Ecofin, Padoan: disegno di stabilità interno alle regole

Il «disegno generale» della Legge di Stabilità 2016 è «assolutamente all’interno delle regole» del patto di Stabilità e Crescita, e «mi aspetto che le ragioni per le quali chiediamo le clausole di flessibilità siano assolutamente accolte». È quanto ha dichiarato al termine del Consiglio Ecofin a Bruxelles il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che nel suo incontro di ieri con il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e con il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici ha «ulteriormente chiarito le ragioni per le quali l’Italia indica la possibilità di avvalersi sia della clausola delle riforme strutturali che di quella degli investimenti. Noi riteniamo», ha affermato il ministro Padoan, «che ci siano ottime ragioni per cui queste possano essere concesse». L’Italia chiede di aumentare l’obiettivo di deficit dall’1,8% al 2,2% del Pil, sfruttando le clausole legate alle riforme strutturali e agli investimenti.

Sulla flessibilità delle spese sostenute per l’accoglienza dei migranti, l’esecutivo di Bruxelles «ha preso atto della documentazione dettagliata che l’Italia ha presentato». Una decisione, ha spiegato il ministro, è attesa «nei prossimi giorni o settimane a seconda di quello che decideranno». A chi gli chiedeva se le clausole per gli investimenti e per le riforme, pari rispettivamente allo 0,5% e allo 0,3% del Pil, saranno accolte nella loro interezza, Padoan si è detto «convinto che l’Italia dimostri in modo assolutamente chiaro la validità delle sue richieste. Poi sarà la Commissione a valutare».

In ogni caso, se le richieste italiane non dovessero essere accolte, «non cambia niente perché la Legge di Stabilità prevede due scenari: che ci siano o che non ci siano queste clausole». L’Italia, ha aggiunto il ministro, sta facendo «una politica di sostegno alla crescita e allo stesso tempo una politica di aggiustamento fiscale, con il debito pubblico e il deficit che scendono, e con l’utilizzo assolutamente legale di tutti gli spazi resi possibili dalle clausole di flessibilità».

Corriere della Sera, 10 novembre 2015 (digital edition)

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