Un magnate, il rock, l’Umbria

Nelle campagne che circondano Massa Martana, antico borgo medioevale in provincia di Perugia, un ricco signore inglese ha deciso di organizzare questa estate un grande festival di musica rock ed elettronica. Yashwant Bajaj, 51 anni, è un magnate di origine indiana, con un passato in finanza speso fra Lehman Brothers e un hedge fund e una straordinaria passione per l’Italia e per la musica british. Cresciuto con il punk e il rock londinese degli anni Settanta e Ottanta, Bajaj oggi vive a Singapore, ma dal 1998 passa le vacanze in Italia e otto anni fa ha acquistato una casa proprio a Massa Martana, dove si era ripromesso di importare il concetto britannico di festival musicale, in stile Reading o Glastonbury. Il momento, finalmente, è arrivato questa estate. Il finanziere inglese ha costituito Asha Music, una cordata di investitori per lo più asiatici che ha speso circa un milione di euro per organizzare l’evento, e ha affidato la direzione artistica ai responsabili del Bestival, la manifestazione che si tiene ogni anno sull’Isola di Wight. Ed è così che, nei primi tre giorni d’agosto, arriveranno in Umbria i principali interpreti della scena britannica, fra lo stupore degli appassionati locali che si sono ritrovati in casa Kaiser Chiefs, Charlatans, James, Cribs, Basement Jaxx, l’icona della cultura mod Paul Weller e l’ex bassita di Joy Division e New Order Peter Hook, oggi leader dei The Light. Sul palco salirà anche Filippo Graziani, cantautore e figlio di Ivan, che è uscito a febbraio con il suo primo album, “Le cose belle”. Con un evidente riferimento a Umbria Jazz, la manifestazione che dal 1973 anima il frizzante luglio perugino, Bajaj e i suoi soci di Asha Music hanno deciso di chiamare il festival Umbria Rock. Si terrà vicino a Santa Maria, una chiesa dell’ottavo secolo, in un campo incolto di cinque ettari alle porte di Massa Martana dove sarà possibile campeggiare e dove sarà venduto vino di produttori locali e cibo preparato dai migliori ristoranti della zona. Oltre alla musica, Bajaj ha organizzato anche eventi culturali, fra cui una retrospettiva sul cinema italiano del dopoguerra, un’altra delle sue passioni. I pass costeranno 120 euro per tre giorni, 300 se si è interessati al pacchetto vip, e 50 euro il biglietto giornaliero. Gli organizzatori si aspettano circa 10.000 spettatori, ma sono consapevoli che non rientreranno dell’investimento almeno per la prima edizione: dicono piuttosto di voler creare e consolidare un appuntamento annuale, che non sia destinato a finire quest’anno. «Vogliamo ricreare l’atmosfera bohémien che regnava in Italia e Gran Bretagna negli anni Sessanta», ha raccontato Bajaj al Financial Times. «All’epoca entrambi i Paesi erano al centro dell’universo, per quanto riguarda la cultura e l’arte. Voglio che il festival ci riporti a quei tempi». L’Umbria si prepara dunque all’invasione britannica di quest’estate, mentre il finanziere britannico, che per organizzare l’evento si è preso un anno sabbatico, mette a punto gli ultimi dettagli. «Ho sempre sognato di fare qualcosa del genere», ha dichiarato al quotidiano, «e ora le mie tre figlie credono anche che sia il padre più figo del mondo».

Studio, n. 20, Estate 2014

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