Un conservatore alla Corte Suprema

Dopo aver avuto per mezzo secolo una Corte Suprema a salda maggioranza conservatrice, la morte del giudice Antonin Scalia a febbraio 2016 ha riportato in equilibrio per oltre un anno il massimo tribunale americano. Per questo motivo, il voto di novembre metteva in palio non solo la presidenza, ma anche la direzione da dare alla Corte: un giudice è nominato a vita e influenza la vita sociale e politica del Paese molto più a lungo di un presidente, che resta in carica massimo otto anni. In campagna elettorale Donald Trump aveva promesso di nominare un giudice di visioni conservatrici, e mantenere la parola data non era particolarmente difficile: anche per questo numerosi repubblicani avevano deciso di turarsi il naso e votare l’imprenditore newyorkese alle elezioni.
Al dodicesimo giorno di presidenza, il 31 gennaio, Trump ha scelto il giudice Neil Gorsuch, 49 anni, che con le sue decisioni alla Corte d’Appello del Decimo Circuito di Denver si era guadagnato una solida reputazione in campo conservatore: le sue sentenze, sostengono però i senatori democratici che si sono opposti alla sua nomina, dimostrano come sia vicino alla lobby delle armi, alle organizzazioni antiabortiste e al mondo aziendale. Un profilo divisorio, in un’epoca di profonda polarizzazione, che ha contribuito a rendere più difficile la conferma del Senato: per evitare l’ostruzionismo democratico, i repubblicani si sono dovuti affidare alla cosiddetta opzione nucleare, ovvero il cambiamento in corsa delle regole (per la prima volta nella storia) che ha permesso un voto a maggioranza semplice.

La conferma di Gorsuch è arrivata il 7 aprile — con 54 voti favorevoli e 45 contrari — ponendo fine a un’aspra battaglia politica durata 14 mesi e segnata dal muro alzato dagli stessi repubblicani contro Merrick Garland, il giudice moderato scelto da Obama dopo la morte di Scalia e mai degnato di un’audizione: un presidente uscente, sostenevano, non ha diritto di nominare un giudice nell’ultimo anno del suo mandato. Tre giorni dopo, il 10 aprile, Gorsuch ha prestato giuramento (sopra, nella foto Ap, il giuramento sulla Bibbia retta dalla moglie Marie Louise, di fronte al giudice Kennedy) ed è diventato il 113° giudice della Corte Suprema, dove accentuerà la spaccatura ideologica e avrà un impatto immediato sui lavori: fra i primi casi in esame, si troverà a stabilire l’interpretazione del Secondo Emendamento della Costituzione, quello che garantisce il diritto a possedere armi, e a prendere decisioni sulla separazione fra Stato e Chiesa, sulla discriminazione degli afroamericani alle urne in North Carolina e sui diritti delle coppie lgbt. Intanto, nel suo primo giorno di lavoro, Gorsuch ha parlato più di quanto il suo collega Clarence Thomas abbia fatto negli ultimi dieci anni. Confermando la propria reputazione.

Corriere della Sera, 29 aprile 2017 (speciale 100 giorni Trump)

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