Obama annuncia la stretta sulle armi. Un ordine esecutivo per aggirare il Congresso

I repubblicani possono tenere il Congresso in ostaggio, ma «non possiamo lasciare che ad essere tenuta in ostaggio, dalla lobby delle armi, sia l’America». Con queste parole Barack Obama ha annunciato l’ordine esecutivo — che non necessita dell’approvazione del Congresso e serve ad aggirare l’opposizione della maggioranza repubblicana — per aumentare i controlli sulle armi, nel corso di una conferenza stampa che ha alternato momenti di allegria ad altri di grande commozione: il presidente degli Stati Uniti ha pianto ricordando la strage alla scuola elementare di Newtown del 2012. «Le continue scuse per non intervenire non sono più sufficienti. Questo non è un complotto per confiscare le armi a tutti», ha affermato Obama, parlando in diretta dalla Casa Bianca. «Se i controlli obbligatori possono salvare vite, vale la pena applicarli. Non siamo qui per discutere dell’ultima sparatoria di massa, ma per aiutare a prevenire la prossima», ha dichiarato.

Obama ha illustrato quattro misure, tutte più o meno attese. Primo: tutti i venditori di armi dovranno ottenere una licenza federale, qualunque sia la dimensione della loro attività. Sia che operino nei negozi tradizionali, sia via internet. Toccherà ai commercianti di armi controllare i precedenti penali dei loro clienti e segnalare richieste sospette alle autorità. Secondo: l’Fbi darà un contributo per potenziare i controlli, in particolare per aggiornare la lista dei sospetti o dei pregiudicati cui, per esempio, già ora non è consentito salire su un volo di linea americano. Saranno mobilitati 200 agenti in più. Terzo punto: maggiore attenzione alle persone che soffrono di malattie mentali. Pronti 500 milioni di investimenti per migliorare l’assistenza e per cercare di prevenire suicidi e atti di violenza contro gli altri. Quattro e ultimo aspetto: sforzo tecnologico per migliorare la sicurezza delle armi. «Se un bambino non può aprire un flacone di medicinali, non deve essere neanche in grado di azionare il grilletto di una pistola». (Sfiorando l’icona blu, il grafico che mostra il numero di armi vendute negli Stati Uniti)

«Le azioni legali che sto per intraprendere rientrano nelle mie prerogative e sono assolutamente in linea con il secondo emendamento della Costituzione», aveva chiarito ieri Obama, facendo riferimento all’emendamento costituzionale (approvato nel 1791) che attribuisce ai cittadini «il diritto di detenere e portare armi» e su cui si fondano le opposizioni dei critici di queste nuove norme.

Mentre Obama sfida il Congresso per regolare la vendita di armi, in Georgia una bambina di due anni è stata uccisa accidentalmente da un altro bambino con una pistola lasciata incustodita in casa. L’incidente è avvenuto ieri a LaGrange, vicino ad Atlanta. Secondo la polizia nell’abitazione si trovavano due donne adulte e quattro bambini di 10, 3, 2 e un anno. Uno di loro ha trovato la pistola e ha sparato alla vittima, Calvinyanna Sanders, che è stata colpita al petto. La polizia sta indagando sulla dinamica per capire come il bambino che ha sparato sia riuscito a entrare in possesso dell’arma nonostante in casa ci fossero due adulti.

Corriere della Sera, 5 gennaio 2016 (digital edition)

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