa, a nord di Kabul, nei pressi della base aerea di Bagram. Azizullah Musleh, un religioso della moschea di Shershah, a Kabul, ha definito il piano del pastore “un insulto a tutti i musulmani del mondo”, e ha detto che presso la sua moschea si è svolto un raduno di giovani che hanno intonato lo slogan “morte agli Stati Uniti, morte alle chiese”.

Intanto le autorità di Gainesville stanno studiando le contromisure per l’evento di sabato, durante il quale il reverendo Jones pianifica di bruciare il Corano. Bob Woods, un portavoce dell’amministrazione cittadina, ha detto che bruciando il Corano, i responsabili della piccola comunità religiosa violeranno l’articolo 10-63 del codice municipale che vieta i roghi all’aperto e rischiano quindi un’ammenda di 250 dollari. Il portavoce ha anche indicato che potrebbero esserci degli arresti. “Dipenderà da quello che succederà dopo l’intervento dei pompieri e della polizia di Gainesville per spegnere il fuoco”, ha spiegato.

Da oggi comunque il sito del gruppo battista non e’ piu’ accessibile. Il server che lo ospita lo ha disattivato per inosservanza delle condizioni di utilizzo. “Come clienti di Rackspace hanno accettato le condizioni di utilizzo ma non le hanno rispettate”, ha spiegato un portavoce del server, Dan Goodgame, confermando di avere chiuso il portale del Dove World Outreach Center. Il portavoce della società di San Antonio ha precisato di avere ricevuto molte proteste contro il sito del gruppo battista e, in particolare, contro un link che propone la vendita di un libro dal titolo “Islam is of the Devil” (L’Islam è diabolico), scritto dal pastore Terry Jones, che ha proposto di bruciare alcune copie de corano.

Nonostante le proteste giunte da ogni angolo del mondo, il pastore Jones, che ha ricevuto oltre 100 minacce di morte, ha affermato che non rinuncerà al suo piano. I suoi sostenitori hanno cominciato a spedire copie del Corano da mettere al rogo. Jones ha sottolineato che invece di “piegarci, forse è il momento di rialzare la testa. Forse è il momento di mandare un messaggio all’islam radicale, che noi non tollereremo il suo comportamento”.

http://www.america24.com/news/il-mondo-dice-no-ai-roghi-del-corano

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