Suore femministe, il Vaticano le commissaria

Il Vaticano è sceso in campo contro le suore americane. Al termine di un’indagine condotta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede guidata dal cardinale statunitense William Levada, la Santa Sede ha infatti chiesto una profonda riforma della Leadership Conference of Women Religious, organizzazione influente e progressista che rappresenta oltre l’80% delle 56.000 suore presenti negli Stati Uniti. La Lcwr, associazione fondata nel novembre del 1956 su richiesta del Vaticano con l’intento di “promuovere il benessere spirituale delle religiose negli Stati Uniti”, è accusata di avere “seri problemi dottrinali” e secondo il rapporto, reso pubblico mercoledì, il gruppo avrebbe sfidato gli insegnamenti del Vaticano e promosso “un femminismo radicale incompatibile con il credo cattolico”. Nel corso degli anni l’associazione ha assunto infatti posizioni controverse in materia di sessualità, aborto ed eutanasia, in contrasto con le indicazioni del Vaticano. Secondo il cardinale Levada, “la situazione dottrinale e pastorale attuale della Lcwr è grave ed è motivo di seria preoccupazione, data anche l’influenza che esercita sulle congregazioni religiose in altre parti del mondo”. Per questo motivo le suore sono state commissariate. A seguire la riforma sarà l’arcivescovo di Seattle Peter Sartain, delegato vaticano il cui mandato durerà almeno 5 anni e che aiuterà i vertici di Lcwr a rivedere gli statuti dell’associazione e a riconsiderare l’affiliazione del gruppo ad altre organizzazioni. Lo scontro fra la Santa Sede e le suore americane è però anche politico. Nel 2010 i vescovi americani si schierarono decisamente contro il piano di riforma sanitaria voluto dal presidente Barack Obama. Negli stessi giorni decine di suore, molte delle quali appartenenti proprio alla Lcwr, firmarono una dichiarazione a favore della riforma stessa, un gesto che ne facilitò l’approvazione finale. Il comportamento delle suore è sotto osservazione dal 2008, anno in cui cominciò l’indagine. L’inchiesta è stata accolta però con stupore dalla Lcwr, che attraverso la portavoce suor Annmarie Sanders ha reso nota di essere stata tenuta completamente all’oscuro della vicenda e di essere sbalordita dalle conclusioni della valutazione dottrinale.

Libero, 22 aprile 2012

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