Il mio viaggio in bus attraverso l’America: ho visto un paese pronto alle nozze gay

Washington. Bobbie e Kristyn vivono a Meadville, cittadina del Mississippi, e sono state fidanzate per tre anni. Lo scorso marzo si sono sposate in Florida, dove però i matrimoni fra persone dello stesso sesso sono stati proibiti con un referendum, nel novembre del 2008. «Abbiamo scelto una casa sulla spiaggia a Pensacola», mi hanno raccontato sedute sul portico della casa in cui vivono. «È stato divertente così, tanto in Mississippi il nostro matrimonio non sarebbe stato valido lo stesso».

Negli Stati Uniti le nozze gay sono legali in dodici Stati, a Washington e in tre tribù indiane, mentre 32 Stati le proibiscono esplicitamente con emendamenti costituzionali. Non sono riconosciute neanche a livello federale: il Defense of Marriage Act nega infatti alle coppie sposate diritti e benefit che vanno dalla previdenza sociale fino all’immigrazione. Questa settimana però la vita di Bobbie, Kristyn e delle 650.000 coppie gay registrate nell’ultimo censimento del 2010 potrebbe cambiare radicalmente. La Corte Suprema americana si esprimerà infatti per la prima volta sui matrimoni fra persone dello stesso sesso, con due storiche sentenze che potrebbero arrivare già nella mattinata di oggi.

È per questo motivo che nell’ultimo mese e mezzo ho attraversato in autobus gli Stati Uniti, per capire come sta cambiando la percezione dell’omosessualità nella pancia di un paese che – anche in luoghi tradizionalmente conservatori come il sud o il midwest – si sta evolvendo con grande rapidità. Ho raccontato volti, luoghi ed emozioni di questo viaggio sul mio blog (www.iltradingpost.corriere.it) e mi ha sorpreso scoprire come tutti, dalle praterie del Minnesota ai deserti dell’Arizona, siano convinti che la legalizzazione dei matrimoni gay sia ormai solo una questione di tempo: ne sono certi persino i membri della Westboro Baptist Church, congregazione cristiana e omofoba di Topeka, Kansas, secondo i quali però questo ci trascinerà verso un’imminente fine del mondo.

Le aspettative per queste sentenze sono molto alte in tutto il paese e ruotano attorno alla definizione di matrimonio. Che sia solamente fra un uomo e una donna oppure anche fra persone dello stesso sesso, in questa settimana verrà scritto il futuro dei matrimoni gay negli Stati Uniti.

Corriere della Sera, 24 giugno 2013

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2 commenti

Archiviato in Corriere della Sera

2 risposte a “Il mio viaggio in bus attraverso l’America: ho visto un paese pronto alle nozze gay

  1. Danilo

    Andrea sei un grande!!! Sto leggendo l’ospite…fantastico. Consigliato a tutti coloro che come me adorano gli States e sono interessati a capire usi, costumi e cultura di questo fantastico Stato. Dalle grandi citta’ alla piccola e desolata ( a volte degradata ) provincia… Davvero bravo. Se ti dovesse servire un divano a Salerno………….;)

  2. Cecco Angiolieri

    Diffido di chi ostenta il lusso, ma ancor di più diffido di chi ostenta le privazioni…Cazzaro!

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