«Frode fiscale per un milione di euro». Diana Bracco andrà a processo

Il vicepresidente di Confindustria Diana Bracco è stata rinviata a giudizio con le accuse di evasione fiscale e appropriazione indebita, reati che avrebbe commesso in qualità di presidente del cda di Bracco Spa. Lo ha deciso il gup Alessandro Santangelo, accogliendo la richiesta di processo del pm Giordano Baggio e mandando a processo altri due imputati: gli architetti Marco Isidoro Pollastri e Simona Adele Calcinaghi. Un quarto imputato ha invece patteggiato una multa da 45 mila euro. Secondo l’accusa, Bracco avrebbe commesso una frode fiscale da oltre un milione di euro. Il processo inizierà il prossimo 16 marzo.

Secondo le accuse, la frode fiscale sarebbe stata realizzata abbattendo l’imponibile attraverso fatture per spese personali, come la manutenzione di barche o case in celebri località turistiche, dall’isola di Capri alla Provenza, fatte confluire sui bilanci delle società del gruppo Bracco. «Andremo a dibattimento e ci difenderemo, anche perché questa è una questione che non ha rilevanza penale e non ci sono reati», ha spiegato l’avvocato Giuseppe Bana, legale di Bracco, dopo la decisione. L’avvocato Bana ha anche chiarito che in udienza preliminare il gup «ha spazi limitatissimi per arrivare ad una valutazione nel merito e al proscioglimento».

Corriere della Sera, 12 gennaio 2016 (digital edition)

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