Il candidato morto che ha vinto le primarie repubblicane di New York

Il deputato dello Stato di New York Bill Nojay si è suicidato venerdì scorso ma, anche da morto, ha trionfato martedì alle primarie repubblicane. Mentre amici e consiglieri politici stanno ancora cercando di capire cosa abbia spinto Nojay — candidato a Rochester — a compiere il tragico gesto in un cimitero cittadino, i dirigenti del partito repubblicano hanno continuato a fare campagna per lui, chiedendo ufficialmente agli elettori di votare per un morto: secondo il regolamento statale, infatti, con la vittoria di Nojay saranno loro — entro dieci giorni dalla morte — a scegliere il candidato che lo sostituirà alle elezioni di novembre.

Nojay ha sconfitto il suo avversario Rick Milne, sindaco del villaggio di Honeoye Falls, di circa mille voti (su 4.500 elettori) e permetterà quindi ai presidenti del partito repubblicano delle tre contee che rappresentava al parlamento statale di individuare un successore che, considerando la tendenza conservatrice dell’area, avrà ottime chance di ottenere un seggio ad Albany, capitale dello Stato. «Non credo che chiedano di votare per Nojay per commemorarlo, quanto piuttosto per scegliere da soli chi mandare ad Albany. Negli ultimi giorni hanno fatto qualcosa di pessimo gusto per indirizzare il voto», ha commentato Milne, prendendo le distanze dal partito.

Avendo il sostegno del partito e conducendo un popolare programma radiofonico quotidiano, Nojay — che aveva 59 anni, era stato eletto per la prima volta nel 2012 ed era un sostenitore di Donald Trump — era il grande favorito di queste primarie. Negli ultimi tempi, tuttavia, era rimasto coinvolto in un’inchiesta federale che non riguardava la sua attività politica, ma quella imprenditoriale. E che, probabilmente, lo ha portato a spararsi un colpo di pistola sulla tomba del fratello: secondo i media locali, infatti, venerdì pomeriggio si sarebbe dovuto consegnare all’Fbi. «Faranno quello che vogliono», ha commentato la candidata democratica Barbara Baer, che affronterà a novembre il vincitore di queste primarie atipiche. «A suo modo, però, quella che stiamo vivendo è una vera tragedia greca».

Quello che è successo a Rochester è molto raro, ma nella storia elettorale degli Stati Uniti esistono comunque alcuni precedenti. Dal 1962, per esempio, quattro candidati sono stati eletti alla Camera nonostante fossero deceduti. Il caso più recente riguarda però l’ex governatore democratico del Missouri Mel Carnahan, scomparso nel 2000 a pochi giorni dalle elezioni, che ottenne lo stesso il seggio in Senato sconfiggendo il futuro ministro di Giustizia americano John Ashcroft. Al suo posto fu poi nominata la moglie Jean.

Corriere della Sera, 14 settembre 2016

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