Iran, ora la revoca delle sanzioni è ufficiale. Teheran festeggia, Israele è scontenta

Alle 21.42 di ieri l’accordo è diventato ufficiale: l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) comunica che l’Iran ha rispettato l’intesa sul nucleare firmata a Ginevra il 14 luglio scorso. In rapida successione, Unione europea e Stati Uniti annunciano lo stop alle sanzioni, revocate anche dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. «Un accordo storico ma anche forte e giusto, che risponde alle esigenze di tutte le parti», ha affermato Federica Mogherini, capo della diplomazia di Bruxelles, in una conferenza stampa congiunta a Vienna con il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif. «La sua corretta attuazione rappresenterà un contributo chiave per migliorare la pace, la sicurezza e la stabilità regionale ed internazionale».

Secondo Mogherini, si tratta di un risultato che «dimostra chiaramente che con la volontà politica, e attraverso la diplomazia, noi possiamo risolvere i più difficili problemi e trovare soluzioni pratiche che possono essere attuate efficacemente. Questo è un incoraggiante e forte messaggio che la comunità internazionale deve tenere a mente nei nostri sforzi per rendere il mondo un posto più sicuro». Ieri, dopo uno scambio di prigionieri con l’Iran, anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato l’ordine esecutivo che revoca le sanzioni americane. «Oggi possiamo dire di avere un mondo più sicuro» ha commentato il segretario di Stato John Kerry, che ha poi ringraziato Federica Mogherini per «gli sforzi che hanno portato a questo risultato». Per il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki moon si tratta di «un traguardo significativo, una pietra miliare verso la pace», mentre il presidente iraniano Hassan Rohani ha parlato di «vittoria gloriosa».

«Israele continuerà a seguire l’entrata in vigore dell’accordo» ha commentato invece il primo ministro dello Stato ebraico Benjamin Netanyahu, sostenendo che «l’Iran non ha abbandonato le sue ambizioni di acquisire l’arma nucleare e continua a lavorare per destabilizzare il Medio Oriente mentre esporta terrorismo in tutto il mondo, in violazione dei suoi obblighi internazionali». Secondo l’agenzia di stampa iraniana Irna, il presidente Rohani, parlando oggi al Parlamento di Teheran, avrebbe commentato che «tutti sono felici dell’implementazione dell’accordo sul nucleare tranne Israele, quanti cercano di creare divisioni nella comunità islamica e le lobby estremiste negli Usa».

Oltre agli accordi più direttamente legati al nucleare, ci sarà un effetto domino di reazioni, anche in termini di business. Il primo beneficiario dell’ annuncio è il colosso europeo dell’aerospazio Airbus. L’agenzia iraniana Fars ha annunciato infatti che è stata raggiunta un’intesa per l’acquisto di 114 aerei di linea della società che ha il quartier generale a Tolosa, in Francia, fino all’ultimo il Paese più riluttante del gruppo dei 5+1 ad accettare l’intesa. Nel frattempo, per non restare spiazzato dal pre-accordo tra Teheran e Airbus, Barack Obama ha già autorizzato il segretario di Stato John Kerry a sbloccare la vendita in Iran di jet di linea Boeing, che con la rivale si divide il 90% del mercato.

Corriere della Sera, 17 gennaio 2016 (digital edition)

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