Nel 2020 il Pil cinese potrebbe superare quello americano

L’incontro avvenuto in questi giorni a Washington fra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il presidente cinese Hu Jintao e’ stato il punto di contatto fra le due maggiori economie mondiali. Nel corso degli ultimi anni l’economia cinese e’ cresciuta con un passo rapido, divenendo nel 2010 la seconda maggiore al mondo e avvicinandosi agli Stati Uniti, che restano saldamente al comando.

Una leadership che potrebbe tuttavia essere messa in discussione nel decennio a venire, con numerosi esperti che prevedono il sorpasso del Pil del dragone attorno al 2020. La crescita cinese continua, inarrestabile. Proprio ieri e’ arrivata la notizia che il Pil cinese nel quarto trimestre del 2010 e’ aumentato del 9,8%, una crescita superiore alle aspettative gia’ rosee degli analisti. Nell’intero anno il prodotto interno lordo cinese e’ aumentato in totale del 10,3% a 5.880 miliardi di dollari, contro i 14.620 miliardi di dollari del Pil statunitense.

L’espansione economica cinese fa a pugni con la situazione economica americana, stretta nella morsa di una recessione durissima e che ora stenta riprendersi. Lo scorso anno, per stimolare l’economia, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva annunciato che avrebbe aumentato le esportazioni, a cominciare proprio dalla Cina.

In questi giorni Barack Obama ha rinnovato il proprio invito a Pechino per un “commercio equo”. L’interesse di Washington e’ che le aziende americane trovino in Cina una competizione giusta e salutare. Negli Stati Uniti l’impressione e’ infatti che il governo cinese blocchi alle aziende a stelle e strisce l’accesso ai floridi mercati della Cina. Ma proprio a livello commerciale sono arrivate le notizie migliori della visita di Hu negli Stati Uniti.

Le aziende cinesi hanno firmato settanta contratti da 25 miliardi di dollari per importazioni da dodici stati americani, piu’ dodici contratti di investimento per un valore di 3,24 miliardi di dollari. L’accordo maggiore e’ stato tuttavia siglato da Boeing, che ha ricevuto un ordine da 19 miliardi di dollari per 200 aerei che saranno consegnati fra il 2011 e il 2013. Questo ordine da solo contribuira’ a mantenere 100.000 posti di lavoro nel settore aereonautico, non solo alla Boeing. In totale la Cina ha investito circa 45 miliardi di dollari in acquisti, che consentiranno agli Stati Uniti la creazione di 235.000 nuovi posti di lavoro.

A rendere tesi i rapporti fra Cina e Stati Uniti e’ pero’ sostanzialmente un fattore: la sottovalutazione dello yuan. Dall’America giungono da mesi appelli distinti, dal segretario al Tesoro Tim Geithner al presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, per un apprezzamento del Rmb, richiesta confermata ieri dal presidente Obama che ha riconosciuto i passi avanti fatti da Pechino, ma li ha dichiarati non ancora sufficienti a garantire una stabilita’ finanziaria internazionale.

Nonostante tutti i contrasti le due economie restano comunque legate a doppio filo. Pechino e’ infatti il piu’ grande detentore di debito americano, ruolo che fino a poco tempo spettava al Giappone, e negli ultimi cinque anni, data dell’ultima visita di Hu a Washington, ha quasi raddoppiato le proprie quote a 896 miliardi di dollari.

http://www.america24.com/news/i-rapporti-economici-fra-usa-e-cina-le-due-maggiori-economie-al-mondo

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