Dibattito Trump-Clinton, gli analisti concordi: vittoria a Hillary

I primi commenti a caldo al termine del dibattito presidenziale alla Hofstra University hanno assegnato quasi unanimamente la vittoria a Hillary Clinton. «Si è trattato di uno strano dibattito, ma Clinton è stata la chiara vincitrice su ogni fronte», ha scritto Roxane Gay, professoressa della Purdue University e opinionista del New York Times. «Era preparata, cortese e combattiva quando necessario», ha continuato, mentre «l’ignoranza di Trump nelle questioni nazionali è internazionali diventava dolorosamente evidente». L’unico dubbio, si chiede Gay, è se questo primo confronto sposterà elettori in bilico: una risposta, seppure parziale, arriva da Cnn, dove la maggior parte degli indecisi intervistati ha detto di aver preferito la performance di Clinton. A confermare il risultato è anche un sondaggio condotto dalla rete televisiva, secondo il quale il 62% degli spettatori — che il presentatore ha tenuto a ricordare essere per lo più democratici — ha assegnato la vittoria all’ex segretario di Stato, mentre solo il 27% ha scelto il tycoon newyorkese.

Dopo i primi tiepidi scambi, il dibattito si è subito infuocato, con i due candidati che si sono ripetutamente interrotti e scontrati su ogni argomento, saltando dalle tasse alla lotta all’Isis. A dettare il ritmo del confronto è stata però Clinton, che con la sua minuziosa preparazione ha guidato la partita mentre il suo avversario appariva improvvisato e, talvolta, confuso. «Trump ha abboccato all’amo», titola a caldo Politico, spiegando come i piani dettagliati e i colpi preparati della candidata democratica abbiano spinto il magnate newyorkese in un territorio scomodo. Clinton, continua il quotidiano di Washington, si era preparata per affrontare due Trump diversi — quello sopra le righe che conosciamo e quello più compassato entrato in campagna elettorale negli ultimi tempi — , e proprio «la tensione fra questi due Trump è stata estremamente visibile in tutta la prima ora del dibattito».

Per il Washington Post, Clinton ha messo all’angolo il suo rivale repubblicano anche se, secondo Chris Cillizza, analista politico di punta del quotidiano, l’ex segretario di Stato «non è stata perfetta», sembrando a volte studiata e robotica. Ad esempio la sua risposta sulla questione razziale è stata «troppo testa e non abbastanza cuore». Tuttavia, «Clinton è stata senza dubbio migliore di Trump», e si può parlare di «una vittoria chiara su ogni fronte». Secondo Cillizza, il candidato repubblicano «non si era preparato abbastanza bene e ha faticato su domande che sapeva sarebbero arrivate».

Anche J.D. Vance, scrittore e voce conservatrice del New York Times, conferma che Clinton ha dimostrato un grande controllo dei fatti e delle politiche. Tuttavia, quando avevano sfidato Trump nei dibattiti repubblicani durante le primarie, lo stesso avevano fatto Jeb Bush e Ted Cruz, che sono stati poi largamente sconfitti. «A novembre l’elettorato sarà molto diverso da quello che ha assegnato la vittoria a Trump», scrive Vance, «e proprio per questo Clinton avrà maggiori possibilità» di tornare alla Casa Bianca. «Eppure non ha imparato la lezione dell’establishment repubblicano sconfitto da Trump, e questo dovrebbe preoccupare non solo i suoi sostenitori, ma tutti coloro che vogliono una politica che alzi il livello della conversazione pubblica».

Corriere della Sera, 27 settembre 2016

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