America, al voto con l’iPad

New York. Messe da parte matite e schede elettorali, lo Stato dell’Oregon ha vestito i panni del pioniere, posando un iPad nelle mani dei propri elettori. Nello Stato dei castori, terreno di conquista per commercianti ed esploratori alla metà dell’ottocento, si sono tenute ieri le elezioni primarie speciali per nominare i candidati che si sfideranno a gennaio per rimpiazzare in Congresso l’ex deputato repubblicano David Wu, accusato di aver intrattenuto una relazione con un’adolescente e costretto a dimettersi lo scorso agosto. A rendere però veramente speciali e memorabili queste elezioni ci ha pensato l’ufficio elettorale dello Stato: per la prima volta i cittadini disabili sono stati in grado di esprimere la propria preferenza attraverso un iPad. Nei giorni precedenti alle elezioni alcuni dipendenti dell’ufficio elettorale hanno distribuito tablet e stampanti portatili agli elettori disabili di cinque contee, che così hanno semplicemente dovuto selezionare il candidato preferito sullo schermo, stampare il modulo e spedirlo per posta, questa volta in maniera tradizionale. Affacciato sul Pacifico, dove soffia il vento dell’innovazione che accarezza anche la vicina California, l’Oregon ha portato avanti questo esperimento per cinque anni, tentando di rimpiazzare il vecchio e complicato dispositivo elettorale per i disabili con un nuovo sistema all’avanguardia. Dopo aver testato numerosi apparecchi fra tablet e computer portatili forniti gratuitamente dalle aziende produttrici, la scelta dell’ufficio elettorale è ricaduta infine sull’iPad, una preferenza non dettata da moda o estetica, ma dalla funzionalità dell’oggetto, come spiegano al quotidiano Politico i diretti responsabili dell’iniziativa. Questa soluzione “era la più semplice, la più accessibile e la più conveniente”, ha spiegato orgogliosa Kate Brown, segretario di Stato dell’Oregon. “L’obiettivo del nostro esperimento era trovare il modo più efficace per aiutare le persone disabili”, ha commentato il direttore elettorale Steve Trout. “Apple è stata la migliore”. L’iPad, secondo Trout, è infatti molto flessibile ed è in grado di assistere diversi tipi di handicap. Oltretutto, aggiunge Brown, “è un oggetto estremamente utile anche per ottenere assistenza pratica durante il voto”: i non vedenti per esempio possono farsi leggere le istruzioni elettorali dal proprio iPad mentre chi ha problemi motori può sintonizzare il tablet Apple con i propri apparecchi attraverso il bluetooth. Per mettere a punto questo progetto l’Oregon ha stanziato appena 75.000 dollari, spesi per sviluppare un software che permettesse di scegliere i candidati, mentre Apple ha contribuito donando cinque iPad. L’esperimento riuscito di ieri non si fermerà alle primarie. Lo Stato ha infatti già in programma di utilizzare nuovamente gli iPad a gennaio, durante l’elezione speciale. Questa volta però non sarà un esperimento limitato a qualche decina di persone, ma il progetto sarà attivo su tutto il territorio statale. Secondo Trout l’Oregon avrà bisogno di 72 iPad, due per contea, per una spesa totale di 36.000 dollari, ma l’ufficio elettorale sta valutando anche la possibilità che gli elettori utilizzino addirittura il proprio iPad personale per esprimere la preferenza. Il progetto avveniristico di voto via iPad potrebbe tracciare presto la strada a livello nazionale e mondiale, senza considerare i costi di gestione, molto ridotti: negli ultimi due anni l’Oregon ha speso circa 325.000 dollari soltanto per mantenere in vita il vecchio sistema, utilizzato da appena 800 persone alle elezioni di metà mandato dello scorso novembre. Negli ultimi giorni l‘ufficio elettorale dell’Oregon è stato tempestato di telefonate di funzionari statali e locali che chiedevano informazioni sull’iniziativa, segno che l’esperimento ha colpito nel segno e potrebbe presto facilitare il voto non solo degli elettori disabili, ma anche quello, per esempio, dei cittadini all’estero, spesso risultato complicato e macchinoso. E così, dopo essere stato il primo Stato a permettere il voto via posta nel 1998, in materia elettorale l’Oregon si conferma nuovamente all’avanguardia.

Il Riformista, 9 novembre 2011

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