Elezioni amministrative, come cambiano sesso ed età media dei sindaci nei comuni vinti dal M5S

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Se c’è una novità che con il voto di domenica il Movimento 5 stelle ha portato nella politica italiana, si tratta dell’aumento della presenza di donne e giovani seduti sulle poltrone di sindaco in tutta Italia. Domenica, il partito pentastellato ha trionfato in 19 dei 20 ballottaggi a cui ha preso parte, eleggendo fra le proprie file due ventenni e nove trentenni e quattro quarantenni: fra loro ci sono ben sette donne. Fino al giorno del voto, nei 19 comuni conquistati dal Movimento, il sindaco più giovane aveva 52 anni, il più anziano 71, e non c’era nessuna donna. Sette di questi comuni, oltretutto, erano commissariati, a cominciare da Roma. Dopo il voto di domenica, l’età media dei sindaci è passata da 59,7 anni a 39,1: per gli ex primi cittadini è considerata l’età attuale, a fine mandato, ma lo scarto resterebbe comunque notevole.

Osservando attentamente il passato e il futuro di questi 19 comuni, inoltre, si scopre che il Movimento 5 Stelle ha vinto in città che fino ad ora erano amministrate prevalentemente dal centrosinistra o erano state commissariate. Se si guardano invece i sindaci dei venti capoluoghi di regione italiani, ci si accorge che il voto – di nuovo grazie al Movimento 5 Stelle – ha contribuito ad abbassare di poco, tre anni, l’età media dei sindaci, passata da 55,2 a 52: oggi i trentenni che amministrano un capoluogo di regione, però, sono raddoppiati, passando da due a quattro. Merito di Chiara Appendino e Virginia Raggi, che hanno anche portato a tre il numero delle donne sindaco: fino a domenica, l’unico primo cittadino donna era Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona.

Su scala nazionale, prendendo in considerazione i 118 capoluoghi di provincia italiani, l’età media si attesta a 52,4 anni, ma quello che risalta è, nuovamente, la presenza femminile: appena 10 città – su 118, vale la pena ripeterlo – sono governate da donne. Fra queste, 6 sono state elette ieri e 3 sono in quota 5 Stelle: oltre a Roma e Torino, c’è Paola Massidda, che è stata eletta a Carbonia.

Corriere della Sera, 22 giugno 2016

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