Uno spettro sull’America: perché il default Usa è davvero un incubo

Lo shutdown (e il default) in dieci punti:

1) Che cos’è lo shutdown?

Secondo la Costituzione degli Stati Uniti, il Congresso deve approvare una legge di bilancio per autorizzare la spesa pubblica. Se non si trova un accordo o il Presidente applica il proprio veto – come successe con Bill Clinton nel 1995/96 – il governo non può spendere. L’anno fiscale è terminato il 30 settembre, ma i parlamentari americani non sono riusciti a raggiungere un compromesso. Per questo il primo ottobre è cominciato lo shutdown del governo federale. La preoccupazione più grande è che la fase di stallo politico duri fino al 17 ottobre, data entro cui il Congresso e il Presidente devono innalzare il tetto del debito pubblico per evitare il default. 2) Quanto può durare?
La serrata del governo federale dura fino a quando il Congresso non trova un accordo sul bilancio. Storicamente – se ne sono già avuti 17 – è sempre durato poco, di solito circa tre giorni. L’ultimo, il più lungo, è durato ventuno giorni, dal 16 dicembre 1995 al 5 gennaio 1996.

3) Cos’è il default?
Il default si verifica quando non si ripaga il proprio debito. Se il bilancio degli Stati Uniti non verrà approvato entro il 17 ottobre, data in cui sarà raggiunto il tetto massimo del debito pubblico, il governo federale sarà impossibilitato a ripagare il proprio debito, divenendo insolvibile. In particolare, gli Stati Uniti dovrebbero dichiarare il default tecnico sui titoli di Stato, non potendo pagare gli interessi. Lo shutdown e il default sono legati solamente da circostanze temporali: la serrata impedisce infatti al governo di decidere un innalzamento del tetto del debito.

4) Che ripercussioni ha lo shutdown?
Dal primo ottobre, sui 2,1 milioni di dipendenti pubblici, 800mila sono stati obbligati a restare a casa senza stipendio, bloccando le attività federali. Continuano a lavorare solamente coloro che hanno un compito fondamentale: la principale esenzione riguarda i dipendenti pubblici necessari a mantenere sanità e sicurezza pubblica. L’esercito, la polizia, le agenzie di intelligence e le ambasciate restano aperti. I parchi nazionali, i musei federali, le agenzie con sede all’estero e i call center del fisco sono chiusi. Dei 90 dipendenti della Casa Bianca, solo 15 sono in servizio.

5) Cosa succede alla Borsa?
Gli investitori sono convinti che la serrata non durerà a lungo. Per questo, finora, i mercati non hanno risentito particolarmente dello stallo politico che ha bloccato il Paese. Con l’avvicinarsi della scadenza del 17 ottobre, si comincerà a registrare un maggiore nervosismo in Borsa. Durante lo shutdown del 1995/96, per esempio, lo S&P 500 perse il 3,7 per cento. Non appena il governo tornò al lavoro, però, i titoli fecero registrare un rimbalzo, aumentando del 10,5% nel mese successivo. Intanto a essere colpito è stato il dollaro: in questi primi giorni è calato nei confronti di tutte le valute.

6) Come si risolve?
La shutdown si risolverà quando i repubblicani e i democratici in Congresso troveranno un accordo. La serrata terminerà quando il Presidente Obama firmerà il bilancio.

7) Può avere ripercussioni in Italia?
Lo shutdown non dovrebbe avere ripercussioni in Europa e in Italia, mentre il default degli Stati Uniti avrebbe conseguenze molto serie. Se il Congresso non trovasse un accordo entro il 17 ottobre, infatti, il Paese diventerebbe insolvibile e partirebbero una serie di pericolose reazioni a catena. Gli Stati Uniti potrebbero precipitare in una nuova crisi economica, bloccando la lenta ripresa europea ed italiana. Se gli Stati Uniti dichiarassero il default, inoltre, potrebbero risentirne anche i titoli di Stato italiani.

8) A quanto ammonta il debito pubblico americano?
Il tetto del debito pubblico americano è fissato a 16.700 miliardi di dollari. Attualmente gli Stati Uniti stanno utilizzando risorse d’emergenza, che si esauriranno definitivamente il 17 ottobre.

9) C’è un rischio recessione?
Se i dipendenti federali non ricevono lo stipendio, non sono in grado di spendere e di soddisfare i propri impegni finanziari, come ad esempio mutui e conti di carte di credito. In questo modo lo shutdown colpisce l’economia americana e rischia di farla precipitare in una nuova recessione. In caso di default, le conseguenze sarebbero invece disastrose. L’allarme è stato lanciato anche dal Tesoro americano e dal Fondo Monetario Internazionale, secondo cui il mancato aumento del tetto del debito potrebbe danneggiare pesantemente sia l’economia americana che quella mondiale. Le conseguenze di un default sull’economia globale sarebbero così gravi che nessuno crede possa succedere davvero.

10) Quali sono le responsabilità di Obama e dei repubblicani?
La Camera, controllata dai repubblicani, ha approvato un bilancio che non prevede fondi per implementare l’Affordable Care Act, la riforma sanitaria del Presidente Barack Obama. Il Senato, a maggioranza democratica, insiste invece che l’Obamacare riceva il finanziamento necessario. I democratici sono pronti ad altre rinunce, ma non vogliono toccare la riforma, entrata in vigore il primo ottobre. Obama usa il pugno di ferro: ha chiarito che utilizzerà il suo diritto di veto nel caso il Congresso faccia modifiche al budget per il 2013/14. Lo scontro è duro: i due schieramenti sono fermi sulle proprie posizioni.

Il Giornale, 10 ottobre 2013

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