Hillary Clinton ha scelto: il suo vice è Tim Kaine

«Sono emozionata nell’annunciare il mio running mate, Tim Kaine, un uomo che ha dedicato la propria vita a lottare per gli altri». Il tweet di Hillary Clinton è arrivato come previsto in serata e ha confermato le attese: il senatore della Virginia sarà il suo vice nella corsa alla Casa Bianca. «Sono appena stato al telefono con Hillary, sono onorato di essere il suo running mate. Non vedo l’ora di salire sulla carovana della campagna elettorale domani a Miami», ha risposto Kaine, sempre via Twitter, dal Rhode Island, dove si trovava per un evento di raccolta fondi. Ex governatore pragmatico del suo Stato, 58 anni, Kaine fa parte della commissione affari esteri del Senato (e prima di quelle forze armate) ed è un rappresentante dell’ala moderata del partito democratico: potrà aiutare Clinton a conquistare gli elettori indipendenti e i repubblicani moderati insoddisfatti di Trump, ma al tempo stesso potrebbe però raffreddare l’ala più liberal dei democratici, contrariata dal suo appoggio agli accordi di libero commercio criticati dal senatore del Vermont Bernie Sanders, avversario di Clinton durante le primarie e anima della sinistra del partito.

Con questa decisione — arrivata al termine di un processo di selezione durato mesi — la candidata democratica alla presidenza ha optato per l’apprezzato senatore di uno Stato in bilico, con radici operaie e un’ottima padronanza della lingua spagnola: qualità, spiega il New York Times, che potrebbero aiutarla a sconfiggere Donald Trump alle elezioni dell’8 novembre. Clinton lo ha scelto anche perché, come aveva rivelato lei stessa alla Pbs, è «afflitta dal gene della responsabilità», che la ha portata a preferire un vice solido e dalla grande esperienza rispetto a una soluzione più affascinante ma meno concreta. E in più, ricordava nei giorni scorsi, «Kaine non ha mai perso un’elezione».

Figlio di un saldatore del Midwest, Kaine è cresciuto nei sobborghi di Kansas City abbracciando la religione cattolica, prima di frequentare un collegio gesuita e laurearsi all’Università del Missouri. Durante la scuola di legge a Harvard, prese un anno sabbatico per fare il missionario cattolico in Honduras, un’esperienza che, secondo la famiglia, ne ha poi influenzato l’esistenza e gli ha permesso di imparare lo spagnolo. Sposato con Anne Holton — segretario all’Istruzione della Virginia e figlia dell’ex governatore Abner Linwood Holton —, ha tre figli ed è un abile suonatore di armonica.

Eletto in consiglio comunale a Richmond, Virginia, nel 1994, Kaine ha scalato negli anni Novanta e Duemila i ranghi della politica statale, diventando prima sindaco della città nel 1998, poi vice governatore nel 2002, infine governatore nel 2006, quando conquistò il sostegno delle aree rurali e suburbane dello Stato, che saranno fondamentali per aiutare Clinton a vincere lo Stato a novembre: Kaine potrebbe portare dunque in dote i grandi elettori della Virginia, e uno Stato in bilico che risulterebbe fondamentale nella corsa alla Casa Bianca. Obama, nel 2008, fu il primo democratico a vincerlo dal 1964, anno in cui la Virginia scelse Lyndon Johnson.

Kaine era governatore anche nel 2007, quando una sparatoria all’università di Virginia Tech costò la vita a 32 persone: anche per questo, nel 2013 implorò il Senato di fare una scelta coraggiosa e combattere la lobby delle armi, imponendo controlli più severi. Contrario all’aborto, ma solo personalmente, rispetta il diritto di scegliere delle donne ed è stato anche presidente del partito democratico dal 2009 al 2011.

Nel 2008 fu fra i primi ad appoggiare l’allora senatore dell’Illinois Barack Obama nelle primarie proprio contro Hillary Clinton, e finì nella short list del futuro presidente al momento della scelta del vice: all’epoca fu però scavalcato dal più esperto Joe Biden. Questa volta, invece, l’endorsement è arrivato addirittura un anno prima che Clinton si candidasse, ad aprile: la sua figura affabile, da persona comune, potrebbe bilanciare un ticket su cui pesa la fama dell’ex Segretario di Stato, considerata fredda, distante e privilegiata.

La presentazione ufficiale dovrebbe arrivare già oggi, in un rally alla Florida International University di Miami, ateneo per il 60% ispanico. L’incoronazione formale del ticket presidenziale è prevista invece la settimana prossima, nel corso della convention democratica di Philadelphia, che si chiuderà giovedì con l’acceptance speech di Hillary Clinton.

Corriere della Sera, 23 luglio 2016

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