New York. La sera del 13 ottobre Mack Wilk è al matrimonio del suo miglior amico in un ristorante immerso nella campagna appena fuori Varsavia. Mack, che è polacco e ha 28 anni, è piuttosto ubriaco quando, mezz’ora prima delle 23, si ricorda di ModelOff, il primo campionato mondiale di modelli finanziari al quale si è iscritto su consiglio di un cliente della società per cui lavora, la PricewaterhouseCoopers Poland. Il primo turno si disputa online alle 17 di New York. Mack si avvia verso casa controvoglia. Poi, finita la prova, torna al matrimonio e, convinto di essere stato eliminato, si dimentica di ModelOff.

Mentre Mack sta guidando verso casa, a Londra sono quasi le 22 e Martijn Reekers, analista di JpMorgan, si sta preparando per andare a una festa di compleanno. Martijn ha 25 anni, è olandese ed è specializzato nel trading di metalli e minerali. A mezzanotte si addentrerà nella vita notturna londinese, ma prima farà di tutto per passare il primo turno del mondiale. In ufficio però non ha detto niente a nessuno. In quello stesso momento Alex Gordon, senior analyst di PricewaterhouseCoopers in Nuova Zelanda, sta uscendo di casa per andare in ufficio. A Wellington sono già le 10 di domenica mattina e Alex, che ha 24 anni, ha bisogno di concentrazione per affrontare il primo turno di questo torneo combattuto a colpi di Excel. I partecipanti sono duemila in tutto il mondo, che diventeranno duecento al secondo turno, il 27 ottobre.

Un mese e mezzo più tardi, è il 2 dicembre, Mack, Martijn e Alex entrano stremati nella sede di Microsoft, a New York, con le camicie sbottonate sul collo. Sono fra i sedici concorrenti che hanno appena disputato la finale di ModelOff. Insieme a loro ci sono anche uno studente canadese, sei giovani leoni della finanza newyorchese (con una nutrita rappresentanza di Goldman Sachs), due australiani, un russo, un ungherese, un inglese e un altro neozelandese. Per quattro ore hanno risposto a 170 quesiti, conclusi da una mano di poker della quale dovevano prevedere ogni possibile combinazione. «Elaborare modelli finanziari è affascinante», aveva spiegato Mack a IL poco prima. «È come prevedere il futuro». Per decretare il vincitore «vengono valutate conoscenza, velocità, creatività, semplicità, innovazione e fluidità», racconta John Persico, uno degli ideatori del campionato. «Quando Michael Jackson aveva bisogno di ballerini convocava i migliori al mondo in una stanza e poi li selezionava», spiega. «Noi abbiamo applicato lo stesso concetto ai modelli finanziari». In palio ci sono 25mila dollari, ma soprattutto la gloria, come fa notare Martijn Reekers mentre sistema sul tavolo la tastiera del computer per l’esibizione finale a squadre. È una tastiera speciale, alla quale mancano alcuni tasti. «Passo tutta la settimana su Excel», spiega, «non voglio sprecare trenta secondi per aver premuto per errore qualche tasto».

Il risultato dell’esibizione a squadre assegna un altro premio da cinquemila dollari. I concorrenti sono divisi in quattro squadre per continenti: due nordamericane, una europea e una Asia-Pacifico. La sfida dura mezz’ora ed è frenetica. Sugli schermi si aprono e chiudono finestre, mentre le camicie si inzuppano di sudore. Allo scadere del tempo Mack sorride soddisfatto, mentre gli europei scrivono i risultati finali. A ottenere il miglior risultato in questa prova sono stati loro. Arriva così il momento della premiazione. «Non potevamo credere che la Nuova Zelanda ci avesse dato due finalisti», afferma Persico ridendo. Eppure il primo vincitore di ModelOff viene proprio da là: è Alex Gordon, il cui sorriso si allarga mentre riceve il suo assegno. Un’ora più tardi i concorrenti si ritrovano a sorseggiare cocktail in un buio bar di Manhattan. Commentano le prove divisi in piccoli gruppi, parlano dell’organizzazione. «Beh, alla fine Goldman non ha vinto niente», sussurra qualcuno all’improvviso. Intorno spuntano sorrisi soddisfatti e parte un brindisi. Così cala il sipario sul primo campionato mondiale di modelli finanziari.

IL, 7 marzo 2013 (Pag 120, Pag 121)

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