Incontro di Vienna: negoziati in Siria sono una priorità

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha annullato la visita a Roma, dove era atteso anche in Vaticano, e nella capitale francese. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, che ha precisato che il viaggio sarà effettuato «in tempi più adeguati». Secondo quanto riporta l’Irna, l’agenzia ufficiale della repubblica islamica, Rouhani ha offerto le proprie condoglianze al presidente francese Francois Hollande. «A nome del popolo iraniano, che è stato a sua volta vittima del terrorismo», ha scritto Rouhani, «condanno fermamente questi crimini contro l’umanità e offro le mie condoglianze al popolo francese in lutto e al governo». Anche il ministro Zarif ha condannato gli attacchi terroristici, sottolineando che la guerra al terrorismo e all’estremismo ha bisogno della cooperazione internazionale. «L’Iran sarà seriamente attivo in questo campo», ha spiegato.

Zarif era in partenza per Vienna dove si è teneva oggi un incontro sul futuro della Siria, a cui hanno preso parte, fra gli altri, anche il ministro degli esteri francese Laurent Fabius e il segretario di Stato americano John Kerry. «Il processo è cominciato, l’Unione europea farà la sua parte per sostenere l’Onu nell’applicazione delle decisioni prese», ha scritto su Twitter l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea Federica Mogherini, annunciando la fine dell’incontro. «La prossimi riunione si terrà a Parigi».

Da Vienna, intanto, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha annunciato che i partecipanti alla conferenza sulla Siria hanno deciso di cominciare immediatamente negoziati con l’opposizione in Siria. Le stesse parole sono state usate dal segretario di Stato americano John Kerry, secondo cui si è deciso di intraprendere una serie di passi che accelereranno la fine del conflitto siriano. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha puntato invece sull’importanza di sconfiggere l’Isis da parte della coalizione internazionale.

In mattinata, durante un incontro a Damasco con quattro deputati francesi, anche il presidente siriano Bashar al-Assad ha condannato gli attacchi, sottolineando che «la Francia sta vivendo quello in Siria viviamo da cinque anni». A riferirlo è stato un giornalista della rete francese Europe 1, in Siria con la delegazione dell’assemblea nazionale.

Intorno alla mezzanotte, quando la situazione era ancora poco definita, è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, secondo cui quello di Parigi è stato un attacco «non solo al popolo francese, ma a tutta l’umanità e ai valori che condividiamo. Ancora una volta siamo di fronte a un vergognoso tentativo di terrorizzare civili innocenti», ha affermato Obama dalla Casa Bianca. «I tre valori della Francia sono libertà, uguaglianza e fratellanza, che sono anche i nostri. Quelli che pensano di poter terrorizzare i francesi o i valori che condividono sbagliano. Siamo a disposizione per qualsiasi aiuto possiamo dare per assicurare i terroristi alla giustizia». Stati Uniti e Francia, ha concluso Obama, «continueranno a lavorare insieme e con altri Paesi per sconfiggere il flagello del terrorismo».

Corriere della Sera, 14 novembre 2015 (digital edition)

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