Il vento di Sandy gonfia le vele di Obama

New York. Nei giorni terribili dell’uragano, il presidente si è dimostrato un abile comandante in capo e ha ricevuto rari complimenti bipartisan per la gestione dell’emergenza. A congratularsi con lui è stato persino il governatore del New Jersey Chris Christie, uno dei principali oppositori, elemento di spicco del partito repubblicano a cui era stato affidato anche il «keynote speech» alla convention di Tampa. Ieri, accompagnati dal capo della protezione civile Craig Fugate, Obama e Christie hanno effettuato insieme un sopralluogo in New Jersey, lo stato più colpito dal ciclone post tropicale, passando alcune ore ad Atlantic City, città devastata dal maltempo. «La risposta del governo federale è stata grandiosa», ha affermato il governatore nel corso di un’intervista televisiva. «A mezzanotte ero al telefono con il presidente in persona», ha continuato Christie, spiegando che Obama «è stato eccezionale». Nessuna tappa a New York invece, dove il sindaco Michael Bloomberg ha suonato la campanella di ritorno alla normalità a Wall Street e ha fatto sapere che la maratona di domenica si correrà regolarmente mentre è stata posticipata la partita di Nba prevista per oggi tra i Knicks e i Nets. «Sono lusingato dalla disponibilità del presidente – ha detto Bloomberg – ma penso che quello che debba fare è andare in New Jersey a rappresentare la nazione».  Lunedì mattina Obama era tornato a Washington per seguire dalla Casa Bianca gli sviluppi di Sandy, cancellando tre giorni di campagna elettorale e di comizi fra gli elettorati in bilico di Florida, Virginia e Ohio. Una decisione che gli ha fatto guadagnare nuovi consensi e ha contribuito a fermare lo slancio del candidato repubblicano Mitt Romney, che nelle ultime settimane aveva subito una notevole impennata in tutti i sondaggi. L’ultimo rilevamento, pubblicato ieri da Quinnipiac University, Cbs e New York Times, ma effettuato prima dell’arrivo dell’uragano, mostra infatti un recupero del presidente in Florida, Stato in cui avrebbe ora un vantaggio di un punto. Obama avrebbe anche allungato in Ohio, lo Stato che con i suoi 18 voti elettorali molto probabilmente deciderà l’elezione della settimana prossima, guadagnando cinque punti di margine su Romney e, secondo il sondaggio, sarebbe avanti del 2% anche in Virginia. A livello nazionale il presidente godrebbe del 48% dei consensi e del sostegno delle donne e delle minoranze, mentre lo sfidante repubblicano sarebbe al 47%, appoggiato soprattutto dagli elettori maschi e con un buon vantaggio fra gli indipendenti. A cinque giorni dal voto, l’elezione resta dunque in bilico, ma la sensazione è che Obama abbia gestito sapientemente l’emergenza Sandy, che ha causato almeno 59 morti in tutto il paese. Romney e il suo vice Paul Ryan sono invece stati criticati per aver chiesto in passato il taglio dei fondi della Federal Emergency Management Agency, la protezione civile americana che sta gestendo la crisi. Martedì, nel pieno dell’emergenza, il candidato repubblicano si è dedicato in Ohio a una raccolta fondi per le persone colpite dall’uragano, mentre ieri ha ripreso la propria campagna elettorale volando in Florida. Obama riparte invece oggi, con quattro comizi in Wisconsin, Colorado, Nevada e Ohio, dove passerà la notte e effettuerà altri tre rally domani. Intanto New York, dove si sono avute 22 vittime, sta cercando di tornare alla normalità. L’uragano ha colpito anche il Palazzo di Vetro, sede dell’Onu e ha costretto il Consiglio di Sicurezza a riunirsi in una sala provvisoria. Downtown resterà senza elettricità ancora per qualche giorno, ma già da oggi riprenderanno a funzionare 14 delle 23 linee della metropolitana, che a causa del blackout non potranno però andare al di sotto della 34th street. In città si nota però la voglia di voltare pagina. Uffici e negozi hanno cominciato a riaprire e nelle due notti immediatamente successive all’uragano migliaia di persone hanno lasciato le strade buie di Lower Manhattan riversandosi nei locali di Midtown e Uptown. Là, ai banconi dei bar e fra i tavoli dei ristoranti, aleggiava nitida la voglia dei newyorkesi di riprendersi le proprie vite .

Il Giornale, 1 novembre 2012

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