Hillary punta forte sugli Stati del sud e dell’Ovest, ma se l’eco delle vittorie di Sanders arriva fino a Orangeburg…

Dopo il pessimo avvio delle primarie, Hillary Clinton confidava nel voto degli Stati del sud e dell’ovest, dove si andrà alle urne nelle prossime settimane. Non solo i sondaggi sono sempre stati dalla sua parte, ma anche la composizione dell’elettorato sembrava assicurarle facili vittorie. Il 27 febbraio si voterà in South Carolina — dove le rilevazioni di gennaio la danno in testa con il 64% contro il 27% di Bernie Sanders —, «il primo Stato dove gli afroamericani rappresentano una parte dominante dell’elettorato», scrive il New York Times. «Clinton li considerava un baluardo della propria candidatura», continua il quotidiano newyorkese, «non solo in South Carolina ma anche negli altri sei Stati del sud che voteranno nel Super Tuesday del 1 marzo».

Eppure, racconta il Times, le due prestazioni incolori in Iowa e New Hampshire hanno fatto vacillare le certezze della grande favorita e sembrano aver cambiato l’opinione degli elettori afroamericani di Orangeburg, una cittadina nel cuore del South Carolina che rispecchia bene l’umore dello Stato. Diverse persone, che intervistate due settimane fa si dichiaravano convinte sostenitrici di Clinton, hanno cominciato a riconoscere la voce e la sagoma del senatore socialista del Vermont — uno Stato che da quelle parti «è così esotico da sembrare quasi straniero» — , ad apprezzarne le idee e a parlare di lui con amici e parenti. «Sanders mi fa sentire bene», spiega al Times Helen Duley, una sessantenne afroamericana che aveva tradito Clinton con Obama nel 2008 ma che, sostiene, «ha continuato ad avere un debole per lei».

Le interviste con gli elettori afroamericani rivelano che, oltre al grande rispetto nei confronti dell’ex segretario di Stato, «c’è ora una consapevolezza sempre maggiore che esiste un’alternativa, e che potrebbe essere molto intrigante in particolare per i giovani». Per sua fortuna, però, «la lealtà e la memoria storica contano parecchio in South Carolina, e in molti, in una cittadina dove un quinto degli abitanti vive in povertà, ricordano i due mandati di Bill Clinton come un periodo di relativa prosperità e apprezzarono il suo messaggio di unità razziale».

Corriere della Sera, 12 febbraio 2016 (digital edition)

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