NEW YORK – Un murales nel centro di Corvallis, in Oregon, sta facendo infuriare la Cina. Piccola cittadina della remota provincia americana, Corvallis si è ritrovata in mezzo a una disputa internazionale a causa di un coloratissimo dipinto, lungo trenta metri e alto tre, apparso a inizio agosto su una facciata della Tibet House, un edificio appena restaurato del centro. Il murales, in cui sono raffigurati un monaco tibetano che si dà fuoco in segno di protesta e uno che viene picchiato dalla polizia, chiede infatti a gran voce l’indipendenza di Taiwan e del Tibet da Pechino.

SCONTRO DIPLOMATICO – L’opera ha immediatamente scatenato uno scontro diplomatico, con il Consolato cinese di San Francisco, distante circa 900 chilometri da Corvallis, che ha inviato una lettera alle autorità cittadine rivendicando la sovranità sulle due regioni e chiedendo la rimozione del murales. I diplomatici cinesi hanno invitato la città «ad adottare misure in grado di fermare le attività che sostengono l’indipendenza del Tibet e di Taiwan, per evitare che una preziosa amicizia si possa rovinare». La lettera sosteneva inoltre che la rimozione del murales avrebbe potuto portare benefici economici alla città di Corvallis, che ha poco più di 54.000 abitanti ed è la sede della Oregon State University.

IL SINDACO : «IL MURALES NON SI TOCCA»- La risposta del sindaco Julie Manning non si è fatta attendere. In una lettera indirizzata al Consolato cinese, il primo cittadino ha specificato di non avere nessuna autorità sul murales. «Come saprete», ha scritto Manning, «il Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti garantisce la libertà di espressione in questo paese, compresa quella artistica». Nonostante «l’arte potrebbe non soddisfare i gusti di tutti”, ha notato il sindaco con ironia, “non spetta a noi, in qualità di governo locale, decidere cosa possa essere esposto». Il netto rifiuto del sindaco di Corvallis non ha fermato il Consolato cinese, che ha inviato il viceconsole Zhang Hao e un alto funzionario della sede diplomatica, Song Ru’an, nella cittadina del nordovest dell’Oregon. I due diplomatici cinesi sono stati ricevuti dal sindaco Manning il 4 settembre, sentendosi però ribadire i principi del Primo emendamento.

«LE RICHIESTE DELLA CINA? UN AFFRONTO» – I due inviati del Consolato non hanno tuttavia cercato di persuadere l’uomo che ha commissionato il murales, David Lin, un uomo d’affari nato a Taiwan e residente a Corvallis dal 1980. Lin, che è il proprietario del palazzo, è a conoscenza della richiesta del Consolato, ma ha confermato che il murales, dipinto dall’artista taiwanese Chao Tsung-song sulla facciata meridionale dell’edificio, non verrà rimosso. «Non sono affatto sorpreso», ha specificato Lin al Corvallis Gazette Times, «le questioni taiwanese e tibetana sono estremamente serie». La disputa non si è conclusa con la visita dei due diplomatici a Corvallis. Giovedì scorso il senatore dell’Oregon Ron Wyden ha inviato infatti una dura lettera all’ambasciatore cinese negli Stati Uniti Zhang Yesui, protestando per il comportamento dei due diplomatici e definendo le richieste un grave affronto. «Nonostante questi diritti potrebbero non essere rispettati in Cina», ha scritto Wyden riferendosi alla libertà d’espressione, «sono valori in cui tutti gli americani credono fermamente. Ogni tentativo del vostro governo di soffocarli è inaccettabile e non dovrà ripetersi mai più».

Corriere della Sera, 18 settembre 2012

Un pensiero riguardo “Oregon, il murales che fa infuriare la Cina

  1. Oregon, il murales che fa infuriare la Cina
    QUELLO E UN ” MURAL ” . ” MURALES ” E ‘ IL PLURALE DI ” MURAL “

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...