Elezioni storiche in Arabia Saudita: per la prima volta votano le donne

Per la prima volta nella storia dell’Arabia Saudita le donne hanno partecipato oggi alle elezioni comunali, sia come elettrici che come candidate. Ad aprire al voto femminile era stato un decreto reale del 2011, ratificato dal defunto re Abdullah bin Abdelaziz, morto a gennaio di quest’anno, che autorizzava le prime elezioni a suffragio universale del Paese: circa 1,5 milioni di cittadini sauditi sono stati chiamati oggi a votare in 285 consigli. Le elezioni – che si sono chiuse alle 15 (ora italiana) e i cui risultati saranno resi pubblici domani – hanno fatto registrare un’affluenza al di sotto delle attese (si parla di circa la metà degli aventi diritto al voto), che è però cresciuta decisamente nei seggi riservati alle donne.

La Commissione elettorale, in linea con la rigorosa applicazione della sharia, la legge islamica, ha imposto infatti la separazione dei seggi e la totale segregazione dei sessi durante la campagna elettorale, vietando ai candidati di utilizzare fotografie per la propaganda o di pronunciare discorsi di fronte a persone di sesso opposto. Una misura che ha colpito soprattutto le donne, visto che erano appena 130.637 (sul totale di 1,5 milioni) quelle iscritte nelle liste elettorali e 978 le candidate (su quasi 7 mila totali). «Votare è un’esperienza unica che non si dimentica nella vita», ha dichiarato ai giornalisti una studentessa universitaria intervistata mentre entrava nel seggio.

La resistenza della comunità saudita al voto femminile è tuttavia ancora molto forte. Secondo un’indagine pubblicata dal Centro studi Esbar, il 72,5% dei sauditi non appoggia la candidatura di donne alle elezioni, l’11,3% la sopporta e solamente l’8,7% la accetta. Secondo il 69,5% dei contrari la decisione «viola la legge islamica», mentre per il 63,8% ritiene che «leda le tradizioni e le usanze del Paese».

Per facilitare la partecipazione al voto delle donne, alle quali è proibito guidare, il servizio di taxi online Uber ha offerto loro un passaggio gratuito fino ai seggi elettorali. Il servizio è stato promosso dall’azienda americana e da Al-Nahda Philanthropic Society for Women, un gruppo per l’emancipazione delle donne saudite.

Corriere della Sera, 12 dicembre 2015 (digital edition)

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