Des Moines. Mentre l’Iowa impazzisce per il caucus, che oggi segna l’inizio delle primarie repubblicane, da Hooters, alla periferia di Des Moines e dell’America, le elezioni sembrano non interessare poi troppo. Le ragazze dell’iconico locale americano, fasciate da magliette troppo strette che ne esaltano le forme e da hot pants aderenti molto anni ottanta ti guardano perplesse quando provi a parlargli di politica, preferiscono non affrontare l’argomento. La catena di ristoranti d’altronde è famosa per schierare un esercito di cameriere formose, più che per le opinioni politiche. “Io non so niente di politica”, si giustifica Ashley, ventisei anni. “Non ho seguito molto, ma non penso che una singola persona possa fare la differenza”. Ashley ammette di non aver mai votato, “non penso che il mio voto conti”, spiega, “e non voglio fare una fila di un’ora per votare”. Come Ashley sono milioni gli americani che alle elezioni non si presentano alle urne. Le elezioni del 2008 ebbero un afflusso record di elettori, il 56,8% degli americani, numeri bassi, ma che negli Stati Uniti non si vedevano dagli anni sessanta.

Smilla ha 19 anni e studia economia a Grinnell, college di liberal arts appena fuori Des Moines. Il pomeriggio serve hamburger fra i tavoli di Hooters, parlando con i clienti che le gettano con insistenza gli occhi nella scollatura. “Non voto, ho solo 19 anni, ma vorrei fare di più”, racconta. “Quando ero piccola vedevo tutta questa gente arrivare per il caucus, era molto bello. Penso che faccia bene all’economia cittadina”. Des Moines tuttavia non sembra soffrire poi troppo la crisi che ha colpito il resto degli Stati Uniti. La disoccupazione è al 5,7% contro l’8,6% nazionale. “Vengo da un paesino”, continua Smilla, “per me Des Moines era la grande città. Una volta qua erano tutti campi di grano, ora è pieno di aziende. Qui in Iowa l’economia va molto bene”. Nonostante questo per strada si incontrano parecchie persone scontente del presidente Barack Obama, elettori delusi che a novembre giurano di voler votare i repubblicani. “Obama viene criticato molto, ma succede sempre così”, racconta Smilla, che sogna di trasferirsi a New York. “A me piace, ma io sono una democratica. Tuttavia non sto seguendo molto la politica”. Smilla spiega poi che “gli americani sono fieri, a volte troppo, ma ci piace la libertà, anche se il governo ci da parecchie regole. E poi qua ci sono parecchie opportunità, ci sono un sacco di cose da fare”.

Sulle libertà è d’accordo anche Ashley, che però non nota grandi differenze con gli altri paesi, “anche se sono stata solo in Canada. Non penso che siamo meglio degli altri”. Dopo l’11 settembre, continua Ashley, “abbiamo speso un sacco di soldi in guerre che credo inutili e che hanno fatto impazzire parecchi giovani, ma qua l’impatto di quel giorno si è sentito poco”. A poche centinaia di metri dal ristorante Michelle Bachmann, candidata repubblicana, sta portando a termine il suo tour elettorale in un negozio di prodotti per cani. I candidati di punta, da Mitt Romney a Ron Paul, fino all’emergente Rick Santorum, il cattolico che punta tutto sul voto degli evangelici, hanno battuto ogni angolo dello Stato, parlando in ristoranti, negozi, chiese e palestre pur di assicurarsi qualche elettore in più. Da Hooters, però, non è passato nessuno.

Io Donna, 3 gennaio 2012

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...