Dibattito Clinton-Trump, i primi sondaggi assegnano la vittoria a Hillary

Proprio negli attimi in cui Hillary Clinton e Donald Trump si scambiavano l’unica carezza di un dibattito nervoso e cattivo, cercando (su richiesta) un pregio dell’avversario, gli editorialisti bipartisan del New York Times — impegnati in un confronto parallelo sul sito del quotidiano – si trovavano d’accordo sul risultato della serata: Trump ha limitato i danni e non ha dato ulteriori pretesti alla diaspora repubblicana, ma Hillary Clinton sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti. Oltre al liberal Frank Bruni, ne è convinto anche Ross Douthat, voce conservatrice del Times, secondo cui nella notte «non è successo nulla che mi abbia fatto dubitare della quasi inevitabilità di Clinton». Eppure, puntualizza, questo è stato uno dei migliori dibattiti di Trump, e lo scenario del collasso politico è ormai poco probabile. «Almeno per i prossimi giorni», aggiunge. Insomma, non c’è stato un chiaro vincitore sostiene anche Roger Cohen: «Trump resta in corsa, mentre Hillary Clinton è sembrata piatta e artefatta», spiega. «Tuttavia, ha fatto sicuramente abbastanza per mantenere il vantaggio che sembra avere». Cohen, a differenza dei suoi colleghi, non crede però che l’elezione sia già decisa.

Eppure il primo sondaggio Cnn/Orc, pubblicato poco dopo la fine del confronto, assegna a Hillary Clinton una netta vittoria: secondo il 57% degli spettatori interpellati, infatti, l’ex Segretario di Stato ha vinto a St. Louis. Solo il 34% assegna invece la vittoria al candidato repubblicano. Lo stesso sostiene un rilevamento di YouGov effettuato su 812 elettori registrati: per il 47% ha vinto Clinton, per il 42% Trump. L’ex segretario di Stato è la vincitrice anche per gli analisti del Los Angeles Times, mentre Vox titola contro il repubblicano, sostenendo che la sua minaccia di mandare in carcere Clinton sia in realtà «una minaccia alla democrazia».

Ne è convinto anche Chris Cillizza, rispettato commentatore politico del Washington Post, che mette Clinton e la moderatrice Martha Raddatz fra i vincitori e lascia Trump fra i perdenti del confronto, insieme al suo vice Mike Pence (da cui il candidato ha preso le distanze sulla Siria) e al formato del dibattito con le domande dal pubblico. Clinton ha attaccato il rivale meno di quanto avrebbe dovuto, e le sue risposte sulla questione delle mail sono state mediocri. «E come ha fatto a vincere?», si chiede Cillizza. «Perché è arrivata con un grande vantaggio in campagna elettorale e non ha fatto errori tali da permettere al suo avversario di tornare in gara». Trump invece è stato più solido ed energico rispetto al primo dibattito, «ma è stato il peggior nemico di se stesso»: con i suoi attacchi il candidato repubblicano ha finito per convincere la base del suo partito che era già con lui, che tuttavia «non è abbastanza ampia da permettergli di vincere un’elezione».

Corriere della Sera, 10 ottobre 2016

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