Dopo gli attentati Rouhani annulla la visita in Italia

Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha annullato la visita a Roma, dove era atteso anche in Vaticano, e nella capitale francese. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, che ha precisato che il viaggio sarà effettuato «in tempi più adeguati». Secondo quanto riporta l’Irna, l’agenzia ufficiale della repubblica islamica, Rouhani ha offerto le proprie condoglianze al presidente francese Francois Hollande. «A nome del popolo iraniano, che è stato a sua volta vittima del terrorsimo», ha scritto Rouhani, «condanno fermamente questi crimini contro l’umanità e offro le mie condoglianze al popolo francese in lutto e al governo». Anche il ministro Zarif ha condannato gli attacchi terroristici, sottolineando che la guerra al terrorismo e all’estremismo ha bisogno della cooperazione internazionale. «L’Iran sarà seriamente attivo in questo campo», ha spiegato.

Zarif era in partenza per Vienna dove oggi è previsto il secondo round di colloqui internazionali sulla Siria, a cui partecipano anche il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli esteri francese Laurent Fabius, che ha puntualizzato come gli attacchi evidenzino l’urgenza dei negoziati. Nel frattempo, durante un incontro questa mattina a Damasco con quattro deputati francesi, il presidente siriano Bashar al-Assad ha condannato gli attacchi e sottolineato che «la Francia sta vivendo quello in Siria viviamo da cinque anni». A riferirlo è un giornalista della rete francese Europe 1, in Siria con la delegazione dell’assemblea nazionale.

Intorno alla mezzanotte, quando la situazione era ancora poco definita, è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, secondo cui quello di Parigi è stato un attacco «non solo al popolo francese, ma a tutta l’umanità e ai valori che condividiamo. Ancora una volta siamo di fronte a un vergognoso tentativo di terrorizzare civili innocenti», ha affermato Obama dalla Casa Bianca. «I tre valori della Francia sono libertà, uguaglianza e fratellanza, che sono anche i nostri. Quelli che pensano di poter terrorizzare i francesi o i valori che condividono sbagliano. Siamo a disposizione per qualsiasi aiuto possiamo dare per assicurare i terroristi alla giustizia». Stati Uniti e Francia, ha concluso Obama, «continueranno a lavorare insieme e con altri Paesi per sconfiggere il flagello del terrorismo».

Parole di condanna arrivano da tutta la comunità internazionale. Il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi ha affermato che Papa Francesco ha accolto con sgomento le notizie sugli attacchi terroristici di Parigi, aggiungendo che la Santa Sede «segue con costernazione queste terribili notizie. Siamo sconvolti», ha proseguito a Radio Vaticana, «da questa nuova manifestazione di folle violenza terroristica. Si tratta di un attacco alla pace di tutta l’umanità».

Su Twitter, il premieri britannico David Cameron si è detto «scioccato dagli eventi di Parigi. I nostri pensieri e preghiere sono con il popolo francese. Faremo tutto ciò che possiamo per aiutare». La cancelliera tedesca, Angela Merkel ha espresso «profonda commozione» e in un breve comunicato diffuso dopo il discorso di Hollande, ha detto che i suoi pensieri sono in questi momenti per le vittime di questi «attacchi evidentemente terroristici», con le loro famiglie e con tutti gli abitanti di Parigi.

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha inviato le sue «condoglianze più profonde» alla Francia e ha rivolto un appello alla comunità internazionale «contro il terrorismo», così come ha fatto il presidente russo Vladimir Putin, secondo cui l’intera comunità internazionale dovrebbe unire i propri sforzi per combatterlo efficacemente. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon si è detto «vicino al governo e al popolo francese» e fiducioso che «le autorità francese faranno quanto in loro potere per portare i responsabili davanti alla giustizia».

Corriere della Sera, 14 novembre 2015

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