New York. Gli Stati Uniti sono stati nuovamente nel mirino dei terroristi di Al Qaeda. Un’operazione della Cia, aiutata da alcuni agenti segreti stranieri, ha sventato un attentato, ancora in fase di preparazione, che avrebbe dovuto colpire un aereo di linea americano nel mese di maggio. La minaccia arrivava dallo Yemen, da una cellula di Al Qaeda nella penisola arabica. Dopo essere stati allertati da agenti probabilmente sauditi o yemeniti e aver studiato per un mese le mosse dei possibili attentatori, I funzionari della Cia hanno rinvenuto una bomba in un paese del Medio Oriente non meglio specificato. L’attentatore aveva a disposizione un ordigno sofisticato che avrebbe dovuto far detonare una volta in volo, ma il piano era ancora in fase di studio e l’obiettivo, che avrebbe dovuto decidere personalmente, era ancora da fissare: non aveva scelto né il giorno né l’aereo da colpire. Gli esperti dell’Fbi stanno ora esaminando la bomba ritrovata e hanno stabilito che sarebbe stata assemblata senza parti metalliche e avrebbe un nuovo tipo di detonatore rispetto agli ordigni rinvenuti in precedenza, in modo da poter superare i controlli aeroportuali. Le modalità ricordano però da vicino il fallito attentato del Natale 2009, quando Umar Farouk Abdulmutallab, figlio di un ricco banchiere nigeriano, cercò di far esplodere il volo Northwest 253 diretto da Amsterdam a Detroit. Come allora, l’attentatore aveva a disposizione “mutande esplosive” che per la Cia sarebbero state assemblate da Ibrahim Hassan al-Asiri, specialista di Al Qaeda. Secondo il piano dei terroristi, il kamikaze avrebbe dovuto indossare l’indumento per poi farsi esplodere una volta decollato l’aereo. L’attentatore è stato comunque intercettato a fine aprile, mentre stava ancora portando a termine la pianificazione dell’attacco. Nonostante inizialmente si credesse che l’attentato fosse stato organizzato per il 2 maggio, primo anniversario della morte di Osama Bin Laden, fondatore di Al Qaeda, le autorità hanno smentito una connessione fra i due eventi. A dare la notizia è stata lunedì pomeriggio l’Associated Press, che ha specificato di essere a conoscenza dell’esistenza della bomba già dalla settimana precedente, ma di aver aspettato a dare la notizia su esplicita richiesta della Casa Bianca e della Cia, dal momento che l’operazione di intelligence era ancora in atto. L’amministrazione Obama, consapevole della minaccia da metà aprile, ha comunque specificato che nessun cittadino americano è mai stato in pericolo di vita.

Libero, 9 maggio 2012

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