La strage in maschera. Spara alla prima di Batman: 12 morti

New York. Una nuova tragedia, una nuova sparatoria, un nuovo pazzo con il fucile. L’America piange una nuova tragedia, abbattutasi in un cinema di provincia alla prima del nuovo film di Batman. James Holmes, un ragazzo di 24 anni, è entrato armato fino ai denti in un cinema multisala di Aurora, città di 300.000 abitanti appena fuori Denver, in Colorado, sparando all’impazzata in una sala gremita di famiglie e bambini travestiti da Batman. Holmes, studente alla scuola di medicina della University of Colorado, è entrato in sala dopo mezzanotte da una porta d’emergenza, ha lanciato gas lacrimogeni e ha iniziato a sparare. Gli spettatori di “The dark knight rises”, il nuovo film della saga, non si sono resi immediatamente conto di quello che stava succedendo. Alcuni hanno pensato che si trattasse di effetti speciali, altri hanno confuso gli spari con quelli del film. Il dubbio è però durato appena qualche istante, trasformandosi immediatamente in panico. Mentre gli spettatori terrorizzati si accalcavano verso le uscite, Holmes, vestito di nero, con un giubbotto antiproiettile, occhiali per la visione notturna e una maschera antigas, ha cominciato a sparare sul mucchio, colpendo indifferentemente adulti e bambini. Il ragazzo, con due fucili e una pistola, ha scaricato sulla folla più di settanta colpi. I proiettili sparati hanno attraversato le pareti del cinema, ferendo anche alcuni spettatori nella sala accanto. Il cinema è stato immediatamente evacuato e il killer è stato fermato dalla polizia nei pressi della sua auto, nel parcheggio del 16th Century Theater. Holmes non ha opposto resistenza, rivelando dopo l’arresto di aver anche nascosto in casa degli esplosivi. L’edifico è stato immediatamente evacuato. Holmes aveva però disseminato l’appartamento di sofisticate trappole esplosive, che hanno reso complicato l’ingresso nell’abitazione al terzo piano di un edificio in mattoncini rossi non distante dal cinema. L’identità delle vittime non è stata resa nota immediatamente, ma nel corso della giornata sono emersi alcuni dettagli. Un bambino di tre mesi è stato ricoverato per precauzione, mentre quattro militari, due riservisti e due della marina, sono rimasti feriti. L’unica vittima confermata è Jessica Ghawi, giovane giornalista sportiva che a giugno aveva assistito a un’altra sparatoria in un centro commerciale di Toronto, in Canada. Secondo le forze dell’ordine Holmes avrebbe agito da solo, nonostante alcuni testimoni abbiano riferito di aver visto due persone sparare. Non è chiaro cosa abbia scatenato la furia di Holmes, ma la tragedia di Aurora ha immediatamente scatenato forti polemiche sul possesso di armi. “E’ tempo che le due persone in corsa per diventare presidente degli Stati Uniti prendano posizione e ci dicano cosa hanno intenzione di fare, perché abbiamo evidentemente un problema in questo paese”, ha affermato in un’intervista radiofonica il sindaco di New York Michael Bloomberg, fondatore di un’organizzazione che chiede controlli più stringenti sul porto d’armi. Ad avvertire Barack Obama della sparatoria è stata una telefonata nel cuore della notte di John Brennan, consigliere per la sicurezza nazionale. Obama, la first lady Michelle e il vicepresidente Joe Biden hanno immediatamente annullato tutti gli incontri della giornata. Qualche ora più tardi il presidente è salito sul palco di Fort Myers, in Florida, per parlare alla nazione. “Questa tragedia ci ricorda quanto siamo uniti”, ha detto travolto da un’ovazione. “Non capiremo mai cosa porta una persona a terrorizzare così altri esseri umani, questa è una violenza diabolica e senza senso. Le vittime di questa sparatoria avevano sogni che non erano ancora stati realizzati”, ha concluso Obama visibilmente scosso, dopo aver chiesto di osservare un minuto di raccoglimento per le vittime. “Quello che importa non sono le cose irrilevanti di cui spesso ci occupiamo, questo è un giorno di preghiere e riflessione per le vittime”. A tredici anni dalla strage del Liceo di Columbine, distante appena trenta chilometri da Aurora, la sparatoria del 16th Century Theater riporta al centro del dibattito politico il secondo emendamento della Costituzione americana, quello che garantisce il controverso diritto di possedere armi da fuoco.

Libero, 21 luglio 2012

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