Il necrologio di un eroe americano immaginario

Dopo il brutale secondo dibattito televisivo fra Hillary Clinton e Donald Trump, l’America aveva riposto le proprie speranze in Ken Bone, un elettore indeciso del Missouri con il maglione rosso e i baffi che aveva fatto una domanda sull’ambiente ai candidati. Era il volto rassicurante di un Paese in crisi, Bone, ma soltanto quattro giorni dopo il New York Times si trova a scrivere «il necrologio di un personaggio immaginario». Dopo aver provato a monetizzare sulla sua improvvisa notorietà, «come ogni intraprendente americano», Bone è stato costretto ad ammettere «di aver detto e fatto cose sbagliate, impopolari e persino illegali». Sul sito Redditt ha rivelato di aver guardato le foto private rubate all’attrice Jennifer Lawrence, ha parlato della propria vita sessuale dopo la vasectomia e ha anche ammesso di aver contraffatto anni fa l’assicurazione dell’auto per non perdere il lavoro da fattorino delle pizze. Inoltre, quattro mesi fa, avrebbe giustificato l’omicidio di Trayvon Martin definendolo «legale», anche se ingiusto. A differenza dei politici che stanno dominando la campagna elettorale, però, Bone si è assunto la piena responsabilità di ciò che ha detto e fatto. «Con il mio messaggio volevo elevare la conversazione, e se voglio che i nostri leader politici rispondano delle proprie parole, allora devo farlo anche io».

Corriere della Sera, 15 ottobre 2016

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