Attentato a Istanbul, strage di turisti tedeschi. Il governo turco: «La colpa è dell’Isis»

Dieci persone sono morte e quindici sono rimaste ferite a Istanbul, in un attentato avvenuto a piazza Sultanahmet questa mattina alle 10 locali (le 9 italiane). L’esplosione è avvenuta nei pressi dell’obelisco di Teodosio e della Moschea Blu, in pieno centro storico: secondo alcuni testimoni a causarla sarebbe stato un kamikaze, probabilmente arrivato dalla Siria. Fra le vittime, tutte straniere, ci sarebbero nove turisti tedeschi. Fra i feriti — alcuni in gravissime condizioni — ci sarebbero invece un norvegese, un peruviano e altri otto tedeschi. Sul posto sono subito arrivate numerose ambulanze e la polizia ha isolato la piazza. Il governo turco ha immediatamente imposto ai media locali il divieto di diffondere notizie relative all’esplosione, una misura già adottata in passato.

Secondo il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, l’attacco sarebbe stato pianificato dallo Stato Islamico e a portarlo a termine sarebbe stato Nabil Fadli, nato in Arabia Saudita. «Questo incidente dimostra ancora una volta che dobbiamo essere uniti nella lotta contro il terrore», ha dichiarato Erdogan. Gli investigatori starebbero ancora cercando di individuare i responsabili e il tipo di esplosivo usato per la detonazione, ma il governo turco sembra già sicuro che si tratti di un atto «di origine terrorista». Per decidere come gestire la situazione, il primo ministro Ahmet Davutoglu ha convocato in mattinata una riunione di emergenza — alla quale hanno partecipato il ministro dell’Interno Efkan Ala e il numero uno dell’intelligence Hakan Fidan — e ha poi chiamato la cancelliera tedesca Angela Merkel per esprimere le condoglianze a nome del Paese.

Un anno fa un’attentatrice suicida si fece esplodere per colpire una stazione di polizia per i turisti nella stessa piazza, uccidendo un poliziotto e ferendone un altro. L’attacco fu inizialmente attribuito a un gruppo di estrema sinistra, ma le autorità fecero sapere in seguito che la kamikaze era sospettata di legami con i militanti dello Stato islamico. Per la Turchia si tratta del terzo attentato terroristico negli ultimi mesi: a luglio trenta persone sono morte in un attacco suicida a Suruc, al confine con la Siria, mentre a ottobre oltre cento persone sono rimaste uccise in una doppia esplosione kamikaze avvenuta fuori dalla stazione centrale di Ankara. Entrambi gli attacchi erano stati rivendicati dall’Isis.

Contemporaneamente all’attentato suicida di piazza Sultanahmet, si è verificata una seconda esplosione in un cantiere del quartiere di Maltepe che ha provocato il panico a causa del denso fumo. Le fiamme sono state domate e i quattordici operai sono stati portati in salvo: alcuni sono stati ricoverati in ospedale per aver inalato fumo.

L’unità di crisi della Farnesina si è immediatamente attivata ed è in contatto con il Consolato generale d’Italia a Istanbul, per verificare l’eventuale coinvolgimento di italiani nell’esplosione. «Il terrorismo internazionale ha mostrato il suo brutto volto, dobbiamo agire in modo deciso», ha invece commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel. Oggi il governo tedesco si riunirà in una seduta speciale. Nel frattempo, il ministero degli Esteri di Berlino ha chiesto ai suoi cittadini di evitare i siti turistici a Istanbul. «Si raccomanda con insistenza ai viaggiatori che si trovano a Istanbul di evitare a titolo provvisorio i luoghi di assembramento, in particolare sulla pubblica piazza e vicino ai luoghi di attrazione per i turisti», si legge sul sito del ministero.

Corriere della Sera, 12 gennaio 2016 (digital edition)

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