Perché le donne non voteranno Trump-Pence

Con la sua caratteristica e pungente ironia, l’editorialista liberal del Nyt Gail Collins dà il benvenuto nella contesa presidenziale a Mike Pence, il governatore repubblicano dell’Indiana scelto da Donald Trump come proprio vice nella corsa alla Casa Bianca, ricordandone i toni sguaiati e le mezze bugie usati per sostenere il tycoon durante la campagna elettorale. Pence è emerso al termine di una selezione dura, che secondo Collins ha ricordato molto da vicino le dinamiche di un reality show, con i parenti del candidato repubblicano intenti a vagliare i contendenti e con il genero Jared Kushner disposto persino a dimenticare che Chris Christie — il primo grande nome a schierarsi con il suocero — aveva una volta mandato in galera suo padre per 14 mesi. Interessante, per l’editorialista del quotidiano newyorkese, è anche lo Stato di provenienza di Pence, l’Indiana, che ha portato alla Casa Bianca una decina di vicepresidenti: in particolare Dan Quayle, vice di Bush Sr., considerato quasi unanimamente il peggiore e meno dotato ad aver ricoperto l’incarico. Tuttavia anche le alternative — Jeff Sessions, Newt Gingrich e lo stesso Christie — non entusiasmavano particolarmente Collins, che spiega: «Ho una teoria: credo che le donne non voteranno mai per un candidato alla presidenza che urla, perché farà tornare loro in mente i peggiori fidanzati che hanno avuto».

Corriere della Sera, 16 luglio 2016

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