Francia, Fillon indagato per appropriazione indebita di fondi pubblici

Il candidato della destra francese François Fillon è indagato formalmente da questa mattina per malversazione, appropriazione indebita di fondi pubblici e altri reati, nell’ambito dell’inchiesta sugli impieghi fittizi che riguarda la moglie Penelope e due dei suoi figli. A dare la notizia sono stati i media francesi, poi è arrivata la conferma degli avvocati di Fillon.

Da tempo al centro di uno scandalo ribattezzato «Penelopegate», a peggiorare la situazione già complicata del candidato conservatore sono arrivate le rivelazioni pubblicate questa mattina sulle pagine del quotidiano Le Parisien, secondo il quale Fillon avrebbe ricevuto una cospicua parte del denaro guadagnato dalla moglie e dai figli fra il 2005 e il 2007. Nel periodo in cui furono impiegati dal padre, infatti, Marie e Charles Fillon hanno fatto bonifici sul conto dei genitori, sulla natura dei quali stanno ora indagando gli inquirenti, che li hanno interrogati nei giorni scorsi.

Dei 46mila euro netti incassati da Marie Fillon come assistente parlamentare del padre al Senato, infatti, circa 33mila sono rientrati nel conto dei genitori: il 70% della sua remunerazione, versata sul conto tra l’ottobre del 2005 e la fine del 2006. È stata lei stessa rivelare l’esistenza dei bonifici quando è stata interrogata dai magistrati il 9 febbraio scorso. Per giustificare i versamenti, Marie Fillon ha chiamato in causa le spese sostenute dal padre per il suo matrimonio, il 26 agosto 2006.

Marie Fillon ha anche voluto consegnare agli inquirenti le prove del fatto che il suo impiego non fosse fittizio, ovvero un’agenda dell’epoca con gli appuntamenti e il badge di accesso alla biblioteca del Senato, dove — ha detto — conduceva una ricerca per un libro che il leader della destra pubblicò più tardi. Il suo avvocato Kiril Bougartchev ha spiegato che Marie volle rimborsare le spese del matrimonio — di cui il padre ha ritrovato le fatture: banchetto, musica, tendone, abito da sposa, catering — per dar prova di indipendenza e comunque perché non ci fossero disparità con i suoi fratelli.

Anche Charles Fillon, che sostituì la sorella come assistente del padre senatore, tra gennaio e giugno 2007, girò al padre quasi il 30% del suo stipendio. E ha ribadito che, considerato che il padre gli pagava una parte dell’affitto e delle spese, era normale che gli restituisse il denaro. Questi bonifici, però, sono destinati a complicare ancora di più la posizione di Fillon, e potrebbero dare il colpo definitivo alle sue residue speranze di superare il primo turno del voto per le presidenziali francesi, il 23 aprile.

Corriere della Sera, 14 marzo 2017

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