«Via l’assassino dalla Casa Bianca». Il pro-life Terry in corsa per il 2012

Il Rifomista, 22 giugno 2011

Ce l’ha con i gay, “gli abortisti” e i musulmani. Ora si traverste da democrat per partecipare (solo) alle primarie del partito. E lanciare i suoi spot contro “il peggior presidente della Storia”.

«Barack Hussein Obama è il peggior presidente nella storia degli Stati Uniti». A pronunciare queste parole di fuoco è Randall Terry, candidato alla presidenza americana che la settimana scorsa ha mandato in onda il suo primo spot televisivo a Des Moines, in Iowa, tappa fondamentale delle elezioni presidenziali. Terry non è uno dei candidati repubblicani che stanno iniziando a darsi battaglia nel tentativo di assicurarsi la nomination per le elezioni presidenziali del 2012. Terry è per ora l’unico sfidante del presidente alle primarie democratiche.

«Il lato migliore della presidenza Obama sarà il suo ultimo giorno», dichiara Terry in un’intervista al Riformista. «Il peggiore è che promuove l’uccisione di bambini dal concepimento fino alla nascita, che è a favore dei matrimoni omosessuali e che sta contribuendo a finanziare il terrorismo islamico con la sua politica petrolifera mediorientale».

Celebre fin dalla fine degli anni ottanta per le sue dichiarazioni provocatorie ed estremiste, Terry è un attivista pro-life e fondatore di Operation Rescue, organizzazione divenuta famosa bloccando gli ingressi delle cliniche dove si praticavano aborti.

Le sue battaglie non si fermano però all’aborto. Oppositore dei matrimoni omosessuali, con un figlio diseredato per aver fatto outing pubblicamente, lo sfidante democratico ha anche problemi con i musulmani, da lui definiti «assassini» e «terroristi». Per questo motivo lo scorso 11 settembre raccolse la provocazione del reverendo Jones, il pastore battista di Gainesville, in Florida, che voleva dare alle fiamme il Corano e che scatenò un putiferio. Terry si presentò davanti alla Casa Bianca strappando pagine di una versione in inglese del libro sacro.

Amante dei Beatles e dotato di grande senso dell’umorismo, in totale ha passato in prigione circa un anno della sua vita, impiegando il tempo trascorso dietro le sbarre a scrivere cinque dei suoi libri. Sulle sue spalle pesano oltre cinquanta arresti. «Il mio obiettivo principale è dimostrare che il presidente Obama, con le sue politiche, è il più grande assassino di bambini non ancora nati dell’emisfero occidentale», aggiunge.

Un estremista infilatosi nei panni di un candidato democratico, che attacca Barack Obama con la stessa forza e le stesse parole dell’estrema destra. «Dico semplicemente quello che John Boehner o Mitt Romney dovrebbero dire ogni giorno. A quanto pare non ne hanno il coraggio», aveva dichiarato in passato.

Qual è oggi il suo giudizio sul movimento dei Tea Party? «Penso sia buono, ma confuso», risponde scettico. «Ancora non hanno deciso se essere socialisti oppure no. Fino a che non saranno pronti a chiedere l’eliminazione graduale di Medicare e Medicaid, dei buoni alimentari per i poveri e dei sussidi di disoccupazione, crederanno ancora al socialismo».

«Bisogna tornare a valutare il denaro in argento e oro, beni reali e non influenzati dalle politiche monetarie», afferma quando gli si chiede se ha una soluzione alla crisi economica che ha messo in ginocchio gli Stati Uniti, colpiti da un tasso di disoccupazione al 9,1 per cento. «Bisogna fermare l’avanzata del socialismo che sta mandando in bancarotta paesi come la Grecia, l’Italia o l’America. E poi trivellare l’Arctic National Wildlife Refuge alla ricerca di petrolio, creando posti di lavoro negli Stati Uniti e contribuendo ad abbassare il prezzo del petrolio in tutto il mondo». Dopo aver corso fra le fila del partito repubblicano per il Congresso a New York nel 1998 e per il Senato dello stato della Florida nel 2006, sempre largamente sconfitto, stavolta Terry cerca attenzione nazionale. Il suo scopo non è vincere, ma proiettare uno spot contro l’aborto durante il Super Bowl del prossimo 5 febbraio, che casualmente si disputerà il giorno prima del caucus dell’Iowa. Tutto quello di cui ha bisogno è raccogliere tre milioni di dollari per comprarsi lo spazio pubblicitario più desiderato d’America.

L’annuncio della sua candidatura lo ha dato lo scorso gennaio, davanti al Museo dell’Olocausto a Washington. Già quel giorno, senza perdere tempo, Terry aveva chiarito: «per rendere nuovamente illegale l’aborto dobbiamo mostrarne le vittime come mostriamo quelle dell’Olocausto». Terry sa di non avere possibilità di vittoria alle primarie, ma è convinto che questa campagna ferirà politicamente il presidente. «Se prenderò il 10 o il 15 per cento dei voti in Iowa o New Hampshire per lui sarà molto imbarazzante». E giura che la sua sarà una campagna elettorale seria.

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=11EC2G

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2 commenti

Archiviato in Il Riformista

2 risposte a “«Via l’assassino dalla Casa Bianca». Il pro-life Terry in corsa per il 2012

  1. mogol_gr

    Ok Terry what about Edwards?

  2. mogol_gr

    Ok Terry what about Edwards (Murdoch)?

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