Immigrazione, lo scontro fra Trump e le «sanctuary cities»

Negli anni Ottanta negli Stati Uniti si sono cominciate a diffondere le «sanctuary cities», città che proteggono di fatto gli immigrati senza documenti decidendo di non spendere fondi locali per perseguire le violazioni delle norme federali sull’immigrazione. Ora queste amministrazioni rischiano di scontrarsi con le promesse del presidente Trump, che in campagna elettorale aveva annunciato punizioni per chi non avesse ubbidito alle autorità federali sull’immigrazione. Siccome le prigioni sono generalmente gestite dalle contee, nota il Washington Post in un approfondimento grafico, per capire in reali effetti di questo scontro bisogna soffermarsi sulle «sanctuary counties»: su 168 totali, ben 69 si sono rifiutate di ascoltare le richieste del governo. Trump aveva promesso di tagliare i fondi ai ribelli ma, ha puntualizzato un ricercatore di Harvard, non ci sono basi legali per una scelta di questa soluzione: «Sono curioso di scoprire cosa farà esattamente», ha affermato.

Corriere della Sera, 23 gennaio 2017 (rassegna stampa)

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