Attacco di Al Qaeda in Burkina Faso, almeno 23 morti nell’hotel degli occidentali

Sono almeno 23, di 18 nazionalità diverse, le vittime dell’attacco jihadista a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Lo ha dichiarato il presidente Marc Christian Kaboré, specificano che tra gli assalitori — fra i quali si contano quattro morti — c’erano anche due donne. Secondo il bilancio fornito in mattinata dal ministero dell’Interno, ci sarebbero inoltre 33 feriti fra i 26 ostaggi liberati. Lo stesso ministero ha fatto presente che mentre l’azione all’Hotel Splendid e al bar ristorante Le Cappuccino è terminata, un altro intervento sarebbe in corso in un altro albergo della capitale, l’Hotel Yibi, che si trova accanto a Le Cappuccino. L’attacco è stato rivendicato da Al Qaeda nel Maghreb islamico: «È per punire gli adoratori della Croce per i crimini commessi in Repubblica Centrafricana, in Mali e nelle altre terre dei musulmani e per vendicare il nostro Profeta, contro gli occupanti delle nostre terre, i saccheggiatori delle nostre ricchezze e coloro che violentano la nostra sicurezza», specifica il comunicato inviato all’agenzia di stampa mauritana al Akbar.

Dopo l’esplosione di un’autobomba attorno alle 20.45 di venerdì sera (ora italiana), i terroristi — che secondo fonti della sicurezza del Burkina Faso, citate dai media francesi, sarebbero stati circa 15, e non tre o quattro come si pensava in principio — sono entrati nell’albergo di 147 stanze e nel vicino bar, di proprietà italiana, prendendo in ostaggio decine di persone. Poco dopo le tre, le forze di sicurezza hanno sferrato un contrattacco e alle 5.30 un ministro burkinabese ha annunciato che una trentina di ostaggi erano stati salvati: fra loro c’era anche il ministro del Lavoro Clément Sawadogo. Alle 7,40 italiane l’azione non era ancora terminata, con le forze di sicurezza e il commando jihadista trincerato nell’Hotel Yibi che si sono scambiati colpi di arma da fuoco.

Il Burkina Faso, finora immune alla violenza jihadista, è una nazione a maggioranza musulmana (il 50% della popolazione), mentre il 10% è di religione cristiana e il 40% è animista. Subito dopo l’attacco, l’unità di crisi della Farnesina ha raccomandato agli italiani di evitare la zona e, in caso di necessità, di contattare l’ambasciata d’Italia in Costa d’Avorio. In un albergo vicino a quello della strage si trovava il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, che è riuscito a prendere contatti con la sua Diocesi per rassicurare che lui e i quattro volontari dell’associazione Lvia, con cui ha intrapreso il viaggio per aiutare una missione nella diocesi di Dorì, stanno bene.

Nel frattempo i diplomatici di Mosca in Burkina Faso stanno verificando le informazioni che indicano una presenza di cittadini russi nell’hotel Splendid, assaltato dai terroristi. Il presidente francese François Hollande ha definito l’attacco «efferato e vile» e ha affermato che «le truppe francesi forniscono sostegno alle forze burkinabesi». Forze speciali francesi, presenti in Burkina Faso, sono posizionate alla periferia della capitale nel quadro dell’intervento di Parigi nella lotta anti-jihadista in Sahel. Nel Paese ci sono anche 75 militari americani, alcuni dei quali avrebbero fornito assistenza nel blitz.

Corriere della Sera, 16 gennaio 2016 (digital edition)

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