Lo scandalo della torre pendente di San Francisco

A causa della frequente attività sismica della baia, fino ai primi anni del Ventunesimo secolo la città di San Francisco si è sviluppata in altezza molto meno delle grandi città americane. Nell’ultimo decennio, complice il boom del settore tecnologico che ha riversato un’enorme quantità di denaro nel mercato immobiliare cittadino, i costruttori hanno però spinto verso un’espansione verticale della metropoli californiana, nonostante gli esperti chiedessero all’opposto regole più stringenti. Fra i primi progetti approvati durante questa nuova ondata di grattacieli, nel 2005, c’era la Millennium Tower, un palazzo di 58 piani e 420 appartamenti che oggi è la torre residenziale più alta della città: un edificio di lusso che però, si è scoperto ad agosto, sta sprofondando e ha cominciato a pendere verso nordovest. Tutti i palazzi affondano leggermente nelle proprie fondamenta, racconta il Guardian, ma la torre di San Francisco avrebbe dovuto farlo per massimo 6 centimetri in tutta la sua esistenza. Invece, in sette anni, il grattacielo è sprofondato di 40 centimetri inclinandosi e — secondo uno studio dello studio Simpson, Gumpertz & Heger — la Millennium Tower penderebbe ora 18 centimetri verso Nord e altri 7 verso Ovest.

La notizia ha fatto ovviamente infuriare (e spaventare) i residenti — fra cui l’ex quarterback dei San Francisco 49ers Joe Montana — che hanno visto i propri appartamenti svalutarsi dalla sera alla mattina, e ha scatenato una raffica di cause legali e inchieste governative. Finora le conseguenze si sono limitate a qualche crepa nelle mura di cemento delle cantine, ma un appartamento con tre camere da letto che a febbraio era in vendita a 9 milioni di dollari è ora valutato appena 3,79. Un crollo che ha spinto i proprietari di 163 appartamenti a fare domanda per adeguamenti fiscali che, secondo i registri cittadini, porterebbero il valore complessivo dei loro appartamenti da 374 milioni a 153. Molti di loro, inoltre, ritengono che in realtà i loro appartamenti — che erano valutati fra 563 mila dollari e 5,1 milioni — non varrebbero nulla. «Sosteniamo che il valore reale sia 0, perché nessuno li comprerebbe», specifica Frank Jernigan, ingegnere di Google in pensione che abita nel palazzo dal 2009. «E se non lo puoi vendere, il valore di mercato è nullo».

«Non esistono precedenti», ha dichiarato al quotidiano britannico Steven Blum, uno degli avvocati che rappresentano gli abitanti della torre pendente di San Francisco nella class action che è partita ad agosto, quando è emerso il problema. «Ho seguito casi simili per quasi 30 anni, e non ho mai visto niente del genere. L’unico che si avvicina è quello della torre di Pisa», ha aggiunto scherzando. Secondo la ditta costruttrice Millennium Partners, il responsabile sarebbe l’azienda dei trasporti cittadina, la Transbay Joint Powers Authority, che sta costruendo un terminal sotterraneo accanto al grattacielo e che avrebbe estratto parecchia acqua dal suolo. «L’unica spiegazione plausibile», ha risposto però la Transbay, «è da ricercare nelle fondamenta assolutamente inadeguate per una struttura così pesante».

Come molti dei grattacieli costruiti negli ultimi dieci anni, la Millennium Tower sorge nel centro di San Francisco, a ridosso del Bay Bridge, in un quartiere caratterizzato dal terreno friabile. Una scelta audace che ha contribuito a politicizzare lo scandalo della torre pendente, come ha puntualizzato il New York Times. Aaron Peskin, un parlamentare di San Francisco, ha raccontato infatti di aver trovato dei documenti ufficiali che dimostrano come gli ispettori cittadini avessero notato già sette anni fa che il palazzo sprofondava più del normale, e che avevano chiesto se fossero state studiate precauzioni. Tuttavia, sei mesi dopo, la città aveva dichiarato agibile il grattacielo, che era stato inaugurato in agosto. «Penso, e so che è un’accusa molto seria, che ci sia stata qualche interferenza politica», ha spiegato Peskin.

Che si sia trattato di corruzione o di una semplice scelta sbagliata, il Guardian ha raccontato l’aspetto ironico della vicenda: il condominio di lusso ha un’enorme quantità di servizi, fra cui un «pulsante ingegneristico» in ogni appartamento. «Se hai il water otturato o una perdita in casa, basta premere il bottone e qualcuno viene ad aggiustare tutto entro 15 minuti», ha raccontato Jernigan. Purtroppo, scrive il quotidiano britannico, il pulsante non basta a risolvere il problema ingegneristico che sta letteralmente risucchiando il palazzo.

Corriere della Sera, 7 ottobre 2016

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