Prime cause contro il bike sharing a New York

Sono arrivati i primi guai per Citi Bike, il programma newyorkese di bike sharing inaugurato lo scorso 27 maggio per incoraggiare la rivoluzione ecologica promossa dal sindaco Michael Bloomberg. Da quando la città ha realizzato le 330 stazioni e messo a disposizione di abitanti e turisti circa 6.000 biciclette blu, in molti avevano cominciato a temere gli effetti collaterali dell’iniziativa. Immettere nelle strade e nelle avenue di New York migliaia di ciclisti inesperti e senza protezioni poteva essere un rischio in termini di sicurezza, così come lasciarli sfidare orde di tassisti impazziti. Durante l’estate, tuttavia, non ci sono stati incidenti di rilievo e negli ospedali non è stato registrato alcun aumento significativo degli infortuni. Nei primi quattro mesi sono state pedalate circa 7 milioni di miglia e i viaggi effettuati sono stati oltre 3 milioni, eppure le prime cause contro Citi Bike saranno intentate da due pedoni.

NON VEDENTE – Secondo il sito internet DNAinfo, entrambe le azioni legali presentate all’ufficio del comptroller, il supervisore contabile cittadino, sono ancora in fase preliminare, ma le motivazioni sono chiare: i due pedoni sono inciampati sulle stazioni installate fra i marciapiedi e le carreggiate e sono dovuti ricorrere a cure ospedaliere. Il primo caso è quello di Howard Orlick, un uomo di 52 anni non vedente che è caduto a causa di una stazione di Citi Bike sulla 13th Street, nel Greenwich Village. Secondo quanto ha dichiarato, l’uomo non avrebbe capito dove terminava il marciapiede e cominciava la stazione, essendo entrambi di colore grigio. Orlick – che ha suggerito di tingere l’impianto di un altro colore – si è storto una caviglia, ha dovuto fare due lastre e sottoporsi a una terapia. Per coprire le spese mediche ha chiesto alla città un risarcimento di 500 dollari.

RISARCIMENTO – L’infortunio di Lachonne Shelton è stato invece ben più grave, almeno a giudicare dal risarcimento richiesto. La donna, 50 anni, è inciampata in una stazione di Citi Bike nei pressi del municipio di New York, all’incrocio fra Centre e Worth Street. Secondo quanto si legge nell’azione legale, avrebbe riportato lesioni alle ginocchia, al gomito sinistro, alla schiena e al collo, è stata curata al Maimonides Hospital ed è tornata a casa con una stampella. Ora ha chiesto alla città un risarcimento di 1 milione di dollari. I primi problemi non hanno turbato il Dipartimento ai Trasporti cittadino, responsabile del popolare programma di bike sharing, né Alta Bicycle Share, la società privata con sede in Oregon che lo gestisce. «Siamo assicurati», ha specificato Nicholas Mosquera, portavoce del dipartimento, «così come lo è il gestore». Nonostante le prime azioni legali, dunque, la rivoluzione ecologica promessa dalla città non sembra correre rischi.

Corriere della Sera, 5 ottobre 2013

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