L’Italia rafforza le misure di sicurezza dopo gli attentati di Parigi

L’Italia ha rafforzato le misure di sicurezza dopo gli attacchi di Parigi. Lo ha annunciato oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi, secondo cui i rischi di episodi simili sul territorio italiano non devono essere sottostimati. «Abbiamo intensificato i controlli su tutto il territorio nazionale. Noi non sottovalutiamo niente», ha affermato il premier in mattinata. «Colpendo la Francia hanno colpito l’umanità intera. Come tutti gli italiani, gli europei, provo dolore atroce per quanto avvenuto questa notte a Parigi. Questo è il momento delle lacrime, dell’emozione, ma è anche il momento di tante domande», ha specificato. «Anche io ho cercato le parole per spiegarlo ai miei figli».

Subito dopo, alle 10, Renzi ha preso parte al Comitato per l’ordine e per la sicurezza nazionale convocato ieri sera al Viminale dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, con i vertici delle forze dell’ordine e dell’intelligence: presenti, fra gli altri, il sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi segreti Marco Minniti, e il capo degli 007 italiani, l’ambasciatore Giampiero Massolo, direttore del Dis. Dopo aver partecipato all’incontro è tornato a Palazzo Chigi, da dove ha parlato al telefono con il presidente francese Francois Hollande, per esprimere il sostegno italiano.

«Abbiamo elevato il livello di sicurezza, lo abbiamo portato al secondo livello che comporta la possibilità di coinvolgimento delle forze dei corpi speciali dell’esercito», ha dichiarato il ministro dell’Interno Alfano al termine dell’incontro del Comitato per l’ordine e per la sicurezza nazionale, specificando che il secondo livello è quello immediatamente precedente al massimo – che scatta quando c’è un attacco in corso – e che comporta un assetto operativo delle forze dell’ordine. «Oggi è un giorno di dolore e preghiera, ma le lacrime non bastano», ha proseguito Alfano. «Le questure di Roma, Milano e Torino hanno avuto indicazioni di implementare i controlli sul territorio. È necessario che si sappia che lo sforzo di prevenzione non è destinato a eliminare con certezza il rischio, ma a ridurlo. Abbiamo rivisto e rivalidato il sistema della sicurezza in Italia che fin qui ha funzionato. L’Italia deve tenersi pronta per qualsiasi evento».

Alfano ha anche comunicato di aver reso immediatamente disponibili 700 militari su Roma, «dove l’allerta è massima», e di aver rafforzato i controlli alle frontiere, in particolare quella con la Francia. «Siamo in contatto costante con i nostri interlocutori francesi», ha proseguito il ministro, che ha anche chiesto ai prefetti di convocare «i Comitati provinciali per adeguare la prevenzione degli obiettivi sensibili».

Il ministro dell’Interno ha poi sottolineato «il buon funzionamento dell’attività di prevenzione, dimostrato dai risultati»: nel 2015 «sono stati espulsi 55 terroristi islamici, l’ultimo stamattina». Inoltre, sono state effettuate 540 perquisizioni «su soggetti che avevano a che fare in qualche modo con il terrorismo, sono state controllate 56.426 persone, 147 sono state arrestate e altre 325 indagate. Le espulsioni dal territorio nazionale e i respingimenti alla frontiera per mancanza dei requisiti sono stati 259».

Fra le risposte all’attacco di Parigi si è registrata anche quella del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha inviato un messaggio a Hollande. «L’Italia e tutti gli italiani in queste ore buie si stringono con affetto e vicinanza a tutte le famiglie delle vittime, ai numerosi feriti e a tutto l’amico popolo francese, ancora una volta vittima della furia cieca e omicida del terrorismo», ha scritto Mattarella. «Desidero assicurarLe Signor Presidente il compatto sostegno dell’Italia per debellare la piaga del terrorismo, per vincere una battaglia di civiltà contro la furia oscurantista e per difendere i valori di democrazia, libertà, tolleranza su cui tutta l’Europa, oggi lacerata da un crimine senza precedenti, è stata fondata e si è sviluppata».

Corriere della Sera, 14 novembre 2015 (digital edition)

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