WikiLeaks colpisce ancora: fa fuoco su Iraq

I documenti sono stati messi a disposizione del New York Times, del quotidiano inglese The Guardian, del francese Le Monde e della rivista tedesca Der Spiegel

I documenti del Pentagono sulla guerra in Afghanistan sono stati solo l’inizio. WikiLeaks ha divulgato nuove scottanti pagine, questa volta sugli anni più duri della guerra in Iraq. All’inizio dell’estate erano stati diffusi oltre 92.000 documenti, questa volta si tratta di 391.832 rapporti top secret destinati a scatenare fiumi di polemiche. I documenti, che sono stati messi a disposizione del New York Times, del quotidiano inglese The Guardian, del francese Le Monde e della rivista tedesca Der Spiegel, sono stati consegnati al sito internet da una fonte anonima.

In particolare i nuovi rapporti fanno luce su alcuni episodi della guerra, a cominciare dalle morti di civili iracheni per mano di altri iracheni ma anche dell’esercito americano, in numeri molto maggiori rispetto a quelli resi pubblici dall’amministrazione Bush. I documenti dipingono una situazione brutale anche per quanto riguarda le torture e gli abusi compiuti sui prigionieri dagli alleati iracheni degli Stati Uniti, episodi in cui gli americani chiusero un occhio.

Secondo i rapporti oltretutto ci fu un grosso coinvolgimento dell’esercito iraniano, che intervenne aggressivamente in appoggio ai combattenti sciiti, offrendo armi e addestramento e in alcune occasioni fronteggiò anche le truppe americane. Durante la guerra la sicurezza è stata data in appalto a società private in misura non ben precisata all’epoca, ma comunque a livelli largamente superiori alle guerre precedenti. I documenti spiegano che compiti e doveri di combattimento prima assegnati ai soldati sono invece stati dati in appalto a società esterne.

WikiLeaks è un sito che pubblica documenti top secret in forma anonima. La dura condanna del Pentagono, non sembra dunque avere spaventato il fondatore del sito Julian Assange, che ha ottenuto gli onori della cronaca proprio con i cosiddetti “diari della guerra”, secondo i quali le operazioni militari per anni sono andate peggio di quello che il governo americano ha ammesso. La diffusione dei documenti in un momento così delicato, rappresenta un ulteriore grattacapo per l’amministrazione Obama che cerca di voltare la pagina di una guerra scomoda, che rischia di essere un nuovo problema in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.

http://www.america24.com/news/wikileaks-colpisce-ancora-fa-fuoco-su-iraq

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