Charlie Hebdo, al via le commemorazioni ma c’è un errore sulla targa per le vittime

È cominciata con una gaffe la prima cerimonia commemorativa per le vittime dell’attentato a Charlie Hebdo, ad un anno dal massacro di Parigi costato la vita a 12 persone il 7 gennaio 2015. Il presidente francese Francois Hollande e il sindaco di Parigi Anne Hidalgo hanno partecipato questa mattina alla posa, sulla facciata dell’edificio dove aveva sede il giornale satirico, di una targa con i nomi delle vittime. Il nome del disegnatore satirico Georges Wolinski era però scritto sbagliato, con la «Y» finale. Individuato l’errore, la targa è stata immediatamente coperta da un drappo nero e poi corretta con un tocco di mastice. Il comune di Parigi ha comunque deciso di ordinare una nuova targa, che dovrebbe essere appesa entro 48 ore.

L’ errore non ha comunque turbato le cerimonie che hanno ricordato le vittime degli attacchi terroristici che aprirono il 2015. Oltre alla targa al numero 10 di rue Nicolas-Appert con i nomi delle undici persone uccise dentro l’edificio (Charb, Cabu, Georges Wolinski, Tignous, Honoré, Mustapha Ourrad, Elsa Cayat, Bernard Maris, Michel Renaud, Frederic Boisseau e Franck Brinsolaro), è stata svelata una seconda targa in strada con il nome di Ahmed Merabet, il poliziotto ucciso dai due terroristi in fuga. Una terza targa è stata affissa davanti al supermercato Hyper Casher di porte de Vincennes, dove il 9 gennaio furono uccise quattro persone (Philippe Braham, Yohan Cohen, Yoav Hattab e François-Michel Saada) in un attacco terroristico collegato al precedente.

Su richiesta dei parenti delle vittime, le cerimonie si sono svolte nella massima sobrietà, senza discorsi pubblici, con un semplice minuto di raccoglimento. Oltre a Hollande e Hidalgo, erano presenti il primo ministro Manuel Valls, il ministro degli interni Bernard Cazeneuve e il ministro della Cultura Fleur Pellerin.

A un anno dalla strage, tuttavia, il settimanale francese continua a far discutere: la copertina del numero speciale in uscita domani mostra infatti il disegno di un Dio in versione «cristiana» con mitra al collo e la scritta «l’assassino è ancora in giro». Secondo l’Osservatore Romano, «il settimanale non rispetta la fede in Dio di ogni credente, qualunque credo professi. Usare Dio per giustificare l’odio è un’autentica “bestemmia”, come ha più volte ribadito Papa Francesco». Della stessa opinione è il presidente del Consiglio francese del culto musulmano, Anouar Kbibech, che si dice «ferito» dalla copertina. «Colpisce tutti i credenti delle diverse religioni», ha detto a Le Parisien. «Abbiamo bisogno di segni di distensione. Chiaramente questa caricatura non aiuta, in un momento in cui abbiamo bisogno di ritrovarci fianco a fianco».

Corriere della Sera, 5 gennaio 2016 (digital edition)

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