La differenza fra The Donald e Nixon? L’appoggio del partito repubblicano

Sui giornali americani, l’analogia fra Richard Nixon e Donald Trump è sempre più pressante. Nel numero odierno del New Yorker, Jeffrey Toobin torna sul licenziamento del direttore dell’Fbi James Comey, che «ricorda con agghiacciante precisione un episodio dello scandalo Watergate», definendolo «un grave un grave abuso di potere» e sottolineando quella che per lui è la vera differenza fra Trump e l’ex presidente: nell’agosto del 1974 i repubblicani si recarono alla Casa Bianca per togliere l’appoggio a Nixon, «mettendo il Paese davanti al partito» e portandolo a dimettersi il giorno dopo; oggi la grande domanda è se i conservatori faranno mai un simile viaggio verso la dimora presidenziale. «L’appoggio ossessivo degli attuali leader conservatori come il senatore Mitch McConnell e il deputato Paul Ryan ha inibito la conscienza dell’intero partito», scrive Toobin. «L’unico messaggio che ascolteranno è quello degli elettori nel 2018 e negli anni seguenti» conclude. «Nel frattempo la presidenza Trump barcollerà fra una crisi e l’altra: i democratici hanno cominciato a denunciarlo apertamente, ma solo i repubblicani hanno il potere di imporre limiti — o un termine — alla presidenza Trump. Finora, però, nessuno ha avuto il coraggio di imitare i conservatori degli anni Settanta ».

Corriere della Sera, 15 maggio 2017 (rassegna stampa)

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