Cavazzoni, le storie dei pionieri biologici

«È sempre un inizio, e sempre si ricomincia, come abbiamo fatto noi 40 anni fa» Apicoltore dal 1978 e da dieci anni presidente di Alce Nero – marchio che dagli anni Settanta unisce agricoltori biologici impegnati nel rispetto della terra – Lucio Cavazzoni è convinto che «il pessimismo imperante dei nostri giorni vada combattuto», ritornando a una dimensione collaborativa del lavoro e cominciando con una battaglia per la qualità del cibo, in uno scontro fra agricoltura biologica e industriale. Questa è la traccia de “I semi di mille rivoluzioni” (Ponte alle Grazie, pp. 144, 13,50 euro), un saggio che raccoglie storie di terre, contadini, panificatori e cuochi che hanno contribuito a diffondere l’agricoltura biologica. «Oggi è difficile sostenerlo, ma il lavoro è un’opportunità per cambiare le cose e dare il nostro contributo», spiega Cavazzoni al Corriere della Sera. «Bisogna uscire dalle corporazioni e superare i limiti culturali dei nostri settori per restituire al lavoro il concetto di opportunità e bellezza. Questo va fatto nel rispetto della terra. È un atto contro il consumo, a favore del fruire senza rovinare». Secondo Alce Nero, che deve il nome a uno sciamano Sioux divenuto simbolo di resistenza, i principi dell’agricoltura biologica si fondano sulla convinzione che la terra sia parte del mondo vivente, e che la sua fertilità marchi la separazione fra l’agricoltura biologica e quella industriale e chimica, che avvelena il pianeta. Biologico, però, spesso significa caro. Perché per mangiare sano bisogna spendere di più? «È un’agricoltura che produce meno e ha bisogno di maggiore lavoro fisico e più intelligenza», spiega Cavazzoni. «Quando si compra un prodotto biologico si paga tutto, di quello convenzionale si paga solo una parte: resta un costo ambientale e sociale che sconteranno le prossime generazioni. Il prodotto biologico fa parte del ciclo vitale della terra e dovrebbe essere la normalità».

Corriere della Sera, 31 ottobre 2014

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...