La New York di Trump è quella del Falò delle vanità

La New York di Donald Trump somiglia molto al set del Falò delle vanità, celebre libro di Tom Wolfe da cui Brian De Palma trasse l’omonimo film, scrive un New York Times che negli ultimi giorni ha intensificato le critiche al presidente eletto. Il quotidiano newyorkese ha seguito i percorsi di Trump in città, dal ristorante 21 dove ha cenato la settimana scorsa con la famiglia, distante quattro isolati da casa e dove era solito cenare anche suo padre Fred, fino a Famous Famiglia, una pizzeria molto americana (o forse poco italiana) di Broadway dove portò a cena Sarah Palin. Già dagli anni Settanta, quando passava le notti allo Studio 54, discoteca dei ricchi e famosi, Trump è stato un broker del potere in città, spiega il Times, ma ha sempre evitato i luoghi frequentati dai potenti, come ad esempio il power breakfast del Loews Regency o il pranzo da Michael’s: Trump ha sempre cercato di ottenere «il massimo impatto», preferendo ai locali riservati frequentati dai nomi più in vista della città, quelli vistosi di Midtown, con i quali può essere facilmente identificato. E dove non viene oscurato dai commensali.

Corriere della Sera, 20 novembre 2016 (rassegna stampa)

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