Trump, Stephen Bannon rimosso dal Consiglio per la sicurezza nazionale

Il chief strategist della Casa Bianca Stephen Bannon non farà più parte del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, l’organo che fornisce al presidente informazioni necessarie per le decisioni più delicate in tema di sicurezza, difesa e politica estera. Il più stretto consigliere di Donald Trump — voce dell’Alt-Right americana ed ex presidente esecutivo del sito ultraconservatore Breibart News — è stato toccato da un rimpasto nell’amministrazione presidenziale, che ha riguardato anche il consigliere per la Sicurezza Interna Tom Bossert, che è stato demansionato. A darne la notizia è stato Bloomberg, seguito dai principali media americani, citando un memorandum sulla composizione del Consiglio pubblicato oggi dal quale era scomparso il nome del chief strategist. La decisione, sostengono tuttavia fonti della Casa Bianca, non sarebbe una bocciatura del più stretto consigliere del presidente, quanto piuttosto un’evoluzione del suo ruolo: Bannon non avrebbe mai partecipato alle riunioni del Consiglio e la sua rimozione dunque sarebbe puramente formale.

L’allontanamento del chief strategist — per la cui nomina Trump era stato aspramente criticato: era inappropriato, sostenevano i critici, che un consigliere politico avesse un ruolo sulle questioni di sicurezza nazionale, influenzando la politica estera — segna però soprattutto una vittoria per il generale H. R. McMaster (nella foto a sinistra), succeduto nel ruolo di Consigliere per la Sicurezza Nazionale al generale Michael Flynn, che si era dimesso il 13 febbraio dopo essere stato travolto da uno scandalo per aver trattato con il governo russo prima che Trump diventasse presidente e per aver mentito al vicepresidente Mike Pence e all’Fbi sui suoi contatti illegali con l’ambasciatore russo a Washington Serghey Klyaski. McMaster, sostengono al 1.600 di Pennsylvania Avenue, aveva problemi a lavorare con Bannon e ha ottenuto ora pieni poteri sulla gestione dell’agenda: grazie alla rimozione del chief strategist, inoltre, nel Consiglio per la Sicurezza Nazionale sono stati riammessi il generale a 4 stelle dei Marine John Dunford, capo degli Stati maggiori congiunti (l’ufficiale più alto in grado delle forze armate), e il direttore della National Intelligence (l’agenzia che coordina le diciassette agenzie di intelligence americane) Dan Coats.

Dalla Casa Bianca trapela però anche un’altra motivazione per l’allontanamento di Bannon: l’uomo di fiducia di Trump — che resta comunque suo consigliere e chief strategist — era stato inserito nel più importante organismo della Casa Bianca principalmente per guidare la transizione dalla gestione Obama e per tenere d’occhio Flynn. Con la nomina di McMaster e la transizione effettuata, quindi, la sua presenza non era più stata necessaria.

Corriere della Sera, 5 aprile 2017

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