Stati Uniti, una virgola (mancante) vale dieci milioni di dollari

Una «virgola di Oxford» — o meglio, la sua assenza — potrebbe costare a un caseificio del Maine dieci milioni di dollari. Una mera diatriba grammaticale è diventata il principale appiglio di tre camionisti che nel 2014 hanno fatto causa alla Oakhurst Dairy, che ha 200 dipendenti e vendite per 110 milioni in tutto il New England, chiedendo di essere risarciti di quattro anni di straordinari che, a loro avviso, erano stati negati. Dodici ore in più ogni settimana, per un totale di migliaia di dollari all’anno.

Secondo la legge locale, infatti, ogni ora lavorata oltre le 40 settimanali andrebbe pagata 1,5 volte. Ci sono però delle eccezioni, e qua entra in gioco la «virgola di Oxford», quella utilizzata prima delle congiunzioni per rendere, in particolare nelle liste di elementi, il corretto significato della frase. Deve il nome alla Oxford University Press, che ne ha diffuso l’utilizzo, ed è ritenuta il segno di punteggiatura più controverso: detestata dai detrattori, per i quali la virgola non va mai messa prima di una congiunzione, ma assolutamente necessaria per i sostenitori. L’esempio classico, citato anche da Wikipedia, si trova nella frase: «amo i miei genitori, Jennifer Lopez e Dio». Senza virgola di Oxford dopo Jennifer Lopez, si potrebbe (erroneamente) lasciar intendere che i genitori siano la cantante newyorkese e Dio.

Proprio appigliandosi a questa virgola controversa, in Maine i tre camionisti in cerca di straordinari negati si sono rivolti al tribunale. Oakhust Dairy, infatti, ha messo in pratica alla lettera la legge statale, che esclude il pagamento degli straordinari per:

L’inscatolamento, la lavorazione, la conservazione, il congelamento, l’essiccazione, la commercializzazione, l’immagazzinamento, l’imballaggio per le spedizioni o la distribuzione di

1) prodotti agricoli,;
2) carne e pesce; e
3) alimenti deperibili

Per i camionisti, l’assenza della virgola fra «imballaggio per le spedizioni» e «o la distruzione» lascerebbe intendere che ad essere escluso sarebbe solamente «l’imballaggio per le spedizioni e per la distruzione» di latte, quindi il solo imballaggio e non la distruzione in sé. Se ci fosse stata una virgola dopo spedizioni, aggiungono, sarebbe stato chiaro che anche il loro lavoro era escluso dagli straordinari come gli altri: una differenza di lettura, che sarebbe costata loro migliaia di dollari all’anno.

«Ci fosse stata la virgola, avrebbe affondato le nostre speranze», ha commentato David Webbert, uno degli avvocati che rappresenta i camionisti. Nonostante un primo tribunale avesse dato ragione a Oakhurst Dairy, la settimana scorsa la Corte d’Appello del Primo Circuito ha ribaltato infatti la prima sentenza, facendo registrare una vittoria morale ai sostenitori della «virgola di Oxford» e, soprattutto, economica per tutti i 75 camionisti di Oakhurst, alla quale resta comunque la possibilità di fare ricorso. Secondo la Corte d’Appello, però, l’assenza di quella virgola ha causato abbastanza incertezza e per questo sarà necessario il risarcimento. Con buona pace dei detrattori della «virgola di Oxford».

Corriere della Sera, 21 marzo 2017

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