Primarie Usa, come funziona il lancio della moneta che ha fatto vincere Hillary Clinton

La corsa fra i candidati democratici in Iowa è stata così equilibrata che in sei collegi elettorali, per decidere il vincitore, è stato necessario il lancio di una monetina. Dalla capitale Des Moines ad Ames, 30 miglia più a nord, agli sfidanti non è bastato dichiarare il proprio appoggio all’industria dell’etanolo o varare politiche agrarie illuminate: è stata la sorte a proclamare il vincitore. È proprio il funzionamento dei caucus democratici, in vigore in dieci Stati, a rendere molto comune il pareggio: gli elettori non vengono conteggiati singolarmente ma in gruppo, disponendosi fisicamente insieme nell’angolo del proprio candidato. Chi ha più persone vince ma, secondo le regole del partito democratico, in caso di parità si ricorre al «testa o croce».

In Iowa la battaglia fra Hillary Clinton e Bernie Sanders era però davvero all’ultimo voto e i sei lanci di monetina — che si è guadagnata un account personale su Twitter, @C0inToss: «sono in qualche modo responsabile della vittoria di Hillary Clinton in Iowa, ma non so come sia successo», recita la bio — hanno fatto discutere tutta la notte. In tutti i casi, come riporta il Des Moines Register, la fortuna ha girato dalla parte di Hillary Clinton, che si è vista così assegnare sei delegati in bilico per le convention di contea.

C’era una possibilità su 64 che un candidato potesse fare l’en plein, ma l’ex segretario di Stato c’è riuscita. Al senatore del Vermont, lo sfidante socialista che in pochi mesi ha recuperato uno svantaggio che inizialmente sembrava abissale, non è rimasto che chiedere il riconteggio del voto e accontentarsi di un onorevole secondo posto, con un distacco microscopico dello 0,35%.

Interrogato dal Guardian sulla stravaganza del metodo, Sam Lau, portavoce del partito democratico locale, ha puntualizzato che le monetine hanno deciso solamente i delegati delle convention di contea, che sono una piccola frazione di quelli statali assegnati ai candidati. «In ogni collegio elettorale, gli abitanti dell’Iowa eleggono delegati per le convention di contea», spiega il partito sul proprio sito. «A vincere i caucus è però chi accumula più delegati statali, che vengono calcolati facendo un rapporto». Insomma, un procedimento complesso, ma sufficiente a spiegare che le monetine non hanno avuto un ruolo determinante nell’esito finale dei caucus.

Non è però solamente l’Iowa a usare la monetina per decidere le elezioni in bilico. Secondo un’indagine del Washington Post del 2014, infatti, la maggior parte degli Stati americani affida alla sorte un’elezione in pareggio: l’eventualità è contemplata da costituzioni, statuti e legislazioni di ben 35 Stati. Anche al di fuori delle elezioni, negli Stati Uniti il lancio della monetina – che sembra risalire ai Romani – ha contribuito a decidere alcuni episodi storici.

I fratelli Wright, per esempio, scelsero così chi fra loro, nel 1903, avrebbe effettuato il primo volo con una macchina a motore: sebbene la monetina avesse dato l’onore a Wilbur, il suo tentativo non ebbe successo e fu il minore Orvill a passare alla storia. Anche il nome della città di Portland è stato assegnato grazie a un «testa o croce»: se la fortuna avesse voltato le spalle al fondatore Francis Pettygrove, oggi si avrebbe un’altra Boston, in Oregon. Quella moneta, un centesimo di rame coniato nel 1835, è esposta al museo dell’Oregon Historical Society.

Anche nello sport la monetina è stata spesso protagonista, e non solo per stabilire un calcio d’inizio. Se la nazionale di cricket inglese è stata sconfitta dodici volte di fila dal fato – un record –, l’Italia, più che ai gol di Riva e Anastasi, deve proprio a un lancio di moneta la vittoria del suo unico europeo di calcio: fu così che nel 1968 sconfisse l’Unione Sovietica in semifinale, prima di vincere la finale con la Jugoslavia (dopo essere stata costretta a ripetere la partita).

Otto anni fa fu proprio una monetina a contribuire (seppure in minima parte) alla vittoria di Barack Obama nei caucus dell’Iowa proprio contro l’ex first lady, un trionfo che spianò la corsa verso la presidenza. Se la storia si dovesse ripetere e la vittoria di misura ottenuta nella notte la aiuterà ad ottenere la nomination democratica – e chissà, la Casa Bianca – probabilmente Hillary Clinton scoprirà un nuovo hobby: la numismatica.

Corriere della Sera, 2 febbraio 2016

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