Sanders e Trump stravincono in New Hampshire. Per Hillary si fa più dura

Bernie Sanders e Donald Trump sono i grandi vincitori delle primarie del New Hampshire, dove ieri si è tenuta la seconda tappa della corsa alla presidenza degli Stati Uniti. I due candidati anti-sistema hanno confermato i sondaggi che li davano in vantaggio, ma sono andati ben oltre le aspettative. Fra i democratici Sanders ha ottenuto il 60% dei voti, mentre Hillary Clinton — che per limitare i danni avrebbe dovuto perdere di massimo dieci punti — si è fermata al 38,4%. In campo repubblicano Trump è arrivato al 35,1%, contro il 15,9% del sorprendente John Kasich, l’11,6% di Ted Cruz e l’11,1% del redivivo Jeb Bush. Dopo il caucus dell’Iowa, dunque, arriva la sentenza del New Hampshire: fra i democratici si fa più fragile la candidatura di Hillary Clinton, che però è in vantaggio nei prossimi stati in cui si voterà; Trump si conferma invece il frontrunner dei repubblicani, ottenendo più del doppio delle preferenze rispetto al secondo classificato. Dietro al tycoon newyorkese, però, non riesce a emergere nessuno: l’unico che tiene, fra i suoi avversari, sembra essere Ted Cruz che, dopo l’affermazione dell’Iowa, strappa un notevole terzo posto in New Hampshire.

A regalare la vittoria al senatore del Vermont (sopra, nella foto Reuters) sono soprattutto i bianchi e i giovani, ma anche le donne che Hillary Clinton pensava di avere dalla propria parte. Le cose si faranno più difficili con le prossime votazioni in Nevada e South Carolina, dove il vantaggio dell’ex segretario di Stato sembra ancora incolmabile. «I giovani non mi hanno votato, ma io sono con loro e li recupererò. Si può inciampare e cadere, quello che conta è come ci si rialza. Combatteremo per ogni voto, Stato per Stato, a cominciare dal South Carolina», ha giurato Hillary Clinton ai suoi fan durante il party elettorale che si è tenuto alla Southern New Hampshire University. Le sue promesse non bastano però a mascherare le dimensioni di una sconfitta davvero dura, proprio nello Stato che nel 1992 aveva lanciato la candidatura del marito Bill Clinton verso la Casa Bianca e nel 2008 aveva procurato a Hillary una delle poche vittorie nella sua battaglia contro Barack Obama.

L’altro sconfitto della serata è Marco Rubio, che dopo il terzo posto in Iowa sembrava poter emergere come il candidato della destra moderata. L’ultimo disastroso dibattito lo ha portato invece a un misero quinto posto, superato anche da Jeb Bush. Proprio il figlio e fratello d’arte, la cui candidatura sembrava naufragata a causa del poco carisma, resta invece attaccato al treno elettorale grazie non tanto al quarto posto, ma a un risultato migliore delle aspettative. Anche il senatore texano Ted Cruz non può che essere soddisfatto: la terza posizione lo conferma come il candidato della destra religiosa e conservatrice, un ruolo che — incognita Trump a parte — gli aprirà un’autostrada negli stati del sud dove si voterà nelle prossime settimane. L’ottima prestazione del governatore dell’Ohio John Kasich, invece, potrebbe non essere sufficiente per entrare di forza nella contesa, ma basterà almeno a tenerlo nella mischia ancora un po’.

Il prossimo appuntamento è il 20 febbraio: i democratici si confronteranno con i caucus del Nevada, mentre i repubblicani voteranno in South Carolina. Secondo i sondaggi, in vantaggio sono Hillary Clinton da una parte e Donald Trump dall’altra.

Corriere della Sera, 10 febbraio 2016 (digital edition)

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