Mille miliardi di debiti in Usa. Scoppia la bolla degli studenti

New York. Martedì 8 maggio alle 6.40 della mattina il debito degli studenti americani ha raggiunto l’incredibile quota di 1.000 miliardi di dollari. Stritolati dai costi dell’istruzione universitaria, i giovani statunitensi si ritrovano al termine degli studi con un prestito spesso stratosferico da ripagare. Mentre fino a qualche anno fa erano solo i ragazzi che abbandonavano gli studi o quelli che avevano effettuato un master ad andare incontro ad anni di debiti, ora quasi tutti gli studenti che ottengono un bachelor’s degree, l’equivalente della nostra laurea triennale, hanno la necessità di prendere soldi in prestito. I costi aumentano e, anche se resta un buon investimento, una laurea universitaria non è più la garanzia di qualche anno fa e si porta appresso un pesante fardello finanziario. Secondo un’analisi dei dati pubblicati dal Department of Education effettuata dal New York Times, il 94% degli studenti laureati si indebita per potersi permettere un master, un aumento del 45% rispetto al 1993. Nel 2011 il debito medio degli studenti americani è stato di 23.300 dollari, con il 10% che si è indebitato per oltre 54.000 dollari e il 3% per oltre 100.000 dollari, secondo quanto mostrano i dati della Federal Reserve di New York. I dati includono prestiti privati e statali, oltre a quelli ottenuti in famiglia Le radici di questo fenomeno sono profonde e risalgono agli ottanta, quando le rette universitarie cominciarono a crescere molto più rapidamente dei redditi familiari. In seguito, negli anni novanta, i college for-profit, ovvero quelli a scopo di lucro, cominciarono un’intensa campagna di marketing per reclutare nuovi studenti. E’ stato così che negli ultimi dieci anni le iscrizioni sono più che raddoppiate, e mentre aumentavano anche quelle di college e università statali, molti stati hanno iniziato a tagliare i finanziamenti per gli studenti senza restare al passo con la crescita del corpo studentesco. Fra il 2001 e il 2011 i finanziamenti locali e statali per gli studenti sono diminuiti del 24%, con le rette scolastiche che sono invece aumentate del 72%. Secondo il Department of Education, se si continuasse a questo ritmo fino al 2016, il costo medio dei college pubblici raddoppierebbe in appena quindici anni. Una buona notizia è arrivata però dal governo federale. Complici le politiche dell’amministrazione Obama, che punta ad avere il più alto numero di laureati al mondo, negli ultimi cinque anni i prestiti federali sono aumentati di oltre il 60%, con il Congresso che ha mantenuto i tassi d’interesse ben al di sotto di quelli commerciali. Nonostante questo è in continuo aumento il numero di studenti che ha difficoltà a ripagare il debito e uno su dieci fra coloro che hanno cominciato a restituire i finanziamenti nel 2009 ha dichiarato bancarotta entro due anni. Per ora un collasso del sistema creditizio non sembra plausibile e non dovrebbe comunque avere un impatto devastante come quello dei mutui, ma questa crescita sproporzionata pesa come un macigno sulla ripresa economica e su una generazione di laureati indebitati. Nel frattempo, fra il 2007 e il 2010, il numero di persone con un dottorato o un master che ricorre ai buoni alimentari del governo è aumentato notevolmente. Un master non ha impedito infatti a 293.029 americani di ricorrere agli aiuti governativi, quasi il triplo di quattro anni prima, quando erano 101.682. Lo stesso discorso vale per coloro che hanno ricevuto un dottorato di ricerca: nel 2010 erano 33.655 a ricevere i food stamp, mentre nel 2007 erano 9.776. Secondo gli economisti però c’è solo una cosa peggiore di laurearsi pieni di debiti: non laurearsi affatto.

Libero, 15 maggio 2012

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