La previsione dello storico che dal 1984 non sbaglia: vince Trump

Nessuno sa cosa diranno le urne l’8 novembre, ma c’è un professore che ha predetto tutte le elezioni americane dal 1984 e che non ha dubbi: vincerà Donald Trump. Allan Lichtman, 69 anni, insegna storia alla American University di Washington e le sue previsioni sono basate su un sistema di tredici domande vero/falso elaborato studiando ogni elezione a partire dal 1860: non ha mai fallito e quest’anno indica che a vincere le elezioni sarà un candidato repubblicano che – spiega al Corriere della Sera Licthman – «non ha precedenti nella storia». Il metodo, che si fonda sulla convinzione che le elezioni sono innanzitutto una valutazione dell’operato del partito in carica, prende in considerazione, fra le altre cose, la situazione economica, le riforme, l’instabilità sociale ed eventuali scandali: ogni risposta «vero» è un punto a favore del partito in carica, ma se almeno sei delle risposte sono false, a vincere le elezioni sarà il partito sfidante. «Quest’anno Trump ha reso la previsione molto più complicata del solito, ma secondo il sistema vincerà», spiega Lichtman, elettore registrato repubblicano. «I democratici sono andati male alle elezioni di metà mandato, il presidente in carica non è in gara, non ci sono state grandi riforme come quella sanitaria effettuata nei primi quattro anni di Obama, non ci sono stati importanti successi in politica estera e Clinton non ha il carisma del suo predecessore». A questi cinque punti, se ne aggiunge uno: «Il fattore terzo partito, ovvero Gary Johnson», afferma lo storico. Secondo il sistema, infatti, se un terzo schieramento può portare a casa almeno il 5% dei voti, il partito in carica viene sconfitto. E nei sondaggi Johnson, candidato del partito libertario, naviga attorno a quella percentuale. «Questa sarebbe la sesta, e decisiva, risposta falsa». Tuttavia, sostiene Lichtman, l’atipicità di Trump potrebbe contribuire «a rompere i pattern della storia» e a trovare il baco di un metodo finora infallibile: «il sistema indica una generica vittoria repubblicana», ma il tycoon «potrebbe andare contro i pronostici nonostante la storia sia dalla sua parte».

Corriere della Sera, 1 novembre 2016 (prima pagina)

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