Morto a 40 anni Jonah Lomu, leggenda del rugby mondiale

È morto a 40 anni il rugbista neozelandese Jonah Lomu, prima stella globale della palla ovale negli anni Novanta e primi Duemila. «Jonah era una leggenda del nostro gioco, amato dai suoi tanti fan sia qui che in tutto il mondo», ha dichiarato Steve Tew, a.d. della federazione di rugby della Nuova Zelanda. «Non abbiamo parole, i nostri pensieri e sentimenti vanno alla sua famiglia».

Star degli All Blacks, nel 1999, a soli 24 anni, una malattia degenerativa dei reni lo costrinse a un trapianto e ne stroncò al picco una carriera iniziata prestissimo: a 19 anni fu il più giovane debuttante neozelandese in un test match. Dopo l’intervento, non tornò mai ai livelli raggiunti precedentemente: non riuscendo a trovare una squadra nel suo Paese Lomu provò a ricominciare dall’Europa, in Galles, senza fortuna. Nel 2007, anno del suo ingresso nella Hall of Fame del rugby, arrivò quindi l’annuncio del suo primo ritiro. Due anni dopo provò a tornare a Marsiglia, nel Vitrolles, squadra di Terza Divisione, ma in tutta la stagione giocò solamente sette partite e allora annunciò il suo addio definitivo. Pur avendo partecipato a due sole edizioni di Coppa del Mondo – e da giovane, nel 1995 e nel 1999 – Lomu è il giocatore che ha realizzato il maggior numero di mete: 15.

I primi problemi al rene trapiantato arrivarono nel 2011: la dialisi si rivelò insufficiente, rendendo necessario un secondo trapianto. La notizia della sua morte – giunta improvvisamente, nella notte fra martedì e mercoledì – è stata commentata con grande tristezza da ex compagni, avversari, amici, politici, giornalisti e tifosi sui social network. «Riposa sereno Leggenda. Gentile fuori dal campo, fantastico e inarrestabile dentro a esso», ha scritto su Twitter l’ex capitano inglese Will Carling, che affrontò, perdendo, Lomu nella semifinale del mondiale 1995. «Jonah Lomu era la ragione per cui tutti i giovani crescendo volevano giocare a rugby. Ha trasformato questo sport in quello che è oggi», ha scritto il rugbista gallese Lee Byrne. «Nel 1994 avevo 11 anni e ho visto il mio eroe giocare con gli All Blacks. Una leggenda di questo gioco e qualcuno che sarei voluto diventare», ha twittato il giocatore della Nuova Zelanda Cory Jane.

Corriere della Sera, 18 novembre 2015 (digital edition)

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